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Via libera alla cementificazione e Fugatti prova a dare la ''colpa'' anche alle minoranze (che non sono in Aula). La replica: ''Non dica bugie, la responsabilità è solo loro''

La maggioranza leghista è riuscita a far saltare la legge Gilmozzi facendo ripartire la costruzione di nuove case vacanza. Incredibile siparietto in consiglio con il presidente che ha spiegato che la cosa era stata condivisa con le minoranze e che lui, magnanimo, concedeva loro l'onore di essere citate per quanto riguardava un leggero cambio di prospettiva della norma rispetto a come la voleva proporre la maggioranza. Cia si è complimentato: ''Dimostra di essere un signore e di non essere vendicativo''. Ma le opposizioni smentiscono tutto

Di Luca Pianesi - 01 agosto 2020 - 19:25

TRENTO. Rimasti con il cerino in mano, alla fine hanno capito che la responsabilità di quel che stavano facendo sarebbe ricaduta tutta su di loro e così qualcosa la maggioranza ha finito per autorespingersela, qualcos'altro se l'è in parte smontata. E' il caso di due delle norme più discusse e discutibili portate in consiglio provinciale: l'emendamento di Leonardi per ritardare la rimozione delle Slot machine che si trovano vicino ai luoghi sensibili e l'assalto alla legge Gilmozzi per ridare il via alla cementificazione e costruire alloggi vacanza.

 

Due proposte impopolari e a vantaggio di pochi, capaci di accontentare lobby potenti e sempre pronte a lavorare per il proprio bene anche contro gli interessi della comunità (e ci mettiamo anche l'ambiente e l'ecosistema nel quale viviamo in questa comunità che, ormai è sempre più evidente, non è composta solo dai residenti in un determinato luogo). La strategia delle minoranze di abbandonare l'aula (per una ragione importantissima: prendere le distanze dalla decisione unilaterale e senza trasparenza di Fugatti di spostare sul fondo del presidente i 218 milioni di euro concessi dal Governo al Trentino e di non condividere in consiglio in questo bilancio su quali voci destinarli per la ripresa della comunità) ha evitato alibi e sotterfugi lasciando alla maggioranza ogni responsabilità per quanto sta andando ad approvare in questo assestamento.

 

E così da un lato sono arrivati addirittura ad autobocciarsi la proposta di Leonardi di far spostare di due anni il via alla legge 13 del 2015 (quella che prevede la rimozione delle macchinette vicine ai luoghi sensibili) con 7 voti favorevoli e 14 negativi (un successo arrivato grazie al voto segreto) dall'altro hanno provato, in Aula, a coinvolgere gli assenti per quanto riguarda la modificazione della legge Gilmozzi. Uno spettacolo imbarazzante con il presidente della provincia Fugatti che davanti, solo, alla sua maggioranza ha raccontato la ''sua'' versione, immediatamente smentita dalle opposizioni.

 

“La Giunta - ha detto Fugatti - aveva predisposto un emendamento iniziale, ma poi c’è stato un giusto dibattito su questo tema che era sicuramente il più importante messo al centro della trattativa con le minoranze. Trattativa che si è era quasi conclusa con la condivisione di una nuova versione dell’emendamento, firmata dall’assessore, che modificava il testo originario. All’intesa definitiva, mancava davvero poco''. ''Oggi – ha concluso Fugatti – la Giunta potrebbe votare il testo originario prescindendo dal negoziato con le minoranze che per loro scelta hanno abbandonato l’aula. Invece abbiamo deciso di approvare il testo con le ultime modifiche sulle quali l’accordo con loro era quasi raggiunto: non ci siamo quindi dimenticati dell’importante lavoro svolto nelle trattative compiute su un tema anche divisivo come questo''. E così, per la serie se la cantano e se la suonano, è iniziato un giro di ringraziamenti al buon cuore del presidente da parte di ben quattro esponenti della maggioranza uno dei quali, Claudio Cia, ha anche detto: ''Diversamente da come viene dipinto, dimostra di essere un signore e di non essere vendicativo privilegiando il bene del Trentino''.

 

Una versione completamente smentita dalle minoranze. ''Desideriamo con forza precisare che l’emendamento che oggi la maggioranza si è approvata in aula sul tema delle seconde case non è frutto di un accordo con le minoranze - spiegano con un comunicato congiunto le opposizioni eccezion fatta per il duo 'collaborazionista' De Godenz-Ossanna -. La maggioranza non racconti bugie per cercare di condividere con le minoranze una responsabilità che resterà solo sua: quella di avere aumentato il numero di seconde case nelle valli del Trentino. Abbiamo contestato fin da subito il metodo, cioè l’aver presentato questa modifica di legge solo all’ultimo minuto in aula, bypassando la commissione come luogo di confronto sui dati, nel merito e una vera dialettica con i comuni e gli interlocutori che su questa materia andavano ascoltati, abbiamo sottolineato come essa violasse il Piano Urbanistico Provinciale, eludendo le procedure per la sua modifica''.

 

Ed infatti questa modifica di legge voluta dalla maggioranza leghista era riuscita a mettere d'accordo tutti nel dire di ''no'' comprese le associazioni albergatori (QUI ARTICOLO). ''La maggioranza si è poi auto emendata cercando di rendere meno vergognosa la sua intenzione - proseguono le minoranze - e su questo voleva il via libera delle minoranze, le quali hanno avuto un’unica magnanima concessione: aver portato al 20 dicembre il termine entro il quale i comuni potranno opporsi all’automatico aumento degli alloggi turistici. Noi avevamo richiesto ben altro: che il percorso fosse rovesciato e partisse da un vero censimento della situazione abitativa e residenziale nei comuni interessati dalla cosiddetta legge Gilmozzi, che solo poi si discutesse dei contingenti di edilizia abitativa e turistica, soprattutto che tutto questo fosse realizzato con la piena potestà dei comuni che sono i depositari della competenza pianificatoria nei loro territori e quindi che questi potessero scegliere se applicare la norma, e con percorsi di partecipazione e trasparenza certi, che tutelassero tutti i cittadini''.

 

''Invece - concludono le minoranze - grazie all’arroganza della maggioranza i nuovi amministratori che saranno eletti a settembre dovranno correre ad assumere una delibera consiliare entro il 20 dicembre per impedire l’automatico aumento del 10% degli alloggi turistici sul proprio territorio e poi, anche se riuscissero a fare questo, entro la fine del 2021 saranno obbligati ad una variante al piano regolatore per l’aumento del contingente degli alloggi turistici. Questo è quello che consegna la maggioranza al Trentino: un enorme sbaglio dal punto di vista prospettico, che ci riporta agli errori di un passato lontano e agevola solo la speculazione sulla rendita immobiliare. Un atto di arroganza e di imperio rispetto all’autonomia dei territori, dei quali viola l’autonomia con prepotenza, un’estromissione dei cittadini da qualsiasi possibilità di intervento. Il vicepresidente Tonina, parlando del Pup un anno fa diceva che voleva lasciare il proprio segno nella storia urbanistica del Trentino, ebbene, con questa azione lo lascerà certamente in negativo, demolendo ciò che gli amministratori responsabili e coraggiosi prima di lui avevano costruito. Andrà poi chiarito come abbia fatto la maggioranza a votare un emendamento che non era stato presentato nei termini e che non ha mai avuto, non a caso, le firme dei capigruppo di minoranza per il deposito fuori termine. Su questo dovrà ovviamente rispondere il Presidente del Consiglio''.

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