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Consiglieri provinciali incompatibili, Paccher chiede di secretare i nomi. Ghezzi: ''Inaccettabile, necessaria trasparenza''

ECCO I NOMI dei potenziali incompatibili. Il presidente della giunta per le elezioni ha 'imposto' di togliere ogni riferimento dal comunicato stampa ufficiale. Si tratta di sette eletti, quasi tutti di maggioranza, su cui si dovrà fare una valutazione per escludere possibili situazioni di contrasto con la posizione di consigliere provinciale

Di Donatello Baldo - 14 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. Il comunicato stampa è scarno, poche righe che non restituiscono né l'ampiezza del dibattito né danno conto dei nomi dei consiglieri potenzialmente incompatibili presi in esame dalla giunta per le elezioni. Per volontà del presidente Roberto Paccher, sui lavori dell'organismo chiamato a pronunciarsi sulle posizioni dei singoli eletti è stato steso un velo di mistero. Non devono uscire i nomi, non deve uscire nulla.

 

Una decisione che cozza con la tanto invocata trasparenza, che trasforma il Palazzo in fortezza, che insinua il segreto nella cosa pubblica. "Il presidente Paccher ha comunicato che le posizioni professionali dei consiglieri sono risultate tutte conformi alla normativa elettorale, mentre è in corso l'approfondimento tecnico-giuridico affidato agli uffici consiliari riferito alle cariche di consiglieri in consigli d'amministrazione di società e alle presidenze di associazioni sportive. Posizioni - specifica la nota - che saranno verificate nel corso della prossima riunione".

 

"La legge in materia - si legge nel comunicato - prevede l'incompatibilità qualora società o associazioni abbiano ricevuto contributi dalla Provincia o abbiano con essa nessi d'interesse diretti", ma prevede pure che l'incompatibilità sia sanata con le dimissioni dalle cariche societarie. Si tratta dunque di potenziali incompatibilità, basate sulle autocertificazioni degli stessi consiglieri. Un passaggio di trasparenza, non certo una prova di colpevolezza.

 

Per questo risulta ancora più strana la volontà del presidente di chiedere il riserbo sui nomi presi in considerazione per il vaglio previsto dalla legge.

 

Su questo è intervenuto Paolo Ghezzi: "Se è vero che le posizioni di presunta incompatibilità sono tutte da verificare -afferma il consigliere di Futura - è curioso che l'informazione sui lavori di un organo importante quale la giunta delle elezioni venga frenata da 'ragioni di riservatezza' e dalla volontà di non esporre i consiglieri oggetto di istruttoria a malevoli interpretazioni giornalistiche, mentre l'informazione sui lavori di tutte le commissioni legislative è puntuale ed esauriente".

 

Sulle "malevoli interpretazioni giornalistiche" Ghezzi riporta le posizioni espresse del presidente Paccher: "Ha chiesto al capo ufficio stampa del Consiglio provinciale di non scrivere alcun comunicato, anzi poi di scriverlo ma senza i nomi dei consiglieri la cui posizione è in corso di valutazione, chiedendo altresì riservatezza ai componenti di minoranza della giunta (gli altri se ne erano già andati), perché poi chissà cosa scriverebbero i giornali. I consiglieri d'opposizione hanno acconsentito, per pura cortesia istituzionale".

 

Ma i nomi, per dovere di cronaca, li facciamo noi, anche perché è facile intuire di chi si sia parlato. Anzitutto di Maurizio Fugatti, e su questo anche il comunicato spende due parole: "Quanto alla nota questione della carica di Sottosegretario del Governo Conte rivestita prima delle elezioni di ottobre dall'attuale presidente della Provincia, sono in corso approfondimenti del Servizio legislativo del Consiglio, mentre pende un giudizio presso la magistratura ordinaria".

 

Gli altri casi, su cui si è concentrata l'attenzione della giunta per le elezioni, sembra includano lo stesso presidente Roberto Paccher (Lega), i consiglieri Ivano Job (Lega), Giorgio Leonardi (Forza Italia), Pietro De Godenz (Upt), Alessia Ambrosi (Lega) e Alessandro Savoi (Lega), i primi per ruoli ricoperti all'interno di società economiche e gli ultimi due per la presenza nei vertici di alcune associazioni sportive. Ma oltre ad alcuni membri del Consiglio, tra i nomi sub judice compare anche quello di un esponente della giunta provinciale: Roberto Failoni.

 

Lo ripetiamo: non significa che questi consiglieri siano in errore, o già in odore di incompatibilità. Si tratta di verificare le singole posizioni ed è già possibile anticipare che per molti dei casi sarà facile fugare ogni dubbio. Ma sono comunque eletti nell'Assemblea legislativa, rappresentanti del popolo, ed è giusto che ogni passaggio sia in chiaro, limpido e pubblico.

 

Ghezzi condanna aspramente la volontà di riservatezza nella cosa pubblica: "Siccome il presidente Paccher ha già preannunciato l'intenzione di 'silenziare' le prossime sedute della giunta delle elezioni - afferma Ghezzi - esprimo il mio dissenso sul metodo: il Consiglio provinciale, con i suoi organi, dev'essere una "casa di vetro". Non abbiamo (non dobbiamo, non possiamo avere) nulla da nascondere, da celare, da velare".

 

Dalla ricostruzione dei lavori della seduta della giunta per le elezioni, nel resoconto dell'esponente di Futura, si apprende che il suo presidente "ha ignorato la richiesta di ulteriori approfondimenti giuridici con pareri esterni avanzata dal consigliere Marini e da me supportata, in merito alla ipotetica ineleggibilità di Fugatti, limitandosi a rinviare il tutto al servizio legislativo del Consiglio provinciale".

 

Oltre alla volontà di un'inspiegabile riservatezza, sia dalle dichiarazioni di Ghezzi che da altri componenti della giunta per le elezioni, emerge la volontà di fare presto, di accelerare i tempi senza concedere alla giunta per le elezioni il tempo di approfondire. C'è il no espresso da Paccher alla richiesta di una consulenza esterna ma c'è anche l'esplicita dichiarazione del consigliere Mattia Gottardi che chiede "tempi rapidi nell'istruttoria relativa alla candidatura di Fugatti".

 

Perché? Che fretta c'è? Paccher ha sfidato la minoranza, dicendo che non ammetterà politiche ostruzionistiche o dilatorie sui tempi di accertamento delle incompatibilità. Soprattutto per quanto riguarda il caso Fugatti, che per alcuni - essendo sottosegretario - era addirittura ineleggibile. Le minoranze hanno chiesto di approfondire, di verificare fino in fondo gli aspetti normativi. Senza fretta, e soprattutto senza più segreti.

 

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