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Comunali Trento, Baracetti ancora in dubbio? ''Non faccio passi indietro. Ma non farò l'equilibrista''. Una propria lista? "Solo se posso portare avanti il mio progetto''

In questi giorni continuano a rincorrersi numerose voci sulle fibrillazioni interne al centrodestra. Alcuni sono arrivati anche a parlare di un cambio di candidato. Alessandro Baracetti spiega: "Sono un uomo serio e ci ho messo la faccia. Vado avanti". Ma nel caso in cui venga scansato da altri, non esclude una propria lista

Di Giuseppe Fin - 01 luglio 2020 - 06:01

TRENTO. “Sono un uomo serio, ci ho messo la faccia ed ho dato la disponibilità per un progetto politico di buon governo. Bisogna stare con i piedi per terra se questo non è realizzabile è inutile andare avanti. Nel governo della cosa pubblica è inutile fare gli equilibrismi come quelli che abbiamo visto questi anni”. Alessandro Baracetti, l'attuale candidato delle coalizione di centrodestra ha le idee ben chiare. Non sta pensando ad alcun passo indietro ma anzi, vuole portare avanti quella che lui chiama “nuova visione di politica” dove al centro sia messo il cittadino e il partito sia visto non come “dominus” ma come mezzo per raggiungere gli interessi della città.

 

Una posizione molto chiara, insomma, in mezzo alle fibrillazione nel centrodestra a cui stiamo assistendo in queste settimane. Voci che negli ultimi giorni sono arrivati addirittura a far trapelare un cambio di candidato con l'accantonamento di Baracetti in favore di altri nomi come quello di Marcello Condini.

 

Di chiaro, però, c'è ben poco. Fratelli d'Italia del Trentino è stata commissariata dopo le frizioni tra i vertici e Forza Italia sta vivendo a livello locale un momento abbastanza travagliato che ha visto negli scorsi giorni anche una forte critica del commissario Maurizio Perego (che ora sembra stia aiutando Marcello Carli) e i continui attacchi all'onorevole Michaela Biancofiore. Si è poi assistito negli scorsi mesi alla decisione di escludere Agire, all'addio di Progetto Trentino dalla coalizione e tanto altro.

 

Alessandro Baracetti, le fibrillazioni e le voci che continuano a girare in questi giorni non possono essere ignorate. Lei come cosa ne pensa? Come le sta interpretando?

Devo dire che all'interno della coalizione tutte queste problematiche non sono percepite. Ad oggi io sono il candidato sindaco del centrodestra e rimango tale. Quello che sentiamo fa parte delle dinamiche interne dei singoli movimenti, portate avanti da singole persone per posizionare la loro forza e il loro peso politico.

 

Però alcuni parlano di un cambio di candidato.

Ovvio che le fibrillazioni che fanno parte delle dinamiche dei singoli partiti poi si riverberano sul capo della coalizione e per questo devo fare da parafulmini.

 

Quindi il problema non è il candidato sindaco?

Guardi, quello che io tengo a dirle è la mia visione politica ed è quella che ha sparigliato un po' la situazione. Al centro della mia azione io metto il cittadino. Il partito non deve essere visto fine a sé stesso ma come mezzo per ottenere la buona amministrazione nell'interesse di tutta la cittadinanza. Io, e lo so bene essendo un libero professionista, mi devo guadagnare la fiducia tutti i giorni e questo vale anche per il buon governo della cosa pubblica. Non ci deve essere un dominio politico, ma serve ritrovare quella collaborazione tra cittadino e politica che negli ultimi anni è venuta purtroppo meno.

 

Uno dei temi è anche quello dell'allargamento della coalizione. Ma lei sarebbe pronto ad accettare ancora Agire? Oppure altri partiti o movimenti che hanno preso strade diverse?

Innanzitutto tengo a precisare che io non ho messo alla porta nessuno come qualcuno dice. Ma questo qualcuno si è messo alla porta da solo con il comportamento avuto. Ma l'atteggiamento non è attribuibile alle idee del movimento che sono comunque collocate nel perimetro del centrodestra autonomista. Sono le persone in sé che si sono comportate in maniera incompatibile con una certa visione politica.

 

E di Marcello Carli cosa ne pensa?

Io non ho nulla contro di lui. Bisogna interrogarsi se l'esperienza politica che lui sbandiera sia utile o sia usata per quello che io aborro: dominare politicamente. L'esperienza politica è necessaria, il dominio politico è invece deleterio.

 

Quella che lei chiama “nuova visione” politica oppure “nuova filosofia” comporterà anche un rinnovamento nelle liste elettorali?

Parto dal presupposto che la politica non è un mestiere ma è un servizio. Non per niente ha un valore, non ha uno stipendio ma una indennità. Al giorno d'oggi, invece, abbiamo molti “politici di professione”. Serve un rinnovamento di pensiero che è cosa ben diversa da un cambio di persone. L'esperienza nella gestione della macchina amministrativa va bene. Ma non va invece incentivata se diviene dominio politico. Ci deve essere quindi un giusto mix tra rinnovamento ed esperienza.

 

Tornando alla sua posizione, non ha intenzione di fare passi indietro?

“Ci ho messo la faccia e sono uomo serio. Voglio bene a questa città e ho dato la disponibilità per un progetto politico. Vado avanti. Se poi non ci sono le condizioni, e non per mia volontà, dobbiamo rimanere con i piedi per terra e si seguirà un progetto politico diverso. Non è menefreghismo ma non ho intenzione di fare l'equilibrista nel governo della cosa pubblica come abbiamo visto fare qualcuno in questi anni.

 

Ma nel caso accadesse, lei potrebbe pensare di andare avanti con una propria lista?

Come detto dobbiamo rimanere con i piedi per terra e valutare bene. Si potrebbe pensare ad una lista ma solo se ho veramente la possibilità di portare avanti il progetto politico che ho in mente per il bene della città e dei suoi cittadini.

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