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Savoi minaccia l'Svp: ''In Provincia con noi e a Bolzano col comunista Caramaschi? La Lega non perdona''. Ma intanto i ''giochi'' li fa il Carroccio con il Patt a Riva

Parole dure, quella della massima carica della Lega in provincia di Trento. Parole da fine stratega che bolla Caramaschi ''comunista'' e ricorda che il tempo dei ''doppi giochi è finito'' dimenticandosi del fatto che a Riva del Garda pur di avere qualche speranza di vittoria e per poter dire ''beh almeno lì ce l'abbiamo fatta'' la sua Lega sta facendo di tutto (leggasi accordi per cariche) per accaparrarsi Malfer e il Patt 

Di Luca Pianesi - 28 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. Attenzione, perché la Lega del Trentino potrebbe riuscire nel capolavoro di perdere anche in Alto Adige. E' talmente basso il profilo politico di chi guida il partito di governo in provincia di Trento che potrebbe finire per inguaiare anche chi si trova al governo della provincia di Bolzano.

 

Alessandro Savoi, infatti, non contento del disastro fatto alle amministrative in Trentino dove, dopo i due anni di gestione Fugatti, la Lega è crollata ovunque nonostante abbia anche provato a schierare i suoi parlamentari pur di tirare su qualche voto. In realtà, in questo modo, si è palesato il fatto che quelli che oggi siedono tra i banchi di Camera e Senato e anche chi si trova a guidare la Provincia sono lì essenzialmente perché si è votata in quel 2018 che ha rappresentato il momento magico di Salvini.

 

Lui volava con il vento in poppa e la Lega vinceva ovunque a prescindere da chi candidasse. Ora che torna a pesare la stima che ha la popolazione nei suoi rappresentanti politici il pugno di voti preso dai vari Cattoi, Binelli, Sutto e Loss a ''casa loro'' fotografa il disastro di una classe dirigente che per la Lega non è mai esistita e non è mai stata affidabile nemmeno dai propri vicini di casa (quelli veri, non figurati, quelli che ti dovrebbero votare perché ti conoscono e sanno che, ameno, saluti sempre).

 

L'esperienza Fugatti, poi, ha fugato ogni dubbio con due anni di politiche miopi che in nulla hanno migliorato il Trentino (si pensi alla chiusura dei negozi e supermercati la domenica in piena crisi economica o il danno d'immagine legato alla non gestione dei grandi carnivori che, tra l'altro, non è servita a nulla per affrontare la tematica), con ordinanze e norme costruite spesso sul filo della legalità (solo negli ultimi mesi il Tar ha sospeso più leggi trentine di quanto avesse mai fatto con chiunque altro), con gaffe incredibili (la promessa che Vasco era a un passo dal Trentino) e una situazione legata al Covid che non ha certo brillato (e il fatto che c'è stato il maggior numero di contagi per abitante d'Italia lo dimostra). 

 

Ma se in Alto Adige la Lega ha tenuto e anche a queste elezioni amministrative si è confermato in molti territori come il primo partito italiano ora ci pensa il presidente della Lega del Trentino a farli barcollare. In Provincia, infatti, la Lega è partito di governo assieme all'Svp (per legge debbono esserci sia un partito italiano che uno tedesco) ma a Bolzano la stessa Svp ha preferito appoggiare come candidato sindaco l'ex primo cittadino Cremaschi espressione del centrosinistra autonomista. ''La Svp a Bolzano al ballottaggio sostiene ancora il candidato sindaco comunista Caramaschi - scrive il presidente della Lega Savoi  -. Noi della Lega sosteniamo con forza Roberto Zanin del centro destra. Poi però faremo i conti. Non si può star in regione e in provincia di Bolzano con noi del centro destra e magari a Bolzano (se per disgrazia vince Caramaschi) con i comunisti. Il tempo dei doppi Giochi è finito cara Svp. La Lega non perdona''.

 

Parole dure, quella della massima carica della Lega in provincia di Trento. Parole da fine stratega che bolla Caramaschi ''comunista'' e ricorda che il tempo dei ''doppi giochi è finito'' dimenticandosi del fatto che a Riva del Garda pur di avere qualche speranza di vittoria e per poter dire ''beh almeno lì ce l'abbiamo fatta'' la sua Lega sta facendo di tutto (leggasi accordi per cariche) per accaparrarsi Malfer e quel Patt che dove è stato lontano dal Carroccio ha vinto e convinto e che ora rischia di andarsi a schiantare anche sulle sponde del Garda perché difficilmente i suoi elettori potranno votare convinti per sovranisti e nazionalisti della destra più italiana.

 

Insomma i veri ''Giochi'' li sta facendo la Lega del Trentino con qualche frangia del Patt e altri indipendenti in cerca, anche legittimamente, di poltrone (fatti questi che, però, spesso vengono puniti dagli elettori al momento del voto). Che l'alleanza tra Svp e Lega sia innaturale (come potrebbe non esserlo quella tra un partito autonomista e uno sovranista i cui rappresentanti sfoggiano mascherine tricolori) e sia figlia solo dell'impianto normativo è lampante (i due partiti hanno, infatti, firmato un accordo di governo) come è palese che delle minacce di Savoi (''la Lega non perdona'') l'Svp se ne farà ben poco. Possono aiutare, però, le sue parole ad aumentare l'insofferenza del principale partito altoatesino verso certe figure. 

 

Possono spingerlo verso la convinzione che alla fine, finché la destra in Italia, ma soprattutto sul territorio, sarà rappresentata da queste persone, il centrosinistra resta l'unica proposta credibile e seria con cui pensare di costruire qualcosa in futuro. Insomma, la Lega non perdona ma il centrosinistra è bene che si svegli perché si può anche vincere perché c'è da votare ''il meno peggio'' (ed è comunque una cosa non da poco soprattutto in un momento di emergenza come questo) ma per il futuro sarebbe bello cominciare a pensare di poter scegliere, finalmente, ''il migliore''. Il tempo per costruire una proposta seria c'è tanto Savoi è già impegnato, ''Poi faremo i conti'', lo ha detto lui.

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