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Ordinanza impugnata, Fugatti: ''Prendiamo atto. Ma è una prevaricazione''. I sindacati: ''Vicenda che dimostra la totale inadeguatezza di chi guida la Pat''

Il Partito democratico: "Quello che ci dispiace è che in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando Fugatti agisca in modo propagandistico invece che responsabile". I sindacati: "L'aspetto più grave è che saranno le imprese e i lavoratori a pagare le conseguenze di questa situazione di totale indeterminatezza"

Di Luca Andreazza - 28 ottobre 2020 - 20:06

TRENTO. "Non possiamo che prendere atto della decisione del governo, ora spetterà alle autorità competenti stabilire la legittimità o meno del provvedimento". Così il presidente Maurizio Fugatti alla notizia che il ministero ha impugnato l'ordinanza di piazza Dante che recepisce e modifica nella parte dell'estensione agli orari di bar e ristoranti il Dpcm del governo (Qui articolo).

 

"Noi crediamo che la nostra sia un'ordinanza legittima anche perché suffragata da basi solide e scientifiche perché approvata dalla nostra Azienda sanitaria. Crediamo che questa sia anche un'azione lesiva verso il nostro territorio, nel senso che il Trentino i propri pazienti si li è curati da solo nel periodo difficile della pandemia - dice Fugatti - siamo stati in grado di uscirne e abbiamo fatto anche delle operazioni innovative nell'ambito sanitario in queste ultime settimane. Quindi, vedere questa prevaricazione crediamo sia sbagliato nei confronti del territorio trentino".

 

Arrivano anche le prime reazioni. "Per evitare questo clamoroso autogol sarebbe bastato che il presidente Fugatti copiasse il testo del collega Kompatscher, invece per fare il primo della classe è finito dietro la lavagna. E l'aspetto più grave è che saranno le imprese e i lavoratori a pagare le conseguenze di questa situazione di totale indeterminatezza. Imprese e lavoratori - spiegano Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) - già pesantemente provati dalla crisi, dalla chiusura totale della primavera scorsa e dalle prospettive incerte del prossimo futuro".

 

Intanto ieri Alessandro Savoi aveva definito i sindacati trentini “parassiti” e additava i politici romani come “incompetenti” (Qui articolo). "Oggi i fatti sembrano descrivere tutt’altra realtà - aggiungono Grosselli, Bezzi e Alotti - non volevamo certo fare da Cassandra, ma in attesa di vedere se l’impugnazione verrà confermata, questa vicenda dimostra purtroppo la totale inadeguatezza di chi guida della nostra Provincia in questa fase di grave emergenza che richiederebbe equilibrio, coraggio e massima attenzione".

 

Interviene anche il Partito democratico. "La scelta di Fugatti di tenere aperti i ristoranti e i bar fino alle 22 e di proseguire la scuola in presenza era condivisibile - commentano i dem - ma abbiamo augurato a tutti i trentini che questa fosse una decisone seria, presa in certezza di diritto, cioè sapendo di poterlo fare veramente. Perché se il governo ha sempre detto che opera in maniera straordinaria con i Dpcm per tutelare la salute pubblica di tutta la nazione, è chiaro che questo vale anche per noi".

 

Nel mirino il modus operandi della Provincia. "Fin dall’inizio della pandemia, nella primavera scorsa, lo Stato ha sempre precisato che le Regioni, anche quelle speciali, possono intervenire con proprie ordinanze solo se restrittive rispetto ai provvedimenti nazionali per la sicurezza sanitaria. E' evidente dunque - conclude il Partito democratico - che non è scontato poter avere margini di manovra provinciali in senso invece più allargato. Quello che ci dispiace è che in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando Fugatti agisca in modo propagandistico invece che responsabile. Abbiamo il sospetto che voglia spesso dimostrare di essere più bravo del governo, senza poterselo permettere e questo purtroppo inganna i cittadini e i lavoratori, illude le aspettative. I tempi difficili richiederebbero senso di responsabilità e non approssimazione e mistificazione".

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