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“Quell’area potrebbe essere pericolosa, forte rischio idrogeologico” opposizioni e M5s contro le nuove costruzioni a Tenno

Secondo quanto evidenziato da uno studio alcune di queste case ricadrebbero in aree soggette a vincoli urbanistici dove sarebbe vietata qualsiasi realizzazione di edifici privati residenziali.  La Provincia però avrebbe recentemente proposto il declassamento della area interessata dalla frana da rossa a gialla liberandola così da molti vincoli

Di Tiziano Grottolo - 17 settembre 2019 - 19:36

TENNO. Una terrazza che si affaccia sul lago di Garda, si potrebbero descrivere così le colline in località Piazze dove la ditta ‘Cosmi Costruzioni’, una dei grandi del settore, sta realizzando delle nuove palazzine che saranno ultimate entro il 2020.

 

La zona dove si costruisce è quella di Gavazzo, frazione di Tenno, l’intero complesso prenderà il nome di “Centro Residenziale Le Piazze” e sarà costituito da sei corpi indipendenti impostati su sei quote diverse che, parola di Cosmi: “garantiscono ad ognuno di essi una vista panoramica” e “una suggestiva vista Lago”.

 

Alcuni però hanno sollevato seri dubbi riguardo questi immobili a partire dalla zona scelta per costruire, in tal senso prima le opposizioni locali capitanate da Andrea Cobbe e poi i consiglieri pentastellati Filippo Degasperi e Alex Marini hanno depositato nelle rispettive sedi due mozioni per chiedere chiarimenti.

I due esponenti del Movimento 5 stelle citano gli studi effettuati da un autorevole geologo nel luglio 2019 in cui si riportano alcune considerazioni: “Tre delle sette palazzine realizzate e di progetto, ubicate nel settore orientale del lotto, ricadono parzialmente in aree soggette a forti vincoli urbanistici di carattere idrogeologico in cui è vietata qualsiasi realizzazione di edifici privati residenziali”.

 

Lo stesso professionista poi, avrebbe individuato “fratture e depressioni ad una distanza di alcuni metri dal ciglio della scarpata parallele ad essa, in prossimità delle nuove strutture”. Ritenendo che “tali evidenze siano collegate ad una naturale evoluzione del versante che mostra spiccata pericolosità”

 

Stando a questi presupposti il geologo, citato nella mozione 5 stelle, conclude: “In base ai rilievi eseguiti e le evidenze geologiche e geomorfologiche riscontrate, l’edificato, ed i futuri abitanti, siano esposti a pericolo, soprattutto per le porzioni più orientali poste in un contesto attivo, già ampiamente studiato”.

 

Il riferimento è alla così detta frana “Gavazzo-Mazzano” che da decenni grava sull’abitato: negli anni ’20 era crollata un’abitazione, mentre negli anni ’70 gli studiosi si erano accorti che a causa delle forti piogge il fronte franoso si era rimesso in movimento, tanto da spingere i tecnici ad elaborare indagini idrogeologiche. Ora, grazie alle opere di prevenzione come i pozzi artesiani, costruiti per intercettare l’acqua di falda che scorre nel sottosuolo interrompendo in questo modo lo slittamento a valle, la frana si è fermata. Ciò non toglie che sia importante mantenere alta la guardia. 

 

Se le osservazioni del geologo fossero confermate solleverebbero molti dubbi sulla sicurezza dell’intera area e che comunque hanno allarmato diversi esponenti politici e altri residenti della zona.

 

In più c’è un’altra questione sollevata dai consiglieri Marini e Degasperi:  È intenzione della Giunta modificare l’indice di pericolosità geologica dell’area su cui insisterebbero parte delle costruzioni realizzate e da realizzare”.

 

La delibera a cui si fa riferimento risale al luglio 2019 ed è stata messa a disposizione del pubblico fino al 30 settembre, termine entro il quale possono essere mandate delle osservazioni. Certo però dietro la proposta della Giunta sembrerebbe celarsi un insolito tempismo.

 

“In base alla proposta di modifica del Pguap così come oggi disponibile alla visione – sottolineano i due consiglieri pentastellati – vede la così detta frana Gavazzo in località Piazze di Tenno passare dall’identificativo colore ‘rosso’ (R4, area a rischio idrogeologico molto elevato) in cui vige il divieto assoluto di costruzione, a quello ‘giallo’ con conseguente drastico alleggerimento dei vincoli e delle prescrizioni”.

La proposta di modifica al Pguap
La proposta di modifica al Pguap

Sicuramente tale decisione agevolerebbe chi in quell’area vuole costruire, anche perché le costruzioni ex novo che ricadono all’interno di zone rosse sono assolutamente vietate e prevedono la contestazione dell’eventuale abuso edilizio (che peraltro non rientrerebbe fra quelli sanabili con sanzione amministrativa).

 

Su questa questione, dopo essere stata interpellata con un’interrogazione, è intervenuta anche l’amministrazione tennese senza però fugare i molti dubbi limitandosi a dichiarare come in base alla documentazione presentata dalla stessa ditta fosse tutto in regola. Ma secondo alcuni la linea di demarcazione della zona rossa sarebbe spostata di alcuni metri rispetto allo stato dei luoghi verificato tramite strumenti satellitari.

L'attuale area 'rossa' del Pguap così come rilevata sul sito della Pat, sotto si intravedono le fondamenta delle nuove costruzioni
L'attuale area 'rossa' del Pguap così come rilevata sul sito della Pat, sotto si intravedono le fondamenta delle nuove costruzioni

Nella risposta si legge anche che la ‘Cosmi costruzioni’ aveva tempo fino al 16 settembre per fornire “approfondimenti e chiarimenti in merito al rispetto del vincolo di inedificabilità” richiesti dai tecnici provinciali. Ad oggi però non sono trapelate informazioni in merito, forse se ne saprà di più domani dopo il consiglio comunale che si riunirà a Tenno.

 

Certo l’affare è sicuramente di quelli importanti e gli interessi in ballo, soprattutto economici, sono molti: basti pensare che sul sito della Cosmi, uno di questi immobili da 135 metri quadri, si trova in vendita alla ragguardevole cifra di 480mila euro. Un altro, da 145 metri quadri, raggiunge i 520mila euro.

 

Detto questo Marini e Degasperi chiedono alla Giunta di esplicitare quali siano i motivi che stanno alla base della proposta di declassamento delle aree interessate dalla ‘Frana di Gavazzo’ che passano da ‘rosse a ‘gialle’ ma soprattutto se ci siano state richieste in tal senso.

 

Si chiede inoltre quali siano state le verifiche effettuate a proposito delle criticità di ordine geologico messe in evidenza, infine quali controlli sono stati poste in per quanto riguarda gli edifici in costruzione e sul rispetto del Pguap attualmente in vigore.

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