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Spinelli: ''Contrazione in arrivo per Progettone e Intervento 19''. I sindacati: ''Sbagliato smantellare uno strumento efficace''

Cgil, Cisl e Uil criticano la decisione: ''Politiche a tutela delle parti deboli, legate all'andamento dell'economia''. Affondo sul metodo: ''Mancanza di un confronto con le parti sociali, è una questione di rispetto''

Pubblicato il - 18 gennaio 2019 - 19:04

TRENTO. "Intervento 19 e Progettone subiranno una contrazione". Un passaggio "naturale visto che c'è stata una ripresa dell'economia". A dirlo alla stampa l'assessore Achille Spinelli. Una dichiarazione che, per merito e metodo, fa insorgere i sindacati.

 

A non andare giù a Cgil, Cisl e Uil è il dietrofront su una misura esistente, letto sulle pagine del giornale. "Il Progettone, nella sua parte standard, quella cioè che accompagna i lavoratori disoccupati anziani alla pensione, è stato costruito come strumento legato ai cicli dell'economia - intervengono le sigle sindacali - È ovvio che se l'economia va bene ci saranno meno disoccupati e dunque meno persone che entrano in questa misura. Non è certo la giunta provinciale che può determinarne a priori la capienza". La critica: "Tranne che l'intento non sia quello di smantellare uno strumento efficace di politica attiva del lavoro, un unicum trentino che in quasi trent'anni ha contribuito in modo importante all'inclusione e alla tenuta sociale". 

 

Dell'altra misura di sostegno all'occupazione, Intervento 19, i sindacati dicono: "È il caso di chiarire che l'Intervento 19 è una misura per soggetti deboli, persone con disagio sociale, psichico o fisico che difficilmente troverebbero spazio nel mercato del lavoro ordinario".

 

Cgil, Cisl e Uil si dicono "preoccupati" per le dichiarazioni dell'assessore Spinelli e per la decisione di affidarle alla stampa: "È la prima volta in tanti anni che un esponente istituzionale fa dichiarazioni così delicate direttamente agli organi di stampa - dicono i tre segretari Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, assieme ai segretari delle categorie che seguono il comparto Maurizio Zabbeni (Flai Cgil), Fulvio Bastiani (Fai Cisl) e Fulvio Giaimo (Uila-Uil) – bypassando ogni confronto con le parti sociali".

 

Che nella presa di posizione dell'esponente della giunta Fugatti ravvisano una "mancanza di rispetto": "In questo modo si dimostra di non avere rispetto per quel metodo concertativo che ha permesso al nostro territorio di costruire, istituzioni e parti sociali insieme, un welfare innovativo che non ha eguali nel resto d'Italia".

 

Il riferimento delle sigle sindacali è quindi alla legge provinciale sul lavoro: indicano la necessità di una condivisione delle politiche sull'occupazione con le parti sociali. "Non abbiamo mai pensato il Progettone come un totem immodificabile – dicono i sindacalisti ricordando di non essersi mai sottratti a un eventuale confronto sul tema - Lo abbiamo dimostrato anche tre anni fa quando abbiamo deciso di rinnovare un contratto difficile per i lavoratori, ma che avrebbe permesso di dare risposte a un maggior numero di ingressi in questa misura".

 

"Se la crisi economica si esaurirà, e non ne abbiamo certezza - proseguono - è ovvio che ci saranno meno disoccupati e dunque siamo pronti a confrontarci su altre misure di politiche attive. Non accettiamo che però ciò avvenga a colpi di dichiarazioni alla stampa". E aggiungono: "Sarebbe opportuno che sulla questione prenda posizione anche la Federazione della Cooperazione".

 

La misura del Progettone è pensata secondo due direttrici, quella che si rivolge ai disoccupati ormai vicini alla pensione (a otto anni dalla maturazione dei requisiti) e quella stagionale, a cui si accede per requisiti anagrafici ed Icef. Diverso il target, legato a situazioni di disagio, dell'Intervento 19.

 

I sindacati ricordano infine l'attesa per accedere alle misure: "L'anno scorso solo il 56% degli aventi diritto è entrato nell'Intervento 19, poco meno del 50% degli aventi diritto ha avuto accesso al Progettone stagionale".

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