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Bonus bebè in assestamento di bilancio, i sindacati: ''Sia retroattivo, per tutti i bimbi sotto i tre anni''

Le categorie economiche e Cgil, Cisl e Uil ascoltate in Piazza Dante sulla manovra. Ianeselli: ''Fondamentale il coordinamento con le misure statali; no a una doppia riduzione delle rette dei nidi, meglio voucher estivi per le famiglie''

Pubblicato il - 26 giugno 2019 - 06:01

TRENTO. Una manovra su cui peserà in maniera importante l'allocazione di risorse per il ripristino dei danni provocati dal maltempo di ottobre 2018, in cui dovrebbero comunque trovare spazio finanziamenti destinati alle opere pubbliche, alle politiche abitative, al sostegno alla natalità (con un bonus bebè), alla conciliazione vita-lavoro e alla valorizzazione della ricerca e delle startup. Ancora, un focus sul recupero dei centri storici nei Comuni e il tema del credito. Iniziano a delinearsi le coordinate di massima dell'assestamento provinciale di bilancio 2019-2021. Un intervento su questi ambiti, almeno, è l'auspicio delle categorie economiche e sociali, interlocutrici ieri in piazza Dante nel corso di un incontro dedicato con il presidente Maurizio Fugatti e gli assessori Mario Tonina, Achille Spinelli e Giulia Zanotelli.

 

La manovra passerà in commissione provinciale prima di approdare in Aula per la votazione. Gli incontri si sono tenuti anche alla presenza del direttore generale Paolo Nicoletti. In mattinata i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato l'assessore Spinelli, mentre nel pomeriggio è stata la volta dell'incontro tra le categorie economiche e il governatore con gli assessori Tonina, Spinelli e Zanotelli.

 

Nel corso della giornata, ricorda una nota di Piazza Dante, Fugatti ha voluto sottolineare che si tratta di una manovra di assestamento, "la prima dopo l'avvio della legislatura, peraltro condizionata dagli effetti della tempesta Vaia dello scorso ottobre, che hanno costretto ad allocare una parte delle risorse per il ripristino dei danni patiti soprattutto dalla rete provinciale dei sentieri".

 

Tra le altre indicazioni che trapelano si trovano poi le opere pubbliche (anche nei centri dei Comuni), le politiche per la famiglia e la natalità, con l'introduzione di un bonus bebè.

 

Proprio da quest'ultimo punto prende spunto la prima richiesta di intervento avanzata dalle sigle sindacali confederali. Che hanno richiesto ai rappresentanti della giunta e al direttore generale che "il bonus bebè non sia riservato solo ai nuovi nati, dall'1 gennaio 2020, ma che interessi tutti i bambini che al momento di entrata in vigore del provvedimento abbiano meno di tre anni".

 

Non solo perché "chi nascerà l'1 gennaio 2020 è già stato concepito". Sottolinea il segretario della Cgil Franco Ianeselli: "Il provvedimento non servirà in questo senso ad aumentare le nascite, ma dovrà andare a sostegno delle famiglie. E allora anche le famiglie con bambini nati prima dell'1 gennaio 2020 hanno necessità di risorse".

 

In questa logica i sindacati hanno inoltre chiesto di aiutare "con sconti nel calcolo dell'Icef" le mamme che lavorano: "È importante che ci sia un sostegno al ceto medio e alle mamme che lavorano per favorire la conciliazione vita-lavoro. Il lavoro si incentiva scorporando dal computo Icef una quota consistente del reddito femminile" dice sempre Ianeselli.

 

A cuore alle tre sigle sindacali sta poi "il coordinamento delle misure dell'assestamento con quelle esistenti a livello statale". Questo per non disperdere risorse: "Se la giunta propone di dimezzare le rette dei nidi (e l'argomento è previsto dalla manovra che vuole l'abbattimento, dall'1 settembre 2019 del 50% delle rette attualmente pagate dai nuclei familiari che non superano la soglia Icef prevista, ndr), ma l'intervento di riduzione delle rette è già messo in atto dall'Inps il vantaggio non va alla famiglia, ma all'Inps" è l'esempio che riporta il segretario del sindacato di via Muredei.

 

Meglio eventualmente, nel caso preso in esame, "prevedere dei voucher estivi per le famiglie". Ancora Ianeselli: "Se negli effetti pratici le misure comportano solo un risparmio per le casse dello Stato e non sono produttive per le famiglie non ha senso".

 

In terzo luogo i sindacati si concentrano su una "corretta costruzione dei provvedimenti che eviti disparità". Meglio dunque, secondo quando proposto dalle sigle alla giunta, prevedere un sistema graduale, di "decalage", nell'attribuzione del bonus bebè in base al computo Icef piuttosto che fissare una soglia limite.

 

Sempre i sindacati chiedono poi "un ragionamento sui contratti pubblici" (per il triennio al momento non ci sono risorse) e risorse aggiuntive nel sociale.

 

L'attesa in vista del voto in Aula è alta: "Il metodo di ascolto adottato è positivo, vedremo ora se le proposte saranno accolte" dice Ianeselli.

 

I rappresentanti delle categorie economiche, invece, nel corso dell'incontro soddisfazione per l'aggiudicazione da parte dell'Italia dell'edizione 2026 dei giochi olimpici invernali. "Anche questo appuntamento - ha detto Fugatti - contribuirà ad accendere i riflettori su un tema che noi consideriamo importante, ovvero la necessità per il Trentino di dotarsi di alcune nuove infrastrutture strategiche. Crediamo che i giochi olimpici porteranno in Trentino, così come nella altre regioni interessate, anche fondi di Roma. Un'opportunità in più che dobbiamo essere pronti a gestire al meglio".

 

Tra gli ambiti d'azione su cui si è concentrato il confronto del pomeriggio ci sono poi l'agricoltura e i fondi per la ricerca (a valere sulla legge 6). Questi ultimi, ha detto Spinelli, continueranno ad esserci, ma la Provincia sta anche provando a percorrere delle strade nuove, che richiedono la compartecipazione del privati. Si pensa in particolare alla predisposizione di uno strumento per investire in maniera selettiva sulle startup, creando un fondo rotativo che faccia da volano per ulteriori investimenti in ricerca e sviluppo.

 

Poi di nuovo il tema appalti: in passato, è stato fatto osservare, "sono stati messi troppi paletti", bisogna semplificare la procedura delle gare e far sì che anche le imprese trentine possano parteciparvi. E ancora: si è insistito sulla "rigenerazione urbana" e sulla "vivibilità del centri storici", sull'importanza del 5G, sulla possibilità di adottare agevolazioni fiscali per chi mantiene i livelli occupazionali, sull'accesso al credito e sul ruolo dei Confidi.

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