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Indennità ai consiglieri, Degasperi: ''Adesso tutti si stracciano le vesti ma dal Pd al centrodestra avevano bocciato emendamenti e leggi per cancellare gli adeguamenti''

E' ancora polemica dopo la votazione in Regione che ha portato a sbloccare l'adeguamento Istat ai consiglieri. Degasperi (Onda civica): "In questi ultimi 2 anni sono stati presentati diversi disegni di legge in questo senso. Ma non si è raggiunto nulla. Tutto bloccato perché centrosinistra e centrodestra non sono voluti intervenire in maniera costruttiva per tagliare i meccanismi"

Di Luca Andreazza - 23 luglio 2021 - 21:18

TRENTO. "E' stucchevole assistere alla morale bipartisan per l'adeguamento delle indennità". Così Filippo Degasperi (Onda civica). "Bastava approvare gli emendamenti oppure i disegni di legge presentati in questi anni se ci fosse stata la volontà di cancellare questo meccanismo".

 

E' ancora polemica dopo la votazione in Regione che ha portato a sbloccare l'adeguamento Istat stabilito con una legge nel 2012 quando era stato fissato il limite delle indennità. Questa norma prevedeva una rivalutazione annuale che però non è stata applicata e che era stata poi osteggiata dalle opposizione anche a fronte della situazione economica in cui vivono molte famiglie causa emergenza Covid.

 

"A novembre 2019 Paccher aveva presentato un documento per la rideterminazione degli assegni vitalizi e di reversibilità secondo il metodo di calcolo contributivo. E avevo collegato insieme a Lucia Coppola e Paolo Ghezzi alcuni emendamenti per sopprimere gli adeguamenti Istat delle indennità e dei rimborsi. Il centrosinistra - spiega Degasperi - ha voluto quella norma nel 2012 e il centrodestra ora la applica. Nulla cambia per il futuro perché gli scatti avvengono semplicemente sulla base della media quinquennale invece che annuale. Intanto però ci sono i vari adeguamenti".

 

Gli emendamenti erano stati bocciati a larga maggioranza: 45 i "No" alla soppressione degli adeguamenti automaticisolo 14 i "" (Lucia Coppola, Filippo Degasperi, Riccardo Dello Sbarba, Peter Faistnauer, Brigitte Foppa, Paolo Ghezzi, Paul Koellensperger, Alex Marini, Alex Ploner, Franz Ploner, Elisabeth Maria Rieder, Ugo Rossi, Hanspeter Staffler e Josef Unterholzner) e 3 astenuti (Myriam Atz Tammerle, Luca Guglielmi e Sven Knoll). Invece non avevano partecipato alla votazione Claudio Cia, Maurizio Fugatti, Arno Kompatscher e Mario Tonina.

 

Non molto diversa la votazione su un altro emendamento: 43 "No", 13 "Sì", 4 astenuti e 5 non votanti. In quel caso con Michele Dallapiccola passato tra gli astenuti; Savoi, Zeni e Olivi tra i non votanti e Fugatti è transitato sul "No". "Il Partito democratico che ha votato contro l'emendamento degli scorsi giorni e adesso si espone contro la norma (Qui articolo), si era espresso con un 'No' ai documenti per abolire il meccanismo", dice Degasperi. 

 

 

Mercoledì durante la discussione sulla manovra di assestamento del bilancio regionale, con un emendamento presentato da Josef Noggler, sostenuto da Svp e Lega, si è deciso di sbloccare l'adeguamento fermo da inizio legislatura e con in corso un ddl per abolirlo: via libera in sostanza alla liquidazione degli arretrati di 8 anni e rivalutazione sbloccata, quest'ultimo potrebbe portare fino a quasi 600 euro in più al mese allo stipendio di 9.800 euro lordi mensili (Qui articolo).

 

 

"Ci sarebbe stata la possibilità di intervenire per togliere automatismi. In questi ultimi 2 anni - evidenzia il consigliere di Onda civica - sono stati presentati diversi disegni di legge in questo senso. Ma non si è raggiunto nulla. Addirittura una trattazione è arrivata anche alla fase istruttoria dopo aver sentito accademici, esperti e sindacalisti. Tutto si è bloccato perché centrosinistra e centrodestra non sono voluti intervenire in maniera costruttiva per tagliare i meccanismi".

 

 

Un riferimento va al ddl di Koellensperger, il documento prevedeva anche la disciplina degli accantonamenti precedenti alla legislatura. Ma si è bloccato per la difficoltà nell'intervenire in forma retroattiva. "La norma si è arenata. Oltre agli emendamenti - aggiunge Degasperi - ho presentato un disegno di legge per riprendere il discorso: un documento più agile per prendere in considerazione la possibilità di abolire gli adeguamenti automatici in vari campi tra indennità e rimborsi. Avevo proposto anche di istituire un fondo per l'emergenza Covid per la gestione degli accantonamenti volontari. Sono stato criticatissimo proprio da quelli che oggi si stracciano le vesti sul via libera all'attuazione della norma".

 

 

Il consigliere di Onda civica aveva anche proposto il taglio del 50% dei rimborsi spese a forfeit in quanto il Consiglio regionale era chiuso a causa dell'emergenza. "La consigliera Mattei ha risposto che si tratta di un argomento molto delicato che dovrebbe portare rispetto alla situazione attuale dei cittadini, mentre a suo avviso il provvedimento avrebbe rappresento una proposta di cattivo gusto, riducendosi ad un circolo vizioso in cui qualsiasi cifra non sarebbe appropriata". Il rischio sarebbe stato per il carroccio quello di far "salire la rabbia dei cittadini", mentre Urzì ha spiegato di "fare rinunce" da 7 anni e di essere disponibile a mostrare le ricevute delle sue azioni di beneficenza, che sono state caratterizzate dalla riservatezza.

 

Il ddl è stato poi bocciato in Commissione con il solo voto favorevole di Marini (Movimento 5 stelle). "Intanto un altro disegno di legge è finito nel dimenticatoio dopo le audizioni e entrati nella fase istruttoria. Però adesso che gli adeguamenti sono passati, c'è la gara a prendere le distanze dal voto. Bastava approvare gli emendamenti oppure le norme proposte", conclude Degasperi.

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