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Sgarbi presidente del Mag? È scontro fra Riva e Arco. Trebo: “Ingenuo pensare di rispondere ai problemi del museo solo con una nomina mediatica”

La sindaca di Riva del Garda invoca Sgarbi alla guida del Mag: “La sinistra non lo vuole perché non le è simpatico? Se ne facciano una ragione”. Le perplessità di Arco, Trebo: “Basito di fronte a certe esternazioni, eppure né lei né l’assessora alla cultura hanno mai sollevato la questione nelle sedi opportune”

Di Tiziano Grottolo - 25 luglio 2021 - 16:47

ALTO GARDA. “Se anche fossi un sindaco di sinistra, questa opportunità non me la lascerei scappare perché voglio una Riva del Garda che pensi in grande e in grande progetti il rilancio dopo il Covid”. A parlare è la prima cittadina Cristina Santi, mentre “l’opportunità” a cui si fa riferimento è quella di avere Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mag, il Museo Alto Garda.

 

“Il nostro museo, il Mag, non ha una gestione efficiente, a causa di scelte delle vecchie amministrazioni di sinistra, senza visione”, prosegue Santi. “Abbiamo una opportunità unica: chiamare alla guida del Mag proprio Sgarbi che ha offerto la propria disponibilità, e peraltro, come da regolamento, del tutto gratuitamente. Sgarbi, in campo artistico, significa due cose: grande competenza e grande visibilità, proprio le cose di cui abbiamo bisogno per rinascere. La sinistra non vuole Sgarbi perché non le è simpatico? – conclude la sindaca – Bene, la sinistra se ne farà una ragione”. Sicuramente Sgarbi è un personaggio che di visibilità ne porta, anche se non sempre è quella che ci si aspetterebbe dal presidente di un ente museale.

 

Il nodo della questione però è anche un altro, infatti all’amministrazione arcense il nome di Sgarbi non piace. La replica alla sindaca quindi è stata affidata assessore alla cultura e all’istruzione: “Stimo Santi ma alcune considerazioni sulla gestione del nostro museo, mi ha lasciato davvero basito”. Trebo, pur riconoscendo alcune difficoltà di gestione del Mag, sottolinea come sia stata proprio l’amministrazione di Arco ad aver segnalato più volte, durante le riunioni della Conferenza dei Sindaci (che attualmente regge il Mag in attesa della nomina del Cda), alcune questioni relative all’amministrazione, alle strategie comunicative e al personale. “Non capisco – dice Trebo – come mai Santi e l’assessora alla cultura Silvia Betta non abbiano mai esposto le loro perplessità in tale contesto. Risulta altresì curiosa e forse un poco ingenua la volontà di Riva del Garda di voler rispondere a tutte queste esigenze con la semplice nomina di un presidente di grande peso mediatico”.

 

L’assessore alla cultura, in maniera molto diplomatica ma forse non priva malizia, fa notare che sì, sicuramente Sgarbi ha le doti del grande critico d’arte ma che in fondo, visti i numerosi incarichi che già lo tengono impegnato (è parlamentare, sindaco e presidente del Mart per citarne solo alcuni) “potrebbe non garantire quella presenza continua e costante sul territorio e quell’attenzione alle piccole cose pratiche che invece rappresentano le esigenze più stringenti della nostra istituzione”. In altre parole secondo Trebo assegnare la presidenza a Sgarbi potrebbe persino esserecontroproducente” per il museo “rischiando di ingolfarlo definitivamente”.

 

In buona sostanza sul Mag si stanno scontrando due progetti contrapposti che riguardano da un lato la visione “politica” dell’idea che sta dietro al futuro del Mag, senza però dimenticare la questione economica. “In fin dei conti – conclude Trebo – vogliamo un museo che ospiti semplicemente qualche opera di passaggio proveniente da altri territori per staccare qualche biglietto in più, rinunciando a un’istituzione più snella, meno onerosa per la comunità, capace di ragionare sul territorio, capace di creare il patrimonio culturale che lasceremo ai figli e ai figli dei nostri figli?”.

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