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Costa: ''Cattura di M49? Credo fortemente che questa non sia la strada giusta. Dissesto idrogeologico? La Pat in ritardo con la progettazione''

Intervista al ministro dell'ambiente: dalla questione dei 5 milioni sfuggiti alla Provincia per il dissesto idrogeologico (unico territorio a non presentare in tempo opere cantierabili) che sono ancora lì a patto che arrivino le proposte al caso grandi carnivori (''Se un animale è considerato dannoso, cioè provoca danni risarcibili, non è prevista la cattura. Se è pericoloso, sì. ​Ma comunque lupi e orsi non si uccidono'')

Di Luca Pianesi e Tiziano Grottolo - 14 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. ''La Provincia di Trento è in ritardo con la progettazione'' ma non ha perso per sempre i finanziamenti contro il dissesto idrogeologico: quei 5 milioni di euro sono lì ma per ottenerli servono proposte concrete, opere cantierabili, come le hanno presentate tutte le regioni e provincie autonome d'Italia. Insomma basta fare i compiti e i bei voti arrivano, non c'è nessun prof cattivo che vuole punire Trento, a Roma e nessun intento punitivo nella mancata risposta del ministero dell'ambiente alla ''richiesta di proroga'' inviata il 5 giugno dalla Pat.

 

A spiegarlo a il Dolomiti lo stesso ministro dell'ambiente Sergio Costa che chiarisce così quanto portato alla luce proprio dal nostro giornale in questi giorni e cioè che il Trentino è stato l'unico territorio non in grado di presentare in tempo delle ''proposte di intervento per la mitigazione del rischio idrogeologico'' (QUI ARTICOLO). Fonti ministeriali ci hanno spiegato che nonostante i solleciti gli unici che non avevano presentato la richiesta erano stati proprio i trentini il ché aveva lasciato tutti un po' esterrefatti visto che queste cose, in passato, potevano succedere con altri territori ma non certo con la Provincia di Trento.

 

La Pat ha giustificato il mancato aggancio dei finanziamenti con comunicato ufficiale che così recitava: ''In seguito ai contatti informali con Roma, il Dipartimento della Protezione civile ha chiesto ufficialmente il 5 giugno una proroga di 15 giorni per la definizione degli interventi appaltabili entro l'anno, senza tuttavia ottenere alcuna risposta dal Ministero, che nel frattempo ha ufficializzato le assegnazioni a Regioni e Province autonome''. Dal ministero ci è stato confermato che la richiesta di proroga è effettivamente arrivata a Roma il 5 giugno ma ci è stato spiegato anche che proprio in quel giorno si chiudevano i giochi visto che tutte le altre regioni avevano fatto le loro proposte di interventi. E sulla mancata risposta è stato specificato che il ministero non ha ritenuto replicare alla Pat perché ritenuta superflua ogni replica.

 

La partita, infatti, in questo caso, ormai si era conclusa ma ciò non vuol dire che il Trentino ha perso quei fondi per sempre: resta, ovviamente, la possibilità di presentare le proposte di opere cantierabili che saranno tenute in considerazione in un successivo decreto. Insomma da Roma l'apertura è massima nonostante i rapporti siano sempre un po' tesi con Trento soprattutto in merito alla questione grandi carnivori. Dalla questione dissesto idrogeologico a quella che riguarda M49 ecco l'intervista al ministro dell'ambiente Sergio Costa.

 

Ministro, sulla questione della mancata concessione dei fondi per il dissesto idrogeologico ci aiuta a capire? Erano stati stanziati 5 milioni di euro per il Trentino ma non sono stati assegnati. Ora questi fondi sono recuperabili? 

 

Si. La Provincia di Trento è solo in ritardo con la progettazione. Non ha perso il finanziamento per il dissesto idrogeologico, che sarà inserito nel prossimo decreto della Presidenza del Consiglio.

 

Da quanto emerge dalle dichiarazioni del presidente della Pat Fugatti (sia sulla questione orsi/lupi che del dissesto idrogeologico) sembrerebbe che esistano delle difficoltà di comunicazione con il suo ministero. E' vero? 

 

Tra il ministero dell’Ambiente e la provincia di Trento i rapporti in queste settimane sono stati costanti. L’interlocuzione non è mai mancata, anche se può capitare che i punti di vista possano essere differenti. Abbiamo risposto sempre attraverso atti amministrativi e nelle giuste sedi istituzionali, senza dichiarazioni altisonanti: lavorando ogni giorno.

 

In questi giorni Fugatti è sceso in piazza con Coldiretti per manifestare contro i grandi carnivori. La politica provinciale sembra concentratissima sue questo problema ma esiste davvero un’emergenza nella gestione di questi animali? 

 

Non parlerei di emergenza, ma di criticità, per le quali bisogna applicare misure adeguate affinché non si ripetano casi come quello di Daniza. L’ho sempre sostenuto e lo ripeto: lupi e orsi non si uccidono. E proprio questo prevede il piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, che contempla ventidue azioni che, a partire da una rigorosa analisi tecnico-scientifica, mirano alla conservazione e alla risoluzione sostenibile dei conflitti con le attività antropiche. Serve una prevenzione attiva e diversificata dei possibili conflitti: per questo abbiamo previsto azioni specifiche di prevenzione con interventi sperimentali che interessino specifici ambiti territoriali, anche ristretti, che vivono problematiche uniche.

 

Eppure in Trentino si parla sempre più spesso di cattura e abbattimenti.

 

La Provincia autonoma di Trento ha regolarmente informato sulle attività di prevenzione poste in essere, che includono recinzioni, ove opportuno, attività di informazione e sensibilizzazione, radiocollarizzazione degli animali, interventi di dissuasione. Se un animale è considerato dannoso, cioè provoca danni risarcibili, non è prevista la cattura. Se è pericoloso, sì. A questo interrogativo rispondono con i loro pareri i tecnici specializzati dell’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, che coadiuva il ministero dell’Ambiente. Ma, come dicevo prima, non possiamo accettare l’abbattimento di specie protette.

 

Cosa succederà nel momento in cui M49 sarà catturato alla luce della Sua presa di posizione in cui si dichiara illegittima l’ordinanza per la cattura del plantigrado?  

 

La Provincia autonoma di Trento ha chiesto un’autorizzazione di rimozione da parte del Ministero che non è stata concessa. Sulla base del progressivo incremento del profilo di pericolosità di M49, ha quindi optato per un’ordinanza contingibile e urgente, come già fatto in tre occasioni precedenti. Io credo fortemente che questa non sia la strada giusta. In ogni caso, l’Ispra seguirà da vicino tutte le fasi.

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