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Vince il ''No'' alla Brexit elvetica: ''Un grande giorno per le relazioni tra Svizzera e Unione europea''

In tutti i cantoni il “No” ha avuto la meglio, ottenendo complessivamente quasi il 62%. Fa eccezione però il Canton Ticino, dove il “Sì” ha raggiunto il 53,1%. Ai cittadini è stato chiesto di scegliere se far cessare l’accordo sulla libera circolazione tra Svizzera e Unione europea, raggiunto nel 1999 e entrato in vigore nel 2002

Di Marianna Malpaga - 28 settembre 2020 - 19:51

TRENTO. “Sovrani nel decidere e liberi di circolare”. Questo il titolo di un articolo del Corriere del Ticino di questa mattina, lunedì 28 settembre, in cui vengono commentati i risultati del referendum di ieri, con il quale gli svizzeri si sono pronunciati contro la fine della libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea.

 

Il referendum, promosso dall’Udc-Unione democratica di centro, partito della destra nazionalista svizzera, è stato anche dipinto come una sorta di “Brexit elvetica”: sebbene la Svizzera non faccia parte dell’Unione europea, si trova all’interno dell’area Schengen, che permette la libera circolazione delle persone.

 

In tutti i cantoni il “No” ha avuto la meglio, ottenendo complessivamente quasi il 62%. Fa eccezione però il Canton Ticino, dove il “” ha raggiunto il 53,1%. Ai cittadini è stato chiesto di scegliere se far cessare l’accordo sulla libera circolazione tra Svizzera e Unione europea, raggiunto nel 1999 e entrato in vigore nel 2002.

 

Se il “Sì” avesse prevalso, sarebbero caduti anche gli altri sei accordi bilaterali firmati assieme a quello sulla libera circolazione, in virtù della cosiddetta “clausola ghigliottina”: ostacoli al commercio, trasporti aerei e terrestri, agricoltura, forniture alla pubblica amministrazione e ricerca.

 

L’Udc aveva promosso un referendum sull’immigrazione già nel 2014: in quel caso, gli svizzeri si erano dichiarati favorevoli per il 50,33% a limitare l’ingresso nel Paese ai cittadini comunitari. Il risultato era stato però mitigato da un compromesso approvato dalla maggioranza del parlamento. L’Udc è quindi tornata alla carica quest’anno, senza però ottenere successo.

 

La vittoria del “No” alla “Brexit elvetica” è un risultato positivo per tutti quei cittadini, italiani e non, che ogni giorno attraversano i confini per motivi di lavoro, ma anche per i rapporti tra Unione europea e Berna in vista del nuovo accordo quadro richiesto dalle istituzioni comunitarie alla Svizzera allo scopo di adeguare l’insieme delle intese bilaterali.

 

“Oggi è un grande giorno per le relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea – ha scritto in un tweet Charles Michel, presidente del Consiglio europeo -. Accogliamo con favore il risultato del voto popolare e attendiamo con ansia la continuazione della nostra stretta collaborazione. Il popolo svizzero ha parlato e mandato un chiaro messaggio: insieme ci attende un grande futuro”.

 

Gli svizzeri non sono stati chiamati a esprimersi solo sulla libera circolazione: hanno votato anche a favore dell’acquisto di nuovi aerei da combattimento e per il congedo di paternità, bocciando invece la nuova legge sulla caccia e l’aumento delle deduzioni fiscali per le cure dei figli da parte di terzi.

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