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Cattura di M49, i requisiti ci sono ma Fugatti vuole dividere le responsabilità: ''Per Ispra possiamo procedere ma vogliamo l'ok del ministro Costa''

Maxi vertice in commissariato per la gestione di M49 alla presenza di diversi sindaci, categorie e rappresentanti del mondo zootecnico e del comparto agricolo. La Provincia cerca un (difficile) via libera del ministro per avere una maggiore garanzia giuridica nel caso di impugnazione dell'ordinanza provinciale quando da regole Pacobace potrebbe già agire

Di Luca Andreazza - 21 giugno 2019 - 18:52

TRENTO. Agli elettori hanno detto ''è tutto facile, quelli che governano non sono capaci, vedrete ci pensiamo noi agli orsi e ai lupi''. Adesso, però, che guidano la Provincia Fugatti e la sua maggioranza sono immobili, incapaci di fare un passo sia in avanti che di lato e addirittura chiedono autorizzazioni che non servirebbero visto che il Pacobace parla chiaro (si veda più sotto) e la strategia è chiara: scaricare la responsabilità di un eventuale cattura su altri, leggasi il ministero dell'ambiente e il Movimento 5 Stelle con Costa, intimoriti dalle proteste del mondo animalista. Avevano promesso che M49 sarebbe stato catturato questa settimana e invece è stata l'ennesima fumata grigia quella emersa dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di oggi

 

L'orso (radicollarato dal 2018) più ricercato del Trentino M49, dovrebbe avere le ore contate, ma per il momento resta libero. La Provincia non è però disposta a restare a guardare ancora per molto. Si attende una decisione per i prossimi giorni, già due settimane sono ritenute troppe e quindi l'amministrazione potrebbe mettersi in proprio, forte anche dal fatto che il commissariato indica un problema di incolumità e salute pubblica.

 

Questo quanto emerso dal maxi vertice in corso III Novembre tra il presidente Fugatti e l'assessora Giulia Zanotelli, il responsabile di Ispra Piero Genovesi, le forze dell'ordine e il procuratore Sandro Raimondi, ma anche i sindaci di Arco, Valdaone, Strembo, Pieve di Bono, Tione, Sella Giudicarie e Porte Rendena, oltre ai rappresentanti del mondo zootecnico e del comparto agricolo.

 

"Un appuntamento - commenta il presidente Maurizio Fugatti - per informare le autorità del forte problema di sicurezza legato a M49, il 70% dei danni degli ultimi anni è riconducibile a quest'orso e abbiamo già inviato quattro rapporti. Il rappresentante di Ispra ha raccolto anche le testimonianze di sindaci, categorie e allevatori: la situazione è esasperante per i cittadini. Ritengo che questa seduta sia stata propedeutica e funzionale per ottenere il via libera alla cattura, attendiamo con fiducia il parere del ministro".

 

L'eventuale ordinanza provinciale è ancora congelata in attesa del parere da Roma. Si aspetta un feedback dal ministro Sergio Costa perché Ispra avrebbe già dato l'ok alla captivazione secondo il piano Pacobace. "Il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica - aggiunge il governatore - ha sancito che c'è un problema, il rapporto viene inviato al ministero dell'ambiente per le valutazioni del caso, mentre Ispra ci ha già dato il via libera: tecnicamente ci sono i requisiti per procedere, ora la questione è politica, serve l'autorizzazione del ministro: grave che non ci abbiano ancora scritto".

 

In realtà il via libera di Ispra sarebbe già un di più. Le carte ci sono, manca solo l'ordinanza (Qui articolo). La Provincia potrebbe procedere alla captivazione di M49 come previsto nel Pacobace: "Le azioni energiche non programmabili (si dice tecnicamente così ma non cambia la sostanza in quanto l'orso si sposta e non è stanziale, ndr) - si legge - limitatamente alle azioni di controllo di cui alle lettere i) (cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio, ndr) e j) (cattura per captivazione permanente, ndr) possono essere attivate dal Soggetto decisore sentito preventivamente, quando possibile, anche per le vie brevi Ispra".

 

Addirittura si potrebbe prima agire e poi informare gli enti preposti. "Qualora - continua il piano d'azione - la reperibilità attivata da quest'ultimo Istituto o la situazione in essere (es. zona operativa senza copertura telefonica; eventi che richiedono immediata decisione, ecc) non consentano il contatto preventivo, il Soggetto decisore deciderà in merito all'intervento in autonomia, provvedendo appena possibile, e comunque non oltre 3 giorni dall'evento, a darne informativa all'Ispra e al ministero".  E anche i numeri ci sarebbero per procedere: M49 è considerato confidenterecordbear a quota undici predazioni nel 2018 nelle Giudicarie, mentre sono già oltre 30 i capi predati nei primi quattro mesi dell'anno.

 

Il presidente e la Provincia preferirebbero però attendere il ministro all'ambiente, soprattutto per avere una maggior copertura e una forza giuridica migliore in caso di impugnazione dell'ordinanza provinciale. L'amministrazione cerca di avere le spalle coperte: "La tensione animalista - ammette Fugatti - che si respira oggi è alta rispetto al passato e il plantigrado non ha mai attaccato l'uomo. Comunque tecnicamente si può procedere, poi dipende dal ministero, anche Salvini è già informato a riguardo".

 

Un via libera difficile da ottenere per i rapporti difficili di governo tra Lega e Movimento 5 stelle, senza dimenticare che il carroccio trentino si è già visto chiudere in faccia porte da Costa e Salvini (con modalità diverse e stili diversi, qui articolo e qui articolo), ma intanto diventa sempre più urgente portare a casa un trofeo dopo aver vinto le elezioni provinciali soffiando, anche, sulla paura per orsi e lupi. Il tutto unito alle critiche per la gestione dell'amministrazione di centrosinistra. Una gestione della passata legislatura considerata però a livello nazionale e internazionale tra le migliori per gli importanti risultati ottenuti.

 

"Rispetto a Rossi la situazione è diversa - dice Fugatti - lì c'è stato un attacco all'uomo (e l'ex presidente è ancora sotto processo per l'emissione dell'ordinanza di cattura di Kj2, ndr). Non accettiamo lezioni da chi ha riempito il Trentino di orsi, troppi rispetto al livello di sostenibilità del territorio, tutto è sfuggito di mano. Serve maggiore autonomia di gestione e stiamo avviando un percorso per risolvere il problema perché dopo M49 ci saranno altri casi, come è già successo a Fraveggio (Qui video), il tema resta delicato".

 

La novità è che M49 è diventato un problema per l'incolumità e la salute pubblica. "E' stato avviato un percorso - commenta Sandro Lombardi, prefetto di Trento - per trovare una soluzione. Oltre all'incolumità, se i cittadini vivono uno stato d'ansia e preoccupazione, tanto da non andare più in ciclabile o nei boschi per paura dell'orso, questo influisce sulla vita e quindi sulla salute".

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