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Sui consorzi irrigui spunta il ddl “urgente” della Giunta leghista che però si è “dimenticata” di sentire la Federazione: “Avvisati tramite la newsletter”

Fra emendamenti bocciati e procedure “urgenti” un nuovo ddl crea scompiglio fra i consorzi irrigui e di bonifica. Inoltre dal Ministero emergono già delle criticità. Dallapiccola: “La Giunta ha deciso di agire senza chiedere niente a nessuno rischiando di mettere gli enti uno contro l’altro”

Di Tiziano Grottolo - 17 settembre 2021 - 09:47

TRENTO. Nelle scorse ore, con 4 voti a favore e 3 astensioni, la Seconda commissione ha dato il via libera al disegno di legge 115 sulle “prestazioni extra per i consorzi di bonifica”. Un provvedimento proposto con procedura d’urgenza dalla Giunta e presentato dall’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli. Il ddl, che prossimamente dovrà superare l’esame del Consiglio provinciale, punta a integrare la disciplina provinciale in materia di miglioramento fondiario, prevedendo che, per l’accesso ai bandi legati alle risorse messe a disposizione del settore agricolo dal Recovery Fund, i consorzi di bonifica possano fornire prestazioni richieste da terzi e a titolo oneroso, anche oltre a quelle istituzionalmente previste. Prestazioni che la Giunta leghista vorrebbe “allargare” anche al di fuori dell’ambito territoriale ricompreso nel perimetro consorziale di riferimento.

 

“L’obiettivo – si legge nel comunicato diffuso dalla Provincia – è supportare i soggetti ed enti del territorio provinciale interessati dal miglioramento fondiario, consentendo ai consorzi di bonifica di apportare in loro favore il know-how, anche tecnico-amministrativo, e l’esperienza maturata nel settore, anche nell’esecuzione di opere, in una logica di collaborazione territoriale. Tutto questo per consentire a questi soggetti ed enti del territorio provinciale di intercettare in tempo utile importanti e possibili nuove risorse, come quelle del Pnrr, dedicate agli interventi irrigui, assicurando la possibilità di presentare domanda per la partecipazione ai relativi bandi”. Stando così le cose a beneficiare dell’intervento sarebbero le realtà come il Consorzio trentino di bonifica che, semplificando molto ma per aiutare a comprenderne il principale impegno, gestisce le idrovore che dalle campagne fanno defluire l’acqua nell’Adige tenendo i terreni (circa 300 ettari) liberi.

 

Eppure la nuova norma che la Giunta leghista vorrebbe far approvare chiama in causa principalmente la Federazione provinciale del consorzi irrigui e di miglioramento fondiario che riunisce circa 230 consorzi per circa 12.500 ettari irrigati. Peccato che né l’assessora che ha proposto il ddl né la Giunta si siano disturbati a sentire il principale ente del settore. Come conferma il direttore della Federazione, Lorenzo Cattani, lo stesso ente è venuto a conoscenza del ddl solo tramite la newsletter del Consiglio provinciale. “Appena abbiamo scoperto questa proposta di legge abbiamo provato a informarci ma il tempo è stato pochissimo, anche per questo abbiamo indetto un’assemblea straordinaria per discuterne fra i vari consorzi anche se le prime impressioni sul ddl sono contrarie”.

 

Peraltro la Federazione in questo momento è impegnatissima per predisporre i progetti, con un valore che si aggira intorno agli 86 milioni di euro, da inserire nel Recovery Fund. “L’unica cosa che abbiamo potuto fare – aggiunge Cattani – è stata convocare il consiglio per metterlo al corrente della situazione e sentire le varie posizioni”. Non solo, perché il ddl leghista potrebbe partire zoppo. Stando alle risposte anticipate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per accedere ai fondi del Pnrr, ai consorzi non sarà consentito effettuare interventi che ricadono nei territori di competenza di altri consorzi. Il problema è facile da comprendere. Da un lato la Provincia dice di aver attivato la procedura d’urgenza per consentire di intercettare le risorse del Pnrr, dall’altro però il Ministero fa sapere che questo tipo di interventi non saranno ammessi nel finanziamento.

 

Insomma un film già visto, lamentano le minoranze, nonché uno sgarbo al bon ton istituzionale. In sostanza ogni volta che la Giunta leghista vuole forzare la mano, annullando il dibattito, attiva la cosiddetta procedura d’urgenza. Così si deve procedere a tappe forzate (ma con il rischio di incappare in errori grossolani) e l’approvazione dell’iniziativa è quasi scontata. Come sottolinea il consigliere del Patt Michele Dallapiccola però, ci sarebbe da chiedersi quale sia la necessità di attivare tale procedura. “Come al solito – il commento di Dallapiccola – la Giunta ha deciso di agire senza chiedere niente a nessuno rischiando di mettere gli enti uno contro l’altro”.

 

Dal canto suo il Partito autonomista (su iniziativa dello stesso Dallapiccola) aveva proposto un emendamento che avrebbe previsto la mediazione della Federazione nella stipula degli accordi fra singoli consorzi irrigui. Questo voleva essere un modo per evitare che i vari enti entrassero in competizione facendosi concorrenza. Il provvedimento però è stato respinto con 4 voti contrari, uno a favore (Pd) e due di astensione di Pietro De Godenz (Upt) ma anche a sorpresa dell’autonomista Lorenzo Ossanna. L’assessora Zanotelli ha precisato che dal suo punto di vista non c’è il rischio di concorrenza perché la Provincia ha istituito un tavolo tra questi enti che assicura la collaborazione a vantaggio dell’intero sistema agricolo del Trentino. Ciononostante i dubbi degli enti e delle minoranze restano.

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