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Ugo Rossi in Azione. Raffaelli: ''Per noi un salto di qualità. C'è da battere la peggior Giunta provinciale della storia del Trentino''

Dopo aver lasciato il Patt nei giorni scorsi, l'ex governatore ha sciolto velocemente le riserve per approdare al partito di Carlo Calenda. Una decisione nell'aria da tempo e da qualche giorno l'ex autonomista ha ''sprecato'' like e ''retweet'' per Laura Scalfi e Mario Raffaelli, referenti provinciali del movimento, e poi ancora per Azione più in generale

Di Luca Andreazza - 02 marzo 2021 - 13:16

TRENTOUgo Rossi entra ufficialmente in "Trentino in Azione". Dopo aver lasciato il Patt nei giorni scorsi, l'ex governatore ha sciolto velocemente le riserve per approdare al partito di Carlo Calenda

 

"Sono convinto dai contenuti e dalle competenze di questo movimento. Si parte dai problemi e dalle proposte, si lavora in modo rigoroso e concreto: Azione rappresenta un luogo privilegiato perché non partecipa agli scontri tra tifoserie politiche e si possono portare avanti le proprie idee. Il metodo e gli obiettivi sono aspetti fondamentali e mi ritrovo in questi valori, così come quelli contenuti nel manifesto di fondazione". Queste le prime parole di Rossi nella sua nuova collocazione politica.

 

Una decisione nell'aria da tempo e da qualche giorno l'ex autonomista ha ''sprecato'' like e ''retweet'' per Laura Scalfi e Mario Raffaelli, referenti provinciali del movimento, e poi ancora per Azione più in generale. 

 

"Questa scelta - commenta Mario Raffaelli - ha sollevato interesse e inevitabili commenti. Già alcuni immaginano scenari per le elezioni del 2023. C'è attenzione e questa è la Giunta provinciale peggiore della storia del Trentino. E' presto ma è comunque tempo per organizzarsi. Non esiste una sceneggiatura, non ci sono ruoli prefissati, c'è un processo politico da elaborare tra programmi e radicamenti sul territorio".

 

L'ex governatore entra in un movimento moderato, europeista, lontano quindi da spinte ultranazionaliste e da destre populiste e sovraniste. "Il termine centrista rientra nella vecchia politologia. Vogliamo essere centrali - dice il referente provinciale - perché questo chiede una società moderna, cioè la capacità di elaborare proposte in grado di conciliare sfide difficili: coniugare l'eguaglianza e la tutela dei deboli con la crescita personale. Unire la solidarietà e l'immigrazione tra un'integrazione virtuosa e la corretta gestione dei confini. Puntare sulla transizione ecologica, ma salvaguardare una dinamica economica che consente di sviluppare il territorio".

 

Il perimetro valoriale viene ben definito. "Una cultura riformista europea, unire liberal-democratici e popolari che da sole che ci collocano automaticamente sovranisti e populisti. In questo caso - aggiunge Raffaelli - aggiungiamo una sensibilità sull'autonomia per la nostra collocazione speciale. Il territorio e l'autonomia non sono concetti autosufficienti in questo mondo globale. Non ci può essere un'illusione che si può saltare il livello nazionale per passare dal Trentino all'Europa. Si devono costruire circuiti e relazioni virtuosi con i territori circostanti, con Roma e con l'Unione europea. In questo contesto di pandemia, avere autonomia dovrebbe consentire di gestire i problemi in modo migliore e con soluzione innovative che poi possono servire al governo nazionale. Questo è il senso più importante della scelta di Rossi, un grande rafforzamento e un salto di qualità per Azione".

 

Archiviate le elezioni amministrative nel 2020, si inizia a guardare al 2023 per la corsa a piazza Dante. "Credo che il compito sia quello di ripetere quanto portato avanti a Trento e Rovereto: dobbiamo scegliere in tempo utile il candidato alla sfida e creare uno schieramento innovativo", dice Raffaelli, mentre Rossi aggiunge: "Non c'è ancora una coalizione, il lavoro è da fare. Personalmente ho iniziato, sono partito dalla mia esperienza negativa di una distruzione di un'alleanza. Le responsabilità in quel caso sono chiare, non è stato facile ma ho messo tutto da parte, per esempio, su Trento. Si deve costruire una proposta seria sui contenuti e sui valori delle persone, un'alternativa al leghismo. 

 

Si devono aprire dei ragionamenti. "Credo che sia importante tenere insieme sensibilità e valori di riferimento, parlare di ambiente e temi sociali. L'autonomia poi non può essere solo rivendicativa. Un esempio: c'è la crisi del turismo e da mesi chiedo una stima analitica dei danni. Ci sono un assessore e un presidente che però continuano a dire che si attendono Ristori: giusto ma poi bisogna usarli, se non c'è un piano, il rischio però è quello che non siano efficaci. L'autonomia non si deve limitare a rivendicare le risorse; significa responsabilità, un modello che non appartiene a questa Lega".

 

Una battuta sulle Stelle alpine. "Hanno le carte per riflettere sui contenuti e sulle questioni concrete sull'appartenenza. Oggi per me è tempo di parlare del mio impegno in Azione", conclude Rossi.

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