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Coronavirus, la Lega aumenta la paga al dirigente, i sindacati: "Agli eroi invece solo elogi che sono gratis. Lottano per una mascherina e ricevono schiaffo morale''

Nel mirino la delibera della Giunta provinciale che aumenta a 130 mila euro la paga del dirigente generale Giancarlo Ruscitti. "La delibera va nel senso opposto al quello che si deve fare in questi momenti. Aumenti ai dirigenti mentre ai sanitari restano intanto solo i complimenti e per i lavoratori le uniche misure sono arrivate praticamente quelle per intervento del governo"

Di Luca Andreazza - 29 marzo 2020 - 23:54

TRENTO. "Aumenti al dirigente, solo elogi agli eroi", questo il commento di Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil. "Ci saremmo aspettati un taglio solidale e volontario degli stipendi più alti dei manager pubblici a favore di quei professionisti in prima linea oppure verso i cittadini che sono in grave difficoltà economica per questa emergenza coronavirus", dice Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Ennesimo schiaffo morale a tutti i medici, infermieri, tecnici sanitari, oss e autisti sanitari che ogni giorno operano mettendo a repentaglio la propria salute nelle varie unità operative, spesso costretti a 'lottare' per un Dpi o una mascherina, ma vengono ringraziati solo a parole dal presidente Maurizio Fugatti e da tutto lo staff della dirigenza dell’Apss", aggiunge Giuseppe Varagone, segretario della Uil Fpl.

 

Nel mirino la delibera della Giunta provinciale che aumenta a 130 mila euro la paga del dirigente generale Giancarlo Ruscitti (Qui articolo). Poi, a margine della conferenza, un passaggio anche sulla notizia data da ilDolomiti: ''Abbiamo portato il dirigente nella media con gli altri dirigenti - ha detto Fugatti -. Penso lo abbiamo imparato a conoscere tutti per le sue competenze ed è indubbia la stima che nutriamo per lui. Dirige la task force e darà un grande contributo a tutti'' (Qui articolo).

 

I sindacati non mettono in dubbio le competenze e le capacità del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali ("Tutto legittimo e sicuramente giustificato", dice Diaspro), quanto le ragioni di opportunità della decisione. "Evidenziamo - prosegue la Fp Cgil - tutto il nostro stupore per i tempi e i modi con cui si è stabilito questo incentivo. Certo annotiamo che l’aumento può essere giustificato dalla fortissima pressione che l’emergenza esercita su tutto il comparto della sanità pubblica. Inoltre il dirigente aveva, nei mesi scorsi, acquisito ulteriori incarichi. Ma quale ingiustificata e inaccettabile distanza tra misure a favore di chi dirige e chi è in corsia e nella case di riposo".

 

"Nulla si è ancora mosso a livello provinciale. E' il momento - aggiunge Diaspro - di erogare senza se e senza ma l’una tantum di 5 milioni sul tavolo da anni, il cui utilizzo è ancora vincolato alla chiusura delle code contrattuali 2016/18. Ma non solo. Occorre implementare speciali indennità ad hoc per tutte le professionalità in prima linea per l’emergenza Covid-19, serve maggiore sostanza agli elogi che sono gratis, il personale sanitario si sta letteralmente ammazzando di lavoro e purtroppo è alto il rischio di contrarre il virus".

 

L'aumento arriva, infatti, mentre tutti sono alle prese con sacrifici e ci sono cittadini che sono a casa da settimane senza sapere se avranno lo stipendio il prossimo mese ma fanno donazioni, cercano di aiutare come possono la straordinaria struttura sanitaria che è in prima linea per salvare vite umane.

 

"La delibera - evidenzia Pallanch - va nel senso opposto al quello che si deve fare in questi momenti. Aumenti ai dirigenti mentre ai sanitari restano intanto solo i complimenti e per i lavoratori le uniche misure sono arrivate praticamente quelle per intervento del governo".

 

Una decisione che arriva mentre scarseggiano le mascherine, si cercano i dpi, si richiamano al lavoro medici e infermieri in pensione, si convertono reparti degli ospedali per far fronte al coronavirus e si chiede a tutti di fare la propria parte. Arriva mentre si moltiplicano le iniziative di raccolte fondi e tutti gli italiani sanno che per un po' di tempo rinunceranno a qualcosa, perderanno qualcosa, chi poco, chi molto.

 

"Ci aspettiamo che il presidente Fugatti riesca a garantire la sicurezza tutti gli operatori della sanità, delle Rsa pubbliche e dell'area socio-assistenziale i Dpi adeguati, sollevando il personale da turni massacranti. Abbiamo chiesto da molto tempo di essere convocati per liberare risorse contrattuali a tutto il personale in prima linea. Ci aspettiamo - aggiunge il segretario della Cisl Fp - che il governatore metta le risorse aggiuntive, come avviene in molte regioni per indennità specifiche e straordinari, ma anche per riconoscere non solo a parole la dedizione e la professionalità di tutti i nostri operatori".

 

Insomma, la Provincia ha deciso di aumentare lo stipendio del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali proprio in questi giorni. La delibera è del 13 marzo (quindi post dpcm di Conte del 9 e dell'11 quelli che hanno, di fatto, chiuso l'Italia a casa) ma, da come si evince nel documento, la decisione di Fugatti è del 5 (il giorno in cui su Facebook il presidente invitava gli italiani a venire a visitare il Trentino mentre la situazione era talmente grave che Conte chiudeva le scuole di tutto il Paese) e mentre si registrava una fortissima tensione con Upipa per le linee più morbide di piazza Dante sulle visite nelle case di riposo.

"In questi mesi - conclude Varagone - abbiamo più volte chiesto incentivi economici a tutto il personale coinvolto alla gestione Covid-19 e non abbiamo avuto nessuna risposta concreta. Avanziamo nuovamente questa richiesta nella speranza che la Giunta provinciale dia una risposta celere a tutti i lavoratori come è avvenuto con il dirigente generale del dipartimento salute e politiche sociali".

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