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Tonini: “Fugatti ha raggirato il Consiglio”. E su Kaswalder: “Il ruggito del coniglio, non ha difeso l’istituzione che presiede”

Giorgio Tonini contro Fugatti e Kaswalder: “Per incapacità o malizia non è stata portata in Consiglio nessuna proposta su come spendere i 350 milioni, mentre il presidente del consiglio è intervenuto solo per rimbrottare le minoranze assenti dall’aula”

Di Tiziano Grottolo - 03 agosto 2020 - 10:54

TRENTO. Non si placano le polemiche dopo la scelta del presidente Maurizio Fugatti di “parcheggiare” 350 milioni di euro sul Fondo di riserva della Provincia, risorse che saranno a disposizione della Giunta leghista senza dover passare dal via libera del Consiglio provinciale (articoli QUI e QUI).

 

Secondo Fugatti è suo diritto spendere i soldi dei trentini come vuole lui, perché lui ha vinto le elezioni”, attacca il consigliere del Partito Democratico Giorgio Tonini che aggiunge: “Eccoli qua, i ‘pieni poteri’ sognati da Salvini, ma non basta, Fugatti si lamenta pure che le minoranze in consiglio provinciale abbiano avuto qualcosa da ridire e che abbiano deciso di abbandonare l’aula”.

 

Secondo il consigliere Dem, Fugatti sarebbe dovuto arrivare in Consiglio con una proposta articolata su come spendere i 350 milioni. Dopodiché il Consiglio avrebbe discusso e votato, considerando che il presidente può contare su un’ampia maggioranza senza il bisogno, come osserva Tonini, di calpestare le prerogative del parlamento della nostra autonomia.

 

“Invece Fugatti, non sappiamo se per incapacità o malizia, non ha portato in Consiglio nessuna proposta. Al momento – prosegue Tonini – sul tavolo non c’è la più pallida idea di se, come e quando saranno spesi quei 350 milioni dei quali l’economia e la società trentina, avrebbero un drammatico bisogno”. Se da un lato in Aula si diceva che i soldi non c’erano ancora nel frattempo, con un subemendamento venivano indirizzati del Fondo di riserva. “Naturalmente – rincara la dose l’eletto Pd – mentre il Consiglio veniva abilmente raggirato dalla volpe di Avio, il leone della Vigolana taceva. Il presidente Kaswalder ha riacquistato il dono della parola solo per rimbrottare le minoranze per la loro assenza dall’aula. Il ruggito del coniglio”.

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