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A22, Kompatscher dice una cosa Toninelli l'opposto: ''Sul territorio c'è chi vuole tenersi il bottino per logiche clientelari''

Il governatore dell'Alto Adige negli scorsi giorni aveva partecipato all'incontro del Cipe e ne era uscito molto positivo: ''Abbiamo fatto un grande passo in avanti'' ma il ministro ieri ha ribaltato completamente la situazione

Di Luca Pianesi - 19 gennaio 2019 - 12:39

TRENTO. E pensare che il presiedente Kompatscher era rientrato da Roma, giovedì, affermando: ''Abbiamo fatto un grande passo in avanti in maniera particolare per quanto riguarda la nostra più grande preoccupazione, il rischio di dover restituire allo Stato gli utili accumulati e non investiti da Autobrennero negli ultimi 4 anni. La proposta è stata definitivamente accantonata''. Ebbene l'ineffabile ministro dei trasporti Danilo Toninelli si è preso un giorno in più rispetto al governatore dell'Alto Adige e ieri ha commentato a sua volta l'incontro al Cipe, con il presidente della provincia di Bolzano, Conte, Giorgetti, Tria e Stefani a modo suo. ''Abbiamo sbloccato la situazione - ha detto - però, non è accettabile che qualcuno ancora oggi non voglia apporre l'ultima firma e tagliare il traguardo solo perché, diciamocelo, ha l'obiettivo di tenersi il vecchio bottino, a scapito delle popolazioni e delle comunità interessate''. 

 

Insomma a quanto pare le parti sono ancora piuttosto lontane e forse faticano a comunicare anche per il diverso linguaggio usato. Da un lato c'è l'aplomb del governatore altoatesino dall'altra c'è lo stile del ministro Toninelli che addirittura arriva a spiegare in questo modo la trattativa: "E' evidente, a questo punto, che da una parte il Governo e il mio ministero perseguono l'interesse pubblico: e lo dimostra il fatto che il Pef del nuovo schema di convenzione prevede in media circa 2,7 milioni di euro annui di dividendi contro, a titolo di esempio, i 33 milioni già citati. Una differenza enorme. Dall'altra parte, invece, qualche politico locale pensa di poter ancora sfruttare quella gallina dalle uova d'oro secondo logiche di potere meramente clientelari. Ma i tempi sono cambiati e bisogna stare attenti a tirare troppo la corda, perché la corda poi si spezza…".

 

Ma qual è il nodo del contendere? Il problema sono i circa 120 milioni di utili che negli ultimi 4 anni A22 aveva accumulato e che lo Stato vorrebbe per sé. ''Ci sono circa 120 milioni di euro di extraprofitti della vecchia Autobrennero Spa - ha detto sempre il ministro Toninelli - che dovrebbero tornare allo Stato perché realizzati negli anni in cui la concessione era già scaduta. I soci non li vogliono restituire? Era immaginabile, visto che nel solo 2017 la gallina dalle uova d'oro ha fruttato 33 milioni di euro in dividendi. A questo punto abbiamo proposto loro, come Mit, di traslarli, di riportarli sulla nuova convenzione, in modo da riequilibrare il rapporto tra investimenti e tariffe, abbassando così i pedaggi per chi inquina meno e perseguendo politiche di mobilità sostenibile. Ma loro non ci sentono nemmeno da quest'orecchio". 

 

Stupore e sconcerto per le dichiarazioni del ministro dopo che il presidente Kompatscher invece aveva spiegato che "la proposta di finanziare le opere tramite gli introiti derivanti dai pedaggi ha incontrato l'appoggio dei nostri interlocutori". Aggiungendo che per quanto riguarda gli ulteriori dettagli ancora da approfondire, il tutto è stato affidato ad un incontro fra i tecnici che dovrebbe svolgersi a Roma nel corso delle prossime settimane. "Siamo ad un buon punto - ha concluso il presidente altoatesino - per poter finalmente concludere la questione legata alla gestione dell'autostrada del Brennero, e poter operare per migliorare l'ambiente e la qualità di vita di chi risiede nei territori interessati dal percorso di A22".

 

I prossimi giorni si vedrà chi la spunterà.

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