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In Alto Adige la Provincia risarcirà entro 30 giorni i danni da lupo (ad oggi bassissimi) e formerà pastori e allevatori su come comportarsi

In Alto Adige lupi più orsi insieme nel 2019 hanno causato poco più di 30 mila euro di danni come tre mensilità di un consigliere provinciale ma il tema è comunque tra quelli più cavalcati sia dalla politica che dalla stampa. Oggi l'assessore Schuler e il presidente dei Bauernbund, Tiefenthaler hanno siglato un accordo che contiene anche interventi concreti e ben strutturati

Di Luca Pianesi - 01 luglio 2020 - 19:50

BOLZANO. I Grandi Carnivori in Alto Adige, in termini economici, praticamente non esistono: i danni da lupo nel 2019 hanno ammontato a 27.533 euro, per intenderci due mesi di stipendio di un consigliere provinciale per la trentina di esemplari che sono stati contati sui 3 banchi che si muovono in provincia (dei quali solo uno controlla un'area interamente compresa nella Provincia di Bolzano, gli altri si muovono tra Trentino e provincia di Belluno) mentre quelli dei tre orsi contati sono inferiori a 5.000 euro. Ma il tema, come è risaputo, viene cavalcato politicamente anche a Bolzano e i giornali tradizionali cartacei (Dolomiten in testa) si sfregano le mani quando c'è da mettere in prima pagina l'immagine di un lupo cattivo che si avvicina alle piste o mangia qualche pecora incustodita (non protetta in recinti elettrificati o da cani da guardiana).

 

Ecco perché, al netto di alcune chiacchiere molto demagogiche e poco realistiche, l'iniziativa messa in campo dall'assessore provinciale all'argicoltura Arnold Schuler con il presidente dell'Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi (Bauernbund), Leo Tiefenthaler, è importante perché è un atto concreto per cercare di gestire il fenomeno senza psicosi o allarmismo. I due hanno firmato un accordo al termine di colloqui serrati con lo scopo di proteggere le mandrie e tutelare i pascoli alpini.

 

Su input degli agricoltori sono state selezionate malghe dove il lupo è presente in modo dimostrabile, tra cui la Schlanderser Alm, la Kirchberg Alm, la Möltner Kaser, la Cisloner Alm, la Plosachalm, la Tramanzalm, la Do Rönn, la Kapplerkassa, la Nemesalm e la Klammbachalm. Qui si realizzeranno progetti pilota per la protezione delle mandrie. Inoltre un numero maggiore di pastori dovrà essere addestrato a gestire i pascoli anche in presenza di questi animali e verrà implementato un sistema di monitoraggio con telecamera. Importante anche che il pagamento del risarcimento per i danni causati dalle incursioni del lupo dovrà essere, se possibile, garantito entro 30 giorni.

 

E' stato anche deciso come procedere in un caso concreto di attacco da parte di un lupo: "Dopo l'avvistamento di un lupo o di danni da esso causati, saranno schierate squadre di pronto intervento composte da pastori, agricoltori o aiutanti e dipendenti della Ripartizione foreste. Queste squadre saranno rapidamente sul posto per garantire l'integrità degli animali della mandria e per effettuare i rilievi" ha spiegato Schuler. In caso di comprovata necessità, l'autore dell'attacco sarà identificato grazie all'analisi del Dna se possibile entro 30 giorni. I campioni di Dna dei lupi saranno regolarmente resi pubblici, ha riferito Schuler anche se tutto ciò servirà ben poco al fine di proteggere i pascoli. Il lupo, infatti, resta animale protetto ad ogni livello e la difesa dei pascoli è possibile con metodi acclarati e assodati come i recinti elettrificati, l'utilizzo dei cani da guardiana e la presenza del pastore e mandriano. 

 

Poi la discussione è virata su aspetti molto più demagogici, buoni ad imbonire gli allevatori ma di difficilissima attuazione: "Faremo tutto il possibile affinché la regione alpina e montana dell'Alto Adige sia designata come area sensibile. A livello delle regioni alpine, vogliamo elaborare un piano di gestione per il lupo e realizzare insieme l'integrazione nel cosiddetto Piano lupo" ha riferito l'assessore provinciale all'agricoltura. Per Schuler, tuttavia, anche a livello Europeo e nazionale c’è interesse ad elaborare una migliore base giuridica, in modo da poter definire aree in cui lo status di protezione del lupo possa essere abbassato qualora si trovi in presenza di una gestione intensiva e del pascolo, rendendo possibili i prelievi.

 

"Le aree sensibili dovrebbero, in linea di principio, rimanere libere dai lupi e le misure a questo scopo dovrebbero essere trasferite sotto la competenza della Provincia" ha aggiunto il presidente dell'Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi (Bauenbund), Leo Tiefenthaler. Intanto, però, è bene che attuino i provvedimenti per ridurre a zero (visto che già adesso sono molto vicini a questi livelli) i danni causati da questi straordinari animali

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