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Coronavirus, Zeni: ''Ma i test salivari che fine hanno fatto? Tanti annunci per poi usarli solo nel progetto nazionale del ministero?''

Per capire le ragioni e la destinazione degli investimenti fatti dalla Provincia in materia test salivari, il consigliere del Partito democratico ha depositato un'interrogazione: "A circa un anno di distanza dalle previsioni di avvio di questi strumenti in Trentino, non si è concretizzato ancora nulla, se non l’adesione al progetto nazionale, così come avviene in tutte le altre Regioni"

Di L.A. - 20 settembre 2021 - 13:53

TRENTO. "A circa un anno di distanza dalle previsioni di avvio di test salivari di massa in Trentino, non si è concretizzato nulla di più che l’adesione al progetto nazionale 'Sentinella', come in ogni altra regione del Paese". Queste le parole dell'ex assessore Luca Zeni (Partito democratico). "Dopo una serie di anticipazioni estemporanee, la Giunta provinciale annunciava a inizio ottobre 2020 di aver stanziato oltre un milione per avviare da lì a un mese un massiccio incremento dei tamponi mediante questo strumento messo a punto dal Cibio".

 

La Provincia si è spesa per annunciare questo nuovo strumento nella lotta a Covid e nella capacità di implementare il tracciamento delle positività già a novembre dell'anno scorso (Qui articolo). A inizio 2021 è iniziata la sperimentazione al drive through di Trento Sud, un migliaio di campioni raccolti in parallelo ai tamponi naso-faringei per verificare la sensibilità e l'attendibilità.

 

I laboratori per processare i test sono pronti e il personale selezionato da metà febbraio ma le tempistiche si sono allungate per ottenere le varie certificazioni tra il semaforo verde a livello nazionale e quello del Comitato etico dell'Apss. "Eravamo all’inizio della fase 2 della pandemia - dice Zeni - avere a disposizione nell’inverno 2020 migliaia di test salivari avrebbe fatto la differenza nella battaglia al virus. In realtà in quei mesi non è stato somministrato alcun tampone salivare e le energie della Giunta si sono concentrate sulle modalità di trasmissione dei dati delle persone positive a Roma, al fine di rimanere in zona gialla".

 

Il 12 dicembre 2020 un comunicato della Provincia annunciava: “Test salivari, iniziato il conto alla rovescia nei laboratori di Mattarello”, e comunicava l’avvio in “poco più di un mese”, con 3000 tamponi al giorno a regime.

 

"Nei mesi successivi - prosegue Zeni - ciclicamente la Provincia annunciava l’imminente avvio dell’utilizzo dei tamponi salivari, giustificando il ritardo con questioni autorizzatorie e burocratiche, anche se è noto che le procedure per ogni provvedimento che riguarda il Covid hanno subito una sburocratizzazione senza precedenti. Finalmente a giugno è stata comunicata l’avvio di una fase sperimentale per partire massicciamente con l’avvio dell’anno scolastico a settembre".

 

A fine agosto la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il piano per il monitoraggio della circolazione Covid nelle scuole attraverso i test salivari, sviluppati dal Cibio. "A inizio settembre è stato comunicato l’avvio dell’analisi in alcune scuole della Provincia - continua l'ex assessore - lasciando intendere che fosse una peculiarità trentina. In realtà il progetto vale per tutto il Paese".

 

Dai "mille test salivari al giorno in alcune scuole sentinella del Friuli Venezia Giulia" alle "Marche apripista, la Conferenza Stato – Regioni dice ok alla proposta dei test salivari a campione nelle scuole, la Regione sta concludendo l’acquisto di 500.000 tamponi salivari". Progetto simile in Veneto con il governatore Luca Zaia a spiegare che "Il progetto nazionale per la scuola è mutuato dal progetto delle scuole sentinella della Regione".

 

Questo screening nazionale "dovrebbe essere avviato relativamente presto - il commento del presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher - ma si partirà dal Lazio come regione pilota. In Alto Adige sono previsti circa 1.000 test la settimana il che significa che verranno coinvolti circa 500 alunni. E’ quindi un monitoraggio a campione".

 

Da qui l'interrogazione depositata in Provincia da parte del consigliere provinciale del Partito democratico per chiedere "quanto sia stato investito complessivamente dalla Provincia sul progetto di tamponi salivari del Cibio, e se tale investimento sia giustificato alla luce che ormai i tamponi salivari sono reperibili e diffusi sul mercato", "quando si prevede di poter usare in maniera diffusa questo strumento (“3.000 tamponi al giorno” era l’obiettivo annunciato come imminente nell’ottobre 2020), soprattutto nelle scuole con studenti di età inferiore ai 12 anni e quindi non vaccinabili in questo momento" e "quali siano i costi complessivi per la riapertura dei laboratori del Cibio a Rovereto", conclude Zeni.

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