Contenuto sponsorizzato

Biloslavo a Sociologia ma l'incontro salta (per ragioni tecniche). Fuori però c'era chi protestava (male) e così da Meloni a La Russa ''l'Università si è piegata ai violenti''

La vicenda legata alla serata organizzata dall'Udu (e saltata perché ci sono stati dei problemi con la documentazione) è finita sulla prima pagina del Giornale soprattutto per la protesta del Collettivo Refresh contro il giornalista. Una protesta dai toni sbagliati che ha prestato il fianco a una descrizione di Trento da anni di piombo. Bisesti non ha smorzato la polemica mentre il Rettore e l'Udu hanno spiegato come sono andate le cose

Di Luca Pianesi - 17 ottobre 2019 - 19:13

TRENTO. Tutto sbagliato. Quel che è successo a partire da martedì sera è stato un susseguirsi di errori che hanno dato luogo a un vero e proprio effetto domino con tanto di magra figura per l'Ateneo di Trento e conseguente ''caso'' mediatico non certo smorzato dall'assessore all'istruzione Mirko Bisesti. Un ''caso'' che è si risolverà semplicemente con un nuovo invito da parte dell'Università e degli studenti con buona pace di chi non è in grado di ascoltare e vuol far tacere un giornalista semplicemente perché, forse, magari, non importa, la pensa diversamente. Già perché la protesta è sempre legittima, se fatta in modo civile, ma non è stata la ragione della mancata serata che martedì si sarebbe dovuta tenere nell'Aula Kessler. 

 

Il primo errore, infatti, in questa vicenda lo hanno fatto gli studenti universitari dell'Udu che hanno sbagliato a prenotare la sala dove si sarebbe dovuta tenere una conferenza con ospite anche il giornalista Fausto Biloslavo. Una serata che fa parte di un ciclo di incontri (per tre martedì consecutivi) intitolato ''Gli occhi della Guerra'' titolo che deriva proprio dal libro scritto dal giornalista e inviato de il Giornale, Panorama, il Foglio, Fausto Biloslavo e che si riferisce anche al progetto de ilGiornale.it nato nel 2013 per rilanciare i reportage attraverso il crowdfunding. Insomma il ciclo di eventi voluto a Sociologia dell'Unione degli universitari certo non si poneva barriere politiche o si rifaceva a qualche colore. Voleva approfondire determinate tematiche internazionali con chi quelle esperienze le ha vissute in prima linea senza pregiudizi. E l'Università, come sempre fa, va detto, aveva aperto le sue porte all'inziativa degli studenti.

 

L'errore più grosso, anche alla luce di quanto scritto qui sopra, è quello commesso dal Collettivo Universitario Refresh (collettivo di estrema sinistra) che ha sbagliato all'ennesima potenza mettendo in campo una protesta esagerata e insensata con brutti volantini e citazioni demenziali (come quella della terrorista della Raf Ulrike Meinhof) per dire a Biloslavo ''tu non entri''. A quel punto la frittata era già fatta: il giornalista de il Giornale si trovava quasi a Trento per venire a parlare di Libia ed è stato avvisato in treno, all'ultimo minuto, che c'era stato un errore tecnico e il suo incontro non si poteva svolgere.

 

Incredulo è arrivato comunque in città e si è visto quelli del Cur che manifestano davanti all'ingresso di Sociologia, contro di lui, con frasi del tipo ''fuori i fascisti dall'Università'' e ''Biloslavo non deve entrare in università''. Ha fatto due più due e il risultato è stato: ''A Trento si aggirano gli spettri degli anni di piombo - così ha scritto oggi in prima pagina su ilGiornale -, quando alla facoltà di sociologia studiava Renato Curcio e all'orizzonte si profilava il terrore delle Brigate rosse. Non mi hanno sparato, per fortuna, com'è capitato al fondatore di questo giornale, Indro Montanelli, ma forse il vulnus brucia ancora di più. Un gruppo di facinorosi di estrema sinistra è riuscito a impedire che prendessi la parola alla facoltà di sociologia''.  

 

Un quadro, quello disegnato sul quotidiano da Biloslavo di una Trento da anni di piombo: ''Mi sembrava di non essere più nel 2019 in un paese libero, ma di avere fatto un salto nel tempo tornando al buio e alle prevaricazioni degli anni settanta. A sociologia non sono neppure potuto entrare perché giravano picchetti di balordi giunti anche da fuori''. E poi l'attacco contro l'Università di Trento: ''L'aspetto più grave è che la stessa università ha deciso di piegarsi alla violenta minoranza trovando un cavillo formale e vietando l'accesso all'Aula Kessler del Dipartimento di sociologia''. Una serie di errori, anche questi perché Trento, fortunatamente, tutto è tranne che una città inospitale e chiusa in sé stessa grazie anche a una delle migliori Università d'italia con un altissimo tasso di internazionalizzazione.

 

 

In queste ore, però, la versione di Biloslavo è diventata quella di buona parte della politica nazionale (da Giorgia Meloni a Ignazio La Russa che hanno espresso solidarietà al giornalista su Facebook) e l'assessore all'istruzione della Provincia di Trento Mirko Bisesti non ha fatto niente per smorzare la polemica di fatto sposando la linea di Trento ''da anni di piombo''. ''Da assessore all'Università della Provincia autonoma di Trento- comunica - da ex studente dell'ateneo di Trento, ma soprattutto da cittadino trentino, mi vergogno profondamente di fronte a quanto successo nell'Università di Trento in occasione del previsto incontro con un giornalista di fama nazionale come Fausto Biloslavo”. 
 

