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Assestamento di bilancio, Rossi: ''I tempi di crisi sono tempi di riforme''. Degasperi: ''La Giunta delle rivoluzioni non ha cambiato nulla''. Ancora polemiche sull'indennità

Continua la discussione in Consiglio provinciale. Zeni: "Con Roma logica dello strappo"; preoccupazioni sulla legge delle concessioni idroelettriche, il Patt: "Va fermata. E la riforma sulle comunità non si vede". Ancora polemiche sulle indennità, la Lega: ''Non è un aumento", Zanella ribatte: "Andava fermato"

Di Luca Andreazza - 28 luglio 2021 - 06:01

TRENTO. "L'assestamento non è il luogo delle riforme, però questo luogo non si vede mai". Queste le parole di Ugo Rossi (Azione) nella discussione nell'assestamento di bilancio, mentre Luca Zeni (Pd) ha aggiunto: "Puntare sulla nostra capacità produttiva ci permetterebbe di potenziare con risorse nostre l’autonomia e di essere meno dipendenti dallo Stato. La Pat ha perso tempo su capitoli come l’intelligenza artificiale, sul quale il Trentino è stato all’avanguardia, e il milione messo dall’assestamento non basta per un settore destinato a cambiare la società". "Un quadro desolante che si tenta di nascondere con la notizia del concerto di Vasco Rossi", il commento di Paolo Zanella (Futura).

 

Si entra nel vivo dell'assestamento di bilancio, una manovra che vale complessivamente 200 milioni di euro. Dopo avere dato copertura ai maggiori fabbisogni registrati nei diversi settori di spesa tra i quali la sanità (33,5 milioni di euro) e la scuola (16 milioni di euro), l'attenzione è sulle misure per il rilancio del sistema e reggere alle conseguenze innescate dall'emergenza Covid-19 (Qui articolo).

 

"La Giunta delle rivoluzioni non ha cambiato nulla", ha affermato Filippo Degasperi (Onda civica). "C’è però una contraddizione macroscopica nella relazione: si dice che il problema è cosa si farà nel futuro e allo stesso tempo Fugatti afferma che non è l’assestamento la sede per disegnare le prospettive. Sembra quasi che parlare di riforme dia fastidio a questa maggioranza che ha vinto le elezioni promettendo addirittura rivoluzioni. A oltre metà legislatura la fase delle riforme non si è vista. Ai trentini va detta la verità mettendo al bando la retorica".

 

Una discussione che ha trattato anche la rivalutazione delle indennità dei consiglieri regionali. "L'aumento non c’è stato, si tratta di un adeguamento Istat in base alla legge del 2012 voluta dall’allora maggioranza. Una somma che deve essere liquidata come ha detto l’avvocatura dello Stato", ha detto Roberto Paccher (Lega), mentre Zanella ha ribattuto che la norma si poteva rinviare e che si è impedito ai consiglieri di poter rinunciare. 

 

A quel punto è intervenuto Alessandro Savoi (Lega) per replicare che la legge regionale del 2012 è stata voluta e fatta dal centrosinistra e quelle della minoranza sono solo bugie e speculazioni politiche di basso livello. "Non era necessario portare quell’emendamento in Aula e se non si poteva bloccare l’adeguamento Istat. Le norme si possono modificare", ha ribattuto Zanella, mentre Rossi ha ricordato che nel 2012 venne introdotta la rivalutazione che è stata sospesa perché non si aveva il coraggio di attuarla: "Nel 2014 - ha evidenziato l'esponente di Azione - ci si ridusse i vitalizi che comportavano l’esborso di 11 milioni di euro, una scelta che venne criticata da tutti. Condivido il fatto che non era possibile bloccare l’adeguamento, però l’emendamento si poteva fare il primo giorno di legislatura: la Giunta regionale poteva sospendere la legge nei primi giorni di legislatura e oggi si sarebbero evitati i tre anni di rivalutazione". 

 

Poi si è ritornati sul bilancio, una manovra definita "da tempi di guerra" dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, in avvio di dibattito lunedì 26 luglio.

 

"I tempi di crisi sono tempi di riforme - ha evidenziato Rossi - Covid ha accelerato processi in atto da anni. E' indispensabile affrontare il tema demografico in relazione alle difficoltà di reperire lavoratori. La Giunta ha invece introdotto la norma sull’obbligo dei 10 anni di residenza: una norma, che va tolta, che va contro gli interessi della nostra terra che ha bisogno di forza lavoro". Sulla competitività, ha aggiunto il rappresentante di Azione che se è vero che gli investimenti pubblici sono importanti, va anche ricordato che si realizzeranno tra anni è evidente che si rischia di arrivare tardi. 

 

"Un assestamento senza visione con la scusa che siamo in 'guerra'. Un modo per svilire l’autonomia, come dimostra la partita dell’A22 con la richiesta di infinite proroghe contraria alla linea di Kompatscher che ha chiesto con determinazione l’in house", ha detto Zanella. "Si continua, inoltre, a pensare alla Valdastico che va a favore dei privati e si scontra con la logica del corridoio ferroviario del Brennero. Giocata male dalla Giunta anche la partita dell’idroelettrico". "La scelta di incanalare le risorse in infrastrutture - ha dichiarato Zeni - andrebbe approfondita. Prima di tutto perché si parla soprattutto di strade che alla fine costano, ma soprattutto perché si sottraggono risorse da altri settori come quello dello sviluppo delle imprese, della formazione, della ricerca".

 

Poco coraggio, per il consigliere di Futura, in materia agricoltura bio; preoccupazioni condivise anche da Michele Dallapiccola (Patt). "Idee poco chiare in cultura e passi indietro sul lavoro - ha spiegato Zanella - dove emergono caporalato e un alto tasso di incidenti".

 

Capitolo sanità. "In generale non si capisce dove andranno i 33 milioni e quale sia l’idea del governo provinciale sulla medicina territoriale, vista anche la mancanza di 90 medici di base", ha continuato Zanella, quindi Zeni: "Si dovrebbe investire sul rinnovo delle tecnologie mediche. Non c’è ancora la legge sulla riorganizzazione dell’Azienda sanitaria e un occhio particolare va posto sul S. Chiara". "Sul volontariato - ha aggiunto Demagri - l’assestamento contiene un articolo che rischia di rendere più sterile l’approccio del volontariato con l’Azienda sanitaria, perché l’assegnazione alle reti nazionali, rischia di minare l’identità del volontariato trentino".

 

Si è parlato anche della legge sulle concessioni idroelettriche che per il Patt va fermata, gli autonomisti mantengono la linea e continuano a ritenere improponibile la legge Tonina. "La Giunta affronta questo tema dimenticando il metodo provinciale, cioè il dialogo con Roma, per passare alla politica dello strappo". "Si è voluto a tutti i costi legiferare - ha detto Rossi - mentre si doveva costruire un’alleanza tra le altre Regioni e lo Stato in difesa del piccolo. Le gare, sono in totale contrasto sulle posizioni della Lega. La norma va sospesa e va aperto un confronto con il Governo: va fatta un’analisi immediata sugli effetti delle gare sui bilancio dei comuni che hanno fatto investimenti e che rischiano di fallire".

 

Comunità di valle. "Le idee che sembravano chiare in campagna elettorale, ora sono fumose". Un discorso simile a Paola Demagri (Patt), mentre per Zeni è importante prendere atto che ci sono funzioni e servizi, come l’urbanistica, "ma oggi, fino all’approvazione dell’assestamento, l’apparato burocratico è bloccato. Dopo tre anni, la Giunta avrebbe dovuto presentare una proposta di riforma".

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