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Coronavirus, Degasperi: “Scuole musicali abbandonate a loro stesse, dov’è l’assessore quando serve?”

Con l’emergenza coronavirus la scuola procede in ordine sparso, l’affondo di Degasperi: “Il lavoro di un assessore si vede in questi momenti, quando bisogna prendere decisioni importanti e Bisesti non lo sta facendo”

Di Tiziano Grottolo - 30 marzo 2020 - 16:24

TRENTO. Il coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema scolastico trentino e nei giorni scorsi ha dato vita anche a una serie di polemiche circa “l’assenza in cabina di regia” dell’assessore competente, Mirko Bisesti, questa almeno l’opinione delle opposizioni che a più riprese sono intervenute sulla questione (QUI la replica dell’assessore all’istruzione). Per la verità aspre critiche erano arrivate anche dal mondo della scuola e dai genitori che di punto in bianco si sono trovati a dover gestire, smart working e didattica online magari senza nemmeno un computer.

 

Ad ogni modo, le critiche più dure sono arrivate dal consigliere provinciale Filippo Degasperi che a tal proposito ha depositato un’interrogazione: “Purtroppo l’autonomia degli istituti è stata in molti casi sostituita dall’anarchia, quasi fossero dei sinonimi, e le scuole, ovvero i dirigenti, si sono mosse in ordine sparso”. In buona sostanza chi era già preparato, e aveva acquisito dimestichezza con la didattica online, è riuscito a cavarsela attivando le lezioni online mentre gli altri sono rimasti indietro. Un disordine tale che Degasperi ha parlato di “babele digitale” e “didattica classista” che di fatto esclude chi non può contare su un accesso alla rete.

 

Per ora le uniche iniziative in tal senso sono quelle arrivate dal mondo del no-profit come nel caso della Fondazione Caritro che di tasca propria ha stanziato 140.000 euro per l’acquisto di 700 tablet da mettere a disposizione degli studenti già nei prossimi giorni. Dal canto suo l’assessore Bisesti si è limitato a riferire che la Pat sta: “Valutando la possibilità di comprare per il prossimo anno scolastico dei pc portatili da dare in comodato alle famiglie che non hanno device a casa”.

 

Ora però emerge con forza anche un'altra questione, quella delle scuole musicali: “Nonostante ci lavorino circa 350 insegnati impegnati in 13 scuole, anche queste – accusa sempre Degasperi – sono state abbandonate a loro stesse”. Infatti, così come il resto degli istituti, anche le scuole musicali sarebbero rimaste senza indicazioni chiare da seguire. In una delle poche comunicazioni arrivate dal Servizio attività culturali della Pat si invitavano le scuole musicali “a organizzarsi per il recupero entro la fine dell'anno delle lezioni comprese quelle rientranti nei progetti con gli istituti scolastici”, suggerendo poi “di prendere in considerazione, ai fini della rendicontazione dell'attività formativa, anche le lezioni attivate a distanza attraverso piattaforme informatiche”.

 

 

Richieste irrealistiche per il consigliere che spiega: “Quella di recuperare le lezioni entro la fine dell'anno è una richiesta unica nel suo genere e che nessuno, né la ministra Azzolina né l'assessore, hanno finora rivolto al sistema educativo”. Si tratta di una richiesta praticamente irrealizzabile anche perché si fa riferimento al recupero dei “progetti con gli istituti scolastici” che però sono chiusi. A dimostrazione della confusione che regna in questo momento ci sarebbe la decisione presa dalla scuola musicale di Tesero di sospende l'attività chiedendo di usufruire degli ammortizzatori sociali per i propri 24 dipendenti, proprio mentre la Pat chiedeva di attivare lezioni a distanza. In realtà, come spiegato dal presidente della scuola musicale “Il Pentagramma”, Stefano Lazzer, la lettera con la quale era stata data comunicazione ai sindacati venne spedita in via precauzionale per tutelare gli insegnati e farsi trovare pronti per l’eventuale attivazione degli ammortizzatori sociali. “C’è stato un equivoco – spiega Lazzer – dopo esserci confrontati con la rappresentanza scuole musicali ci siamo attivati immediatamente per tenere le lezioni online, che ad oggi coinvolgono molti studenti”. La rettifica ai sindacati, con la quale si esclude l’attivazione degli ammortizzatori sociali, è stata spedita il primo aprile (QUI articolo).

 

Ci sarebbero pure dei docenti volenterosi pronti ad attivarsi con l'e-learning, che però, in alcuni casi, non hanno ancora ricevuto l'autorizzazione da parte della propria scuola musicale “sintomo evidente che le istruzioni della Provincia non sono state per nulla chiare”, punta il dito Degasperi. “D'altronde nessuno si è sognato di chiedere agli insegnanti degli asili nido esternalizzati o alle scuole materne equiparate il recupero delle ore”, ricorda il consigliere. Sullo sfondo poi restano altri aspetti che andrebbero chiariti, ad esempio per quanto concerne il riconoscimento della didattica a distanza e per quelle attività che difficilmente potranno essere svolte a distanza: “Il lavoro di un assessore si vede in questi momenti – l’affondo di Degasperi – quando bisogna prendere decisioni importanti. Sono tutti bravi ad atteggiarsi quando le cose vanno bene – conclude – meno se si è chiamati ad affrontare dei problemi reali che richiedono scelte chiare che competono solo all'assessore che però, troppo spesso, è occupato a fare propaganda per conto del suo capitano Matteo Salvini”.

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