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Intesa tra Provincia e Università per investimenti in ricerca, alta formazione e assunzioni

Alcune novità riguardano il personale e in particolare il numero delle assunzioni in deroga e la possibilità di introdurre degli incrementi stipendiali per il personale tecnico-amministrativo, senza modificare il vincolo sul contenimento della spesa complessiva. In aggiunta al turn over, previsto comunque al 100% del personale cessato, la proposta è di una deroga di 7 Poe, mentre lo scorso anno il limite era stato fissato a 4 Poe

Di L.A. - 24 maggio 2019 - 19:43

TRENTO. Schema di intesa tra piazza Dante e Università, un documento proposto dall'assessore provinciale all'istruzione, università e cultura che definisce gli obblighi e i vincoli a carico dell'Ateneo per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per l’anno in corso.

 

Lo Statuto di Autonomia, infatti, riconosce la competenza esclusiva della Provincia per la determinazione degli obblighi relativi al patto di stabilità interno e al coordinamento della finanza pubblica nei confronti di enti e organismi finanziati, tra i quali proprio l’Università, con la quale viene raggiunta un’intesa, in mancanza della quale scattano obblighi e vincoli fissati a livello nazionale.

 

Per il 2019, come fatto negli anni precedenti, sono previsti vincoli su macrotemi come il controllo dell’indebitamento e dell’equilibrio economico, la definizione delle assunzioni e del contenimento delle spese di personale, la qualificazione della spesa in ricerca, alta formazione e investimenti, il contenimento dei costi cosiddetti “comuni” (servizi, materiali di consumo, ammortamenti e oneri vari di gestione) e la condivisione dei servizi con le società di sistema provinciale. 

 

Alcune novità riguardano il personale e in particolare il numero delle assunzioni in deroga e la possibilità di introdurre degli incrementi stipendiali per il personale tecnico-amministrativo, senza modificare il vincolo sul contenimento della spesa complessiva. In aggiunta al turn over, previsto comunque al 100% del personale cessato (vincolo applicato anche per docenti e ricercatori), la proposta è di una deroga di 7 Poe, mentre lo scorso anno il limite era stato fissato a 4 Poe.

 

L’Ateneo ha evidenziato la necessità di ampliare la propria dotazione di personale da destinare a laboratori di ricerca avanzata, alla sicurezza e al rispetto degli obblighi di legge relativamente agli immobili e ai sistemi informativi.

 

Altre aree riguardano, invece, il consolidamento delle funzioni acquisti e gare, il reclutamento personale, la gestione privacy/legale, il trasferimento tecnologico, i rapporti con imprese, la gestione eventi, il supporto amministrativo ai Dipartimenti e i servizi didattici. 

 

Si prevede, inoltre, la sottoscrizione di un contratto collettivo integrativo per il periodo 2019/2021 che consenta, per il personale tecnico amministrativo e per i collaboratori esperti linguistici con anzianità di servizio minima, un adeguamento retributivo permanente finalizzato a ridurre il gap retributivo tra gli stipendi del personale amministrativo provinciale e quello dell’Università.

 

Altre assunzioni sono previste per stabilizzazioni e per ricercatori a tempo determinato, in quest’ultimo caso purché siano cofinanziate da enti di ricerca nazionali o euro regionali. Per il personale dirigente e tecnico amministrativo è prevista l’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale stabilita attraverso il rinnovo del contratto collettivo nazionale del prossimo triennio. Viene confermato il sistema di trattamento economico differenziato in relazione a criteri di merito individuali e degli strumenti di flessibilità gestionale delle prestazioni lavorative e il sistema premiale dei dirigenti basato sulla valutazione periodica.

 

Per quanto riguarda gli altri nodi dell’intesa, Università e Provincia puntano a qualificare la spesa dell’ateneