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Fugatti ci ricasca e sui social trasforma l'Aquila di San Venceslao in una terribile Acquila da matita rossa

Dalla gaffe dell'assessore alla cultura e istruzione Mirko Bisesti che subito dopo la nomina aveva esordito con un bel ''dipartimento della conoscienza'' a quella dello stesso presidente (e altri della maggioranza compreso Bisesti) che avevano chiamato la compagna di gare di Tita Banti, Banfi

Di Luca Pianesi - 19 agosto 2021 - 16:46

TRENTO. Prima ha chiamato la sua compagna di avventura Banfi e non Banti, esultando sui suoi canali social inneggiando il cognome del noto comico pugliese e non quello della velista campionessa olimpica assieme al ''nostro'' Ruggero Tita. Oggi il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ha deciso di annunciare urbi et orbi che domani (il 20 agosto) ''consegneremo a Ruggero Tita, primo trentino a vincere una medaglia d'oro alle olimpiadi estive, l'Acquila di San Venceslao, la più alta onorificenza delle istituzioni dell’autonomia''.

 


 

E pensare che qualcuno era convinto che fosse l'Aquila di San Venceslao ''la più alta onorificenza delle istituzioni dell'autonomia'' e non quella bestia acquatica nata dalla fantasia della più alta carica delle istituzioni dell'autonomia, il presidente del Trentino. Un errore da matita rossa che va ad aggiungersi a quello, ormai passato ai posteri, dell'assessore alla cultura e all'istruzione Mirko Bisesti che appena nominato aveva esordito scrivendo: "Appena conclusa la mia visita al Dipartimento Conoscienza" aggiungendo una terribile ''i'' alla conoscenza e rendendosi protagonista di una gaffe clamorosa.

 

Oggi il presidente Fugatti ha pensato bene di fare di peggio rendendo l'Aquila un essere in qualche modo acquatico con tanto di ''cq'' a trasformare, così, il fenomenale rapace simbolo del Trentino. Un errore marchiano ripetuto su tutti i suoi canali social, da Facebook a Twitter passando per Instagram e ancora online dopo oltre un'ora. Viene davvero da chiedersi, a questo punto, se non sia una strategia per rivoluzionare l'italiano in itagliano e il Trentino in un più spedito Trenino. Ai ''poster'' l'ardua sentenza con buona pace di Lino ''Banfi'' e la ''conoscienza'' dei simboli dell'autonomia.

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