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Il Pd: “Il caffè che Fugatti vuol portare via ai trentini con l’Irpef lo mettiamo noi. Bilancio sempre più risicato e si dimentica di chiedere 5 milioni per il dissesto"

Attacco a 360 gradi sulle scelte operate dalla giunta: dall’aumento delle tasse al bonus per la natalità che andrebbe ripensato, nel mirino anche “La riforma scolastica improvvisata” e l’eliminazione dal bilancio dei fondi per la cooperazione internazionale: “Un clamoroso autogol per il Trentino”

Di Tiziano Grottolo - 20 luglio 2019 - 19:21

TRENTO. Alla conferenza, organizzata questa mattina in Piazza Pasi dal Partito Democratico, erano presenti tutti i big del partito, dalla segretaria Lucia Maestri ai consiglieri provinciali Tonini, Ferrari e Manica, fra loro anche l’ex candidata alle suppletive di maggio Giulia Merlo, un segnale forte di unità spiegano dalla direzione.

 

“Il caffè che Fugatti vuol portare via ai trentini lo mettiamo noi” ha esordito Maistri, il riferimento è al taglio dell’addizionale Irpef voluto dalla giunta Fugatti e alle dichiarazioni dello stesso presidente riportate da un quotidiano locale che parificherebbero il taglio alla rinuncia di un caffé al giorno.

 

Di tutt’altro avviso gli esponenti del Pd che accusano: “Con la reintroduzione dell’addizionale Irpef, peraltro voluta a suo tempo dai governi di centrosinistra, Fugatti e la Lega hanno aumentato le tasse a 150mila trentini colpendo in particolare le fasce più deboli con redditi al di sotto dei 20mila euro”.

 

Questo taglio secondo quanto stimato dagli esponenti Dem sarebbe quantificabile tra i 150 e 200 euro all’anno, somma non indifferente soprattutto se si parla di famiglie a basso reddito.

 

Nel mirino anche la proposta del governo nazionale di introdurre la così detta flat tax: “Fugatti – attacca Maestri – si ostina a sostenere supinamente le posizioni di Salvini in questo modo vedremo ben presto capitolare l’autonomia trentina in favore del centralismo di Roma”.

 

Secondo quanto riferito da Maestri con l’introduzione della flat tax la provincia perderebbe tra i 70 e i 200 milioni all’anno: “Al fronte di bilanci che saranno sempre più risicati, Fugatti come può permettersi di dimenticarsi di chiedere i fondi per il dissesto idrogeologico?”, conclude la segretaria Dem. 

 

Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il consigliere Giorgio Tonini che ha fatto il punto della situazione in Provincia. Le opposizioni hanno recentemente presentato alcune migliaia di emendamenti contro la manovra di assestamento di bilancio presentata dalla giunta Fugatti: Questo – ha detto Tonini – per dare un forte segnale di dissenso, anche se rimaniamo aperti al confronto”.

 

Al centro della discussione le politiche per la famiglia, che non vengono cassate del tutto ma secondo Tonini andrebbero quantomeno riviste in alcuni punti: “Il bonus nascite appena introdotto è la copia di quello voluto da Renzi nel 2015. Questo bonus però – riprende il consigliere Dem – non servirà di certo a far nascere nuovi bambini”. Al contrario, per ottenere questo risultato sarebbe necessario puntare sul lavoro delle donne: “In tutti i paesi dove c’è un forte tasso di occupazione femminile, aumenta anche la natalità” sottolinea Tonini.

 

Ma a portare le minoranze sul piede di guerra ci sarebbe anche il tentativo da parte della giunta di riformare alcuni istituti scolastici attraverso l’assestamento di bilancio: “Diciamo no a riforme improvvisate portate avanti di soppiatto e con mezzi impropri” accusa Tonini.

 

Infine, c’è il nodo della cooperazione internazionale entrata nel mirino della giunta leghista che ha promesso di reinvestire gran parte dei fondi destinati a progetti all’estero per abbattere i costi del trasporto scolastico. Secondo Tonina le due cose non si escluderebbero dal momento che le cifre in ballo non sono molto elevate, infatti il tema della cooperazione vale "appena" lo 0,25% del bilancio totale della Pat che nel compelsso sfiora i 5 miliardi. “I progetti di cooperazione internazionale rappresentano un dovere nei confronti delle altre popolazioni, ma sono anche un modo di investire in maniera diversa – dichiara Tonini che porta come esempio il caso dell’Uganda  – durante le votazioni per l’assegnazione delle olimpiadi l’Uganda ha votato per noi anziché per la Svezia anche perché in questo paese abbiamo portato avanti un’esperienza di cooperazione proficua, il taglio di queste risorse è un autogol per il Trentino” conclude il consigliere democratico.

 

A margine della conferenza stampa i militanti del Partito Democratico fanno sapere che da questo momento inizia un percorso “nelle piazze del Trentino” che vedrà moltiplicarsi le iniziative in strada con l’obiettivo di costruire insieme ai cittadini un programma di governo per il 2020.

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