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''La legge Salvini crea insicurezza'', presidio davanti al comune. Andreatta: ''Cercheremo il modo di garantire dignità e diritti ai richiedenti asilo''

L'assemblea antirazzista: "Chiediamo al sindaco di fare come le amministrazioni di Napoli e Palermo, di non applicare la norma del divieto dell'iscrizione anagrafica". Antonia Romano: "Non si tratta di disobbedire ma di respingere una legge contraria allo spirito della Costituzione"

Di Donatello Baldo - 17 gennaio 2019 - 09:37

TRENTO. Hanno chiesto all'amministrazione comunale di non applicare "la legge dell'esclusione sociale e di garantire ai richiedenti asilo il diritto all'iscrizione anagrafica", e lo hanno fatto con un presidio che non a caso si è svolto davanti a palazzo Thun, sede del Consiglio comunale di Trento.

 

La legge incriminata, giudicata incostituzionale e inumana, è la legge Salvini sulla sicurezza che per i tanti presenti in via Belenzani produce invece insicurezza. "Il sindaco è responsabile dell'ordine pubblico - afferma infatti la consigliera Antonia Romano, esponente di Potere al Popolo - e deve capire che con queste norme si mette a rischio la sicurezza della città".

 

Anche lei si unisce al coro degli attivisti che si sono convocati in presidio: "Con una mozione chiedo alla giunta di andare nella stessa direzione di altre amministrazioni comunali in Italia che hanno deciso di disattendere alcune norme contenute nella legge Salvini, come in divieto dell'iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo".

 

Antonia Romano spiega che non si tratta di disobbedire ad una legge, "ma di non mettere in atto azioni contrarie allo spirito della nostra Costituzione". E aggiunge: "Altrimenti avevano ragione quelli che a Norimberga si giustificavano dicendo di aver applicato la legge".

 

Alla manifestazione, convocata dall'Assemblea antirazzista, anche l'Anpi, che oltre all'incostituzionalità scorge nella legge Salvini "tratti evidenti di disumanità". Per Enrico Paissan "bisogna fare qualcosa perché in questi tempi si respira una ferocia inaudita". E legge insieme anche le "esibizioni sulla cattura di Battisti, con un ministro che indossa la divisa da carceriere: queste - spiega Paissan - sono manifestazioni securitarie, l'anticamera delle leggi speciali".

 

Stefano Bleggi, del Centro sociale Bruno, concentra l'attenzione sul divieto di iscrizione anagrafica, punto che ha sollevato le perplessità di molti amministratori, alcuni dei quali come i sindaci di Napoli e Palermo, hanno deciso di aggirare la norma. "La mancata iscrizione - spiega Bleggi - impedisce l'accesso al welfare, all'ottenimento del permesso di lungo soggiorno, del reddito di garanzia, limitando la permanenza nei dormitori a soli sessanta giorni in tutto l'inverno, oltre a impedire l'accesso ai centri per impiego".

 

"Quelle di Palermo e Napoli sono azioni concrete. Non si tratta di aggirare una norma o di disobbedire ad una legge ma si tratta di garantire a tutti i diritti fondamentali". Bleggi spiega che "il sindaco Orlando ha agito nella legalità sospendendo questo aspetto della legge Salvini, permettendo ai suoi uffici di valutare se il decreto viola o meno alcune norme, lasciando anche il tempo per i ricorsi".

 

Il sindaco Alessandro Andreatta, pur mantenendo la stessa posizione espressa nei giorni scorsi, confermando che la legge Salvini sarà attuata, assicura però una valutazione approfondita che sarà fatta congiuntamente all'assessora alle Politiche sociali Mariachiara Franzoia con i dirigenti degli uffici.

 

"Molti aspetti di questa legge noi non li condividiamo, ma ribadisco che la applicheremo. Cercheremo però in tutti i modi di garantire ai richiedenti asilo dignità e diritti. Approfondiremo bene la parte dell'iscrizione anagrafica, cercando strade che con creatività e coraggio possano non tanto compensare, ma integrare i limiti di questa legge".

 

Andreatta condivide in parte lo slogan degli attivisti riuniti in presidio, che la legge sulla sicurezza generi invece insicurezza. "Queste persone, che rischiano di non avere accesso a molta parte dell'accoglienza, ce le ritroviamo nei parchi, sotto i ponti, nel freddo di questa stagione. Le stesse persone accusate di creare insicurezza".

 

 

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