“Biloslavo – scrive l’assessore – è apprezzato per la sua grande professionalità e per la sua quarantennale carriera, durante la quale si è contraddistinto come uno dei migliori reporter al mondo con servizi su guerre dimenticate, dall'Afghanistan all'Africa, fino all'Estremo Oriente. Impedire ad una persona di parlare, di diffondere le proprie idee è un fatto gravissimo, perché informare, ci tengo ancora una volta a sottolinearlo, è uno dei più sacrosanti diritti di un Ateneo e di uno Stato democratico così come il diritto al confronto civile. Di certo – aggiunge Bisesti – con l'Università degli Studi di Trento, provvederemo a realizzare l'evento: non sarà un gruppo di intolleranti, maleducati e violenti a fermare il diritto di dialogare civilmente in Trentino. Questi comportamenti non devono ripetersi, perciò, dopo aver portato le mie scuse al giornalista prima inviato e poi boicottato, ho chiesto al rettore un confronto sulla situazione, soprattutto della Facoltà di Sociologia e di questi violenti".

 

In realtà sul tema sono intervenuti sia l'Udu che il rettore, Collini. Entrambe le voci dell'università hanno spiegato che la serata non è stata fatta per l'errore tecnico anche se i ''disturbi'' creati dal Cur hanno infastidito gli stessi universitari che però non rinunceranno al confronto.

 

Collini ha spiegato che ''ha scritto al giornalista ancora nella tarda serata del 15. Ho saputo, con sorpresa e rammarico, dell'annullamento dell'evento organizzato da UDU (unione degli universitari). La volontà dell'Ateneo – ha proseguito - non è certo quella di ostacolare il dibattito e la libera espressione di pensiero. La nostra politica è quella di non sindacare nel merito le iniziative delle associazioni studentesche e di sostenerle sempre quando non violano regole generali di comportamento. L'amministrazione – ha ripreso - ha voluto evitare di essere criticata per un problema di autorizzazioni (siamo molto attenti alle regole, soprattutto per quanto riguarda i presidi di sicurezza) e non ha guardato alla sostanza. In questo momento, anche a tutela degli studenti che hanno forse commesso un errore di procedura, ma hanno fatto bene nella sostanza il loro lavoro, ci tenevo a farle sapere che la mia volontà e quella della comunità che rappresento, è di operare nel pieno rispetto dei principi che ispirano e motivano la stessa esistenza delle università quali luoghi di esercizio e tutela delle libertà fondamentali. Riorganizzare questo evento è un modo per affermare questi principi''.
 

Questa la posizione dell'Udu

 

Finalmente, la nostra versione dei fatti. Qualcuno, con la solita aria da profeta, vi avrà detto che abbiamo invitato un fascista in Università. Sotto la pioggia di martedì sera, ci hanno accusati di essere antifascisti per mera convenienza. Solo falsità, esagerazioni, strumentalizzazioni.

 

La verità è che Fausto Biloslavo ha dato fastidio ad alcuni soggetti che non vogliamo nominare, perché a diciassette anni ha militato nel Fronte della Gioventù a Trieste e scrive per "Il Giornale". Noi, pur non essendo d'accordo nel merito delle sue posizioni politiche, ad ogni modo non riconducibili all'attuale destra neofascista, lo avevamo invitato per la sua qualità professionale, per la sua esperienza su tutti i fronti di guerra, un'esperienza ormai quasi quarantennale. Un'esperienza e una qualità professionale che avrebbe saputo portare a tutti gli studenti e le studentesse di Trento, senza mai cadere nelle solite facili manipolazioni.

 

Ci dispiace di aver dovuto annullare la conferenza. Non è stata una nostra scelta. Noi ammettiamo il nostro unico banale errore, e ci scusiamo: in data 28 agosto siamo dimenticati di inoltrare un modulo agli uffici dell'Università di Trento. Ma questa mancanza è stata notificata solamente quando l'Università ha valutato che non ci fossero le condizioni burocratiche per andare avanti, malgrado la nostra volontà di accettare il confronto con chi invece voleva solamente fare a gara a chi ce l'aveva più rosso.

 

Siamo stati danneggiati, perdendo l'opportunità di portare un confronto vero tra due generazioni di giornalisti e di giornalismo. Sappiamo però che l'Università ci ha ascoltato e ha deciso di restituirci l'opportunità di dimostrare, di fronte a tutta la comunità studentesca, tutto il valore della nostra iniziativa.

 

Salutiamo infine chi negli scorsi giorni è arrivato persino a minacciare personalmente alcuni dei nostri ragazzi a Sociologia. Non abbiamo paura di voi. Perché nessuno tra noi, a differenza vostra, ha mai dato dei fascisti agli antifascisti. E l'antifascismo lo dimostriamo, a differenza vostra, con il lavoro che facciamo tutti i giorni.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 11 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

12 novembre - 05:01

“Bene, è arrivata una nuova pollastrella” , sono queste le parole che Hope (nome di fantasia per motivi di sicurezza) ha sentito la mattina che ha capito di essere stata venduta alla mafia nigeriana. Aveva appena 18 anni quando è successo. E' stata costretta a spogliarsi, a farsi valutare come un oggetto all'asta da Madame, colei che si occupa del business nigeriano. Poi è finita sulla strada

12 novembre - 08:02

Nelle prossime ore il limite nelle nevicate scenderà a 900 metri. Temperature in ulteriore calo a partire da questa sera e giovedì mattina sono probabili diffuse gelate  

12 novembre - 08:36

E' successo nelle prime prime ore di questa mattina nella zona di Roncone. Sul posto vigili del fuoco e polizia locale 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato