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Coronavirus, scuola in presenza per i bambini fino alle medie e lockdown prorogato fino al 14 marzo. Ecco l'ordinanza altoatesina

Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha firmato l'ordinanza con cui proroga le restrizioni vigenti fino al 14 marzo. La situazione appare infatti in miglioramento, anche se non in maniera decisiva. Ecco le regole disposte

Di Davide Leveghi - 27 February 2021 - 10:04

BOLZANO. Informati i capigruppo in Consiglio provinciale, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato l'ordinanza numero 10 con cui si prorogano le chiusure per negozi, bar e ristoranti e si stabilisce la didattica in presenza solamente per i bimbi fino alle scuole elementari. Come annunciato lo scorso mercoledì in conferenza stampa, il Landeshauptmann ha allungato fino al 14 marzo la vigenza delle misure per il contrasto dell'epidemia di Covid-19, dopo che a inizio mese il rilevamento della variante inglese, più rapida nella trasmissione, aveva spinto a disporre regole da lockdown severo.

 

Rimarranno chiuse per altre 2 settimane, quindi, le attività commerciali, salvo quelle la cui apertura è già consentita (lavanderie, pompe funebri e, previa prenotazione, barbieri, parrucchieri ed estetisti, così come negozi al dettaglio che vendono generi alimentari o di prima necessità). Le serrande rimarranno abbassate anche per bar e ristoranti.

 

Sugli spostamenti continueranno a vigere i divieti se non per ragioni di salute, lavoro ed urgenze particolari, mentre l'attività di allenamento nei centri sportivi sarà garantita solamente agli atleti e alle atlete che gareggiano in eventi di carattere nazionale e internazionale.

 

Per quanto riguarda l'attività scolastica, nelle scuole medie, superiori e all'università, fino al 14 marzo si proseguirà con la didattica a distanza. Dall'1 marzo in poi, invece, i servizi alla prima infanzia e le scuole elementari passeranno alla didattica in presenza, salvo nei Comuni oggetto di particolari restrizioni collegate al rilevamento di casi da variante sudafricana (Merano, Rifiano, Lana, San Pancrazio, Moso in Passiria, San Leonardo in Passiria, Caines e Malles Venosta).

 

 

“Vediamo una chiara tendenza alla diminuzione delle infezioni. Anche se stiamo testando di più, i numeri assoluti stanno diminuendo e così il tasso di positività. Ora è sotto al 2% - ha dichiarato il presidente Kompatscher di fronte ai capigruppo riuniti via meet – purtroppo non possiamo ancora abbassare la guardia: negli ospedali, soprattutto anche nelle unità di terapia intensiva, l'effetto delle misure si riverbera più tardi, come dimostra l'esperienza. Qui registriamo miglioramenti lievi ma non ancora decisivi”.

 

Sulle mutazioni, il governatore altoatesino ha poi aggiunto: “Le misure in Alto Adige vengono eseguite secondo le linee guida del Ministero della Salute italiano e sono paragonabili ad altre aree in Europa. Sono arrivati in molti alle stesse conclusioni, compreso il nostro vicino del nord, il Tirolo”. Nel caso specifico della variante sudafricana, per cui rimangono in vigore misure ad hoc per singoli Comuni – tra cui, la più importante, riguarda l'obbligo di presentare un tampone negativo effettuato almeno 72 ore prima per entrare o uscire dal territorio comunale: “Siamo consapevoli che lo sforzo nei Comuni interessati è particolarmente elevato a causa delle misure speciali vigenti in loco: per la popolazione così come per i dipendenti comunali, le forze dell'ordine e tutte le categorie coinvolte. Fortunatamente, i cittadini stanno attuando le misure in modo disciplinato e paziente e stanno aiutando a mantenere la diffusione entro i limiti facendo molti test”.

 

Tra gli argomenti trattati, oltre alle misure in vigore fino al 14 marzo, Kompatscher ha poi tirato in ballo i servizi all'infanzia e il secondo pacchetto di aiuti Covid, attualmente in fase di elaborazione. “Il nostro obiettivo è quello di garantire il sostentamento dei dipendenti, delle famiglie, dei liberi professionisti e delle aziende”, ha detto Kompatscher, illustrando la proposta di stanziare circa 500 milioni di euro di fondi aggiuntivi nella legge di bilancio provinciale.

 

Sui servizi all'infanzia per tutte quelle famiglie che hanno esigenze lavorative che impediscono l'accudimento, la Provincia ha fatto il punto, indicando in una cifra di 1000 bambini il numero di utenti del servizio. “La chiusura delle strutture assistenziali ed educative rappresenta una decisione difficile e imprescindibile, come imprescindibile è stato attivare il servizio d'emergenza per consentire ai genitori che non potevano sospendere l'attività lavorativa e non disponevano di altre possibilità di assistenza”, ha spiegato l'assessora provinciale alla Famiglia Waltraud Deeg, illustrando anche i numeri degli addetti dei servizi alla prima infanzia che potranno vaccinarsi, pari a 900 persone.

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