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Droga, per Fugatti ''clima da vera e propria guerra'' e lancia un progetto nelle scuole

Lanciato in grande stile al momento dell'iniziativa si sa solo che sarà gestita da Samaden e vuole andare a creare una rete di scuole ''No Drugs''. Il nuovo esperto della Pat a domanda ha risposto: ''Più che i numeri ho la mia percezione quotidiana. Ho visto in questi anni una serie di cose molto concrete a cominciare dall’abbassamento della concetto di rischio''

Di Tiziano Grottolo - 17 giugno 2019 - 13:40

TRENTO. Il governo provinciale ha annunciato un nuovo piano per la lotta alla droga e tramite il presidente Maurizio Fugatti ha parlato di: “Clima da vera e propria guerra”. Secondo i dati forniti da Fugatti negli ultimi mesi, in Trentino, sono state 55 le persone denunciate in relazione al traffico di stupefacenti, inoltre nelle mani delle forze dell’ordine sarebbero finiti anche due chili e mezzo di droghe leggere e circa mezzo chilo tra eroina e cocaina. Secondo la giunta provinciale questi dati dimostrerebbero che, soprattutto tra i giovani, il consumo delle droghe sta tornando ad aumentare. “Dal precedente governo - ha affermato sempre il presidente della Provincia - sul tema delle droghe, come depenalizzazione e vendita di prodotti a base di marijuana, sono stati fatti passare messaggi pesantemente negativi”.

 

Si è così deliberato di insediare presso la presidenza della giunta provinciale un organo ad hoc, per porre una lente d’ingrandimento sulla tematica del disagio giovanile legato alle droghe. Come è stato spiegato dal presidente Fugatti, se da un lato la Provincia è intenzionata a continuare con le misure repressive e legate al controllo del territorio, vedi l’introduzione delle guardie su treni e autobus, si procederà anche in un’altra direzione per curare anche l’aspetto culturale ed educativo del problema.

 

Per svolgere questo delicato compito è stato scelto Federico Samaden già dirigente dell’Istituto Alberghiero di Rovereto-Levico Terme e collaboratore della ‘Onlus San Patrignano’: “Ogni società ha tanti tossici quanti se ne merita - ha affermato il nuovo esperto della Provincia - bisogna fare una sana pulizia di tutti i messaggi distorti che arrivano ai ragazzi”. Come specificato da Samaden “per arrivare alla situazione attuale ci sono voluti 40 anni di abbandono educativo”, anche per questo si prevede un lavoro lungo, senza porsi obbiettivi di risoluzione a breve termine. Tra i principali messaggi da combattere - secondo Samaden - ci sarebbe quello che vede il consumo di droghe leggere come innocuo. “Più che i numeri ho la mia percezione quotidiana - ha spiegato l’esperto - ho visto in questi anni una serie di cose molto concrete a cominciare dall’abbassamento della percezione del rischio da parte dei ragazzi, fino a farlo diventare un valore, un bandiera da difendere”.

 

Repressione a parte, affidata alle forze dell’ordine, non sono però ancora chiare le modalità attraverso le quali verrà affrontato un problema così complesso. Sulle prossime fasi di attuazione del progetto gli organi provinciali hanno preferito rimanere sul vago. Si è sicuramente parlato della creazione di una rete di scuole ‘No drugs’ che rispondano ad un decalogo virtuoso, senza però scendere nei dettagli, si è parlato anche di una mappatura e della creazione di una rete fra le varie realtà che già si occupano del contrasto al fenomeno della dipendenza da droghe. Al di là dei grandi proclami però non sono ancora chiari quali saranno i prossimi passi di questo nuovo organo, dove al momento l’unico punto fermo è rappresentato dalla nomina di Samaden.

 

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