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Da Mercatone Uno alla Cooperazione internazionale, Olivi a Spinelli: ''Gestione burocratica e ragionieristica, passi indietro delle istituzioni''

L'ex vice presidente sull'assessore tecnico: "Un atteggiamento freddo che riflette l'idea che chi ce la fa, ce la fa e altrimenti sono affari degli altri. Una caratteristica specifica della sua azione amministrativa è che svicola, annuncia riflessioni che poi non fa e borbotta che nulla è deciso"

Di Luca Andreazza - 21 giugno 2019 - 17:36

TRENTO. "E' una gestione burocratica e ragionieristica delle crisi", così l'ex vice presidente Alessandro Olivi, che si è trovato a gestire il periodo più duro della crisi, con il caso Whirlpool su tutti, che aggiunge: "Un atteggiamento freddo che riflette l'idea che chi ce la fa, ce la fa e altrimenti sono affari degli altri, ma questi sono passi indietro del ruolo dell'istituzione".

 

Il riferimento va all'approccio della nuova maggioranza rispetto alla vicenda Mercatone Uno, Glas Vetro e Pulisprint, ma anche per la gestione dell'assessore Achille Spinelli del comparto di cooperazione internazionale. "E' un atteggiamento di questa politica - prosegue l'ex assessore - che comporta un vantaggio immediato, non si sporca le mani e monitora senza incidere. Negli anni più duri della crisi abbiamo invece sempre cercato di metterci le mani e la faccia per far capire che la Provincia non è un interlocutore settico e terzo".

 

Alle prime avvisaglie di qualche criticità, l'amministrazione provinciale ha sempre cercato di convocare in tempi brevi un tavolo di confronto tra piazza Dante, parti datoriali e sindacati. "Abbiamo cercato di responsabilizzare le imprese. E' vero che i modelli d'azione cambiano e non sempre si può intervenire in forma diretta per le difficoltà e le dinamiche aspre del mercato - prosegue Olivi - ma si è sempre provato a prendere in carico la situazione per non lasciare indietro i lavoratori e le lavoratrici, che in quei momenti hanno tutto da perdere". 

 

Una preoccupazione è legata al sistema di accoglienza. "Si smantellano competenze e forza lavoro - continua l'ex vice presidente - senza avere una visione, ma ci si basa sul principio di reazione forte contro gli stranieri. In questo modo si perde lavoro e cultura, si disperdono pezzi. Il Paese e il Trentino non si salvano semplicemente con il bonus per i nati, ma serve una politica seria. I dati Istat dimostrano che non c'è un'invasione come vogliono farci credere, ma l'integrazione è fondamentale in quanto queste persone possono coprire posti che per il mutato mercato del lavoro e per forza demografica i trentini non vogliono o non potranno più fare". 

 

Un altro nodo è quello della cooperazione internazionale, duramente colpito dalla delibera che taglia al comparto circa 5 milioni di euro e cambia i criteri per l'assegnazione dei contributi provinciali. Una materia arrivata in quinta commissione e che prevede di far incontrare l'associazione Farete, che rappresenta 53 realtà del settore, con l'assessore (Qui articolo) che però qualche giorno fa ha definito il Centro per la cooperazione internazionale "autoreferenziale", oltre ad aver avanzato dubbi sulla reale utilità del lavoro svolto. 

 

"Quello che poteva essere tollerato per la mancanza d’esperienza politica e amministrativa dell’assessore tecnico - commenta il Partito democratico - sembra invece col tempo rivelarsi una caratteristica specifica della sua azione amministrativa. Quando e se chiamato in causa in modo diretto e preciso dai suoi interlocutori istituzionali, Spinelli svicola, annuncia riflessioni che poi non fa, borbotta che nulla è deciso. Poi, incurante delle realtà con le quali dovrebbe relazionarsi e senza dimostrare alcun rispetto, esce con frasi e sentenze sprezzanti, approssimative e irresponsabili. La cooperazione internazionale non è mai stata e mai sarà patrimonio di questo o quel partito, ma è una pratica che da decenni poggia sulle spalle di migliaia di volontari trentini, volontari per i quali il Centro dovrà sempre di più essere un riferimento nelle attività e nei progetti".

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