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L’appello delle associazioni contro il “ddl salva slot”: “Il gioco d’azzardo incrementa le diseguaglianze sociali anziché diminuirle”

Cnca e Ama chiedono al Consiglio provinciale di bocciare il ddl Leonardi sulle slot machine: “ La proposta tende a vanificare la legge esistente che sta cominciando a dare risultati significativi”. Anche i sindaci trentini contrari al provvedimento: “L’illimitata e incontrollata possibilità di accesso al gioco accresce il rischio di dipendenza”

Di Tiziano Grottolo - 27 febbraio 2021 - 15:47

TRENTO. A chi giova? È questa la domanda che si pongono in molti in riferimento al tanto discusso disegno di legge Leonardi che si propone di far saltare il provvedimento, entrato in vigore nell’agosto 2020, nato per mettere dei paletti alle slot machine e arginare la ludopatia. Peraltro questo non è nemmeno il primo tentativo visto lo stesso consigliere Giorgio Leonardi, di Forza Italia, aveva tentato un blitz con un emendamento (poi ritirato) fatto inserire nella legge per l’assestamento di bilancio.

 

Tirando le somme del dibattito avvenuto in Quarta commissione, chiamata ad esprimersi sul provvedimento prima di farlo sbarcare nell’aula del Consiglio provinciale, solo le associazioni di categoria si sono dichiarate favorevoli al “ddl salva slot”, contrari buona parte degli imprenditori e della società civile. Provvedimento fortemente osteggiato pure dalle associazioni che combattono la ludopatia.

 

Dal canto loro i sindaci trentini si sono espressi in questo modo: “È del tutto evidente come un’illimitata e incontrollata possibilità di accesso al gioco accresca il rischio, di per sé già elevato, di diffusione di fenomeni di dipendenza, con conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, sia a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali, chiamati a contrastare patologie e situazioni di disagio connesse alle ludopatie. Ciò premesso, in continuità con gli orientamenti già espressi e che qui si confermano, il Consiglio delle autonomie locali ha espresso unanime contrarietà rispetto ai contenuti della proposta normativa in oggetto”.

 

Anche Claudio Bassetti, per conto del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), e Cecilia Dal Rì, dell’Associazione Auto Mutuo Aiuto (Ama), hanno dichiarato la loro “totale contrarietà. La proposta – sottolineano – tende a vanificare la legge esistente che sta cominciando a dare risultati significativi. Fra le misure previste elenchiamo: la riduzione del numero dei luoghi sensibili, la diminuzione del distanziamento per l’installazione delle slot machine molto vicino ai luoghi sensibili, la possibilità di rimettere gli apparecchi tolti a seguito dell’applicazione della normativa vigente, l’eliminazione delle agevolazioni economiche per gli esercenti che intendono chiudere i contratti con i gestori, l’introduzione delle agevolazioni Irap per le sale gioco”.

 

I motivi di questa netta presa di posizione sono molteplici, come le ingenti ricadute sociali ed economiche sulla comunità: “Il denaro immesso dai cittadini-giocatori viene sottratto alla spesa per beni e servizi e non incentiva la produzione di ricchezza nel territorio e il benessere di persone e famiglie”, spiegano Ama e Cnca. Inoltre, secondo Bassetti e dal Rì il gioco d’azzardo agisce a livello sociale come una tassa regressiva che “incrementa le diseguaglianze sociali anziché diminuirle, anche quando non scade nella patologia”. È per queste ragioni che le due associazioni chiedono al Consiglio provinciale di confermare la normativa attualmente in vigore bocciando il ddl Leonardi.

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