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L’ultimo appello al voto di Mosaner: “Nella mia Riva nessuno rimarrà indietro, la vera sfida sarà superare gli effetti della pandemia ma insieme possiamo farcela”

Il candidato Mosaner per vincere al ballottaggio punta a convincere i delusi dall’accordo Santi-Malfer: “Il cambiamento che propongono alcuni rischia di essere soltanto uno scambio di seggi con le destre, noi miriamo ripartire da quello che avevamo iniziato, in primis dare a Riva un grande parco sul Lago di Garda”

Di Tiziano Grottolo - 01 ottobre 2020 - 20:37

RIVA DEL GARDA. Il primo turno a Riva del Garda non ha determinato un vincitore, nessuno dei candidati ha prevalso così Cristina Santi e Adalberto Mosaner arrivano al ballottaggio separati da una manciata di voti. Il prossimo 4 ottobre i rivani saranno chiamati a scegliere fra due candidati molto diversi. Ecco l’intervista al candidato del Centrosinistra

 

Mosaner, un appello prima del voto per convincere gli indecisi...

“Tanto per cominciare andare a votare è sempre importante perché significa esercitare un diritto democratico assoluto, poi mi rivolgo a tutte le persone che ci hanno premiato al primo turno, chiedendo loro di confermare la fiducia. Infine voglio rivolgermi a tutti quegli elettori che il 20 e il 21 settembre hanno votato per un candidato ma ora si trovano di fronte a un patto innaturale”.

 

Mi pare di capire che si riferisca all’accordo Santi-Malfer?

“Alcune persone e alcuni partiti di centro hanno preso le distanze da questo accordo ed è a loro che mi rivolgo. Da parte nostra ci sarà l’impegno assoluto per coinvolgere quella parte di comunità che vede in questo apparentamento qualcosa di forzato, un patto innaturale. Il cambiamento che propongono alcuni rischia di essere solo uno ‘scambiamento’ ‘con pari dignità’ di seggi in Consiglio in abbraccio con le destre”.

 

In molti le rimproverano di essere stato un sindaco eccessivamente decisionista e di aver prevaricato gli avversari...

“In alcune situazioni il sindaco deve assumere su di sé alcune responsabilità, basti vedere quando avvenuto con l’emergenza Covid. D’altra parte è innegabile che ci siano stati degli attriti con alcune forze politiche, anche di carattere personale. Riconosco di non aver colto per tempo alcuni segnali senza riuscire poi a ricondurli all’unità ma ci sono stati anche dei nodi politici. Ad ogni modo, di queste incomprensioni me ne assumo la responsabilità e me ne dispiaccio, ma ora il tema centrale dev’essere quello di ricreare coesione, soprattutto verso quei valori elusi con quello che è stato definito accordo programmatico”.

 

Qualora dovesse vincere il ballottaggio, quale sarà il suo primo atto da sindaco?

“Lo abbiamo scritto anche nel programma, chi verrà eletto dovrà avere la massima attenzione verso le persone, nessuno dovrà rimanere indietro. Gli effetti delle pandemia non sono solo quelli sanitari, ci sono anche effetti economici e psicologici che porteremo con noi a lungo. Sono ottimista perché possiamo contare su una nuova classe dirigente che sta nascendo e possiamo proseguire lungo quella strada che ha portato Riva del Garda a essere riconosciuta a livello internazionale”.

 

Supponendo di avere una bacchetta magica quale progetto vorrebbe veder realizzato subito?

“Punto a ripartire da quello che avevamo iniziato nella passata legislatura, in particolare penso al grande parco sul Lago di Garda”.

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