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Dal Generale Aperol al ragazzo della bufala dell'Avigan in Giappone: quando la protesta si trasforma in farsa (mentre Salvini ''scopre'' l'Altare della Patria)

Mentre in questi giorni si è assistito a qualcosa di farsesco con i gilet arancioni scesi in piazza per dire che il coronavirus non esiste, che vogliono la lira e dicono no al 5G, con le proteste, separate dai primi, di Casa Pound e altri gruppi di estrema destra, domani si annunciano altre manifestazioni (con Lega e Fratelli d'Italia). Salvini oggi polemizza perché non gli viene concesso di deporre una corona all'Altare della Patria ma l'anno scorso, quando poteva farlo perché era istituzione, non aveva partecipato

Di Luca Pianesi - 01 giugno 2020 - 11:47

ROMA. Ci saranno tutti domani a Roma? Quelli vestiti di arancione, quelli che amano il nero, pure quelli che si vestivano di verde. Sicuramente non ci saranno quelli blu, i puffi che qualche settimana fa si erano radunati in Francia per ''puffare via il virus'' (diventando uno dei problemi per la diffusione della pandemia Oltralpe), altrimenti la farsa sarebbe stata completa.

 

Ma forse può bastare così: perché tra l'uomo Aperol dei ''gilet arancioni'' Pappalardo, quelli di Casa Pound che si rifanno ai valori che la Repubblica ha spazzato via e ancora oggi sfilano per ''riprendersi la loro sovranità'', Fratelli d'Italia coerente con il suo nazionalismo ma sempre più abbracciata alla Lega, che fino a pochissimi anni fa era secessionista, che la Repubblica la voleva smembrare, che Roma la chiamava ladrona e aveva un Salvini che scriveva per il 2 giugno del 2013 ''oggi non c'è un cazzo da festeggiare'', diciamo che i puffi blu sarebbero quasi passati quasi inosservati.

 

Non è passato inosservata, invece, la presenza di Cristiano Aresu un ragazzo sceso in piazza sabato durante la manifestazione di sabato nella Capitale intitolata ''Marcia su Roma'' che ha visto presenti, tra gli altri, molti militanti di estrema destra e quelli con le mascherine Tricolori. Il giovane era lì in rappresentanza di un suo movimento chiamato Dignità Popolare (simbolo un tricolore con all'interno un lupo nero che ulula) ed era lo stesso giovane che aveva creato scompiglio all'inizio dell'epidemia da Coronavirus in tutta Italia dicendo che era un farmacista (cosa che non è) e diffondendo la bufala che in Giappone avevano un farmaco, l'Avigan, che stava guarendo tutti dal Coronavirus.

 

Pappalardo, definito da Famiglia Cristiana, il Generale ''Aperol'' per il suo ridicolo look in arancione che scimmiotta i "gilets jaunes" francesi ma che ricorda più una caricatura di Totò è un'ex generale dei carabinieri convinto che il Coronavirus sia stata un grossa bufala, vuole tornare alla lira ed è contro il 5G e che ha spiegato che ''uno che lavora con noi, di Bergamo ha avuto tosse, respirazione affannosa come se avesse il Covid, ma si è curato come se fosse un'influenza e ha fatto yoga ed è guarito''. Bene, non c'è nient'altro da aggiungere se non che hanno sfilato quasi tutti, Pappalardo compreso, senza mascherina a Milano (sempre Famiglia Cristiana l'ha definita la più grande manifestazione di ingenui degli ultimi decenni), alla faccia di chi è morto, ha perso parenti, ha sofferto in questi mesi.

 

Poi c'è la polemica di Salvini (con Lega e Fratelli d'Italia che dovrebbero scendere in piazza domani) che se nove anni fa dichiarava che ''Il tricolore non mi rappresenta, non la sento come la mia bandiera'' e due anni dopo spiegava che il 2 giugno ''non c'è un cazzo da festeggiare'' oggi se la prende con chi non gli permette (a lui e Meloni) di deporre la corona all'Altare della Patria. Su Twitter ha scritto: “Non si può neanche onorare la memoria e il valore dei Militari italiani caduti per difendere la Patria? Alla faccia della democrazia… Io non mi fermo, l’Italia non si arrende”. La spiegazione del diniego è molto semplice ed è che si tratta di una cerimonia istituzionale: c'è il presidente della Repubblica che, per la festa della Repubblica, pone la corona all'Altare della Patria a nome di tutti i cittadini della Repubblica (anche perché, diversamente, se poi autorizzi uno dopo li devi autorizzare tutti).

 

Curiosità: Salvini l'anno scorso, che era figura istituzionale in quanto ministro dell'Interno e quindi avrebbe potuto partecipare alla cerimonia dell'Altare della Patria, aveva disertato l'appuntamento (si era accontentato dei Fori Imperiali). C'erano Conte, Mattarella e la ministra della difesa Trenta. Lui no. 

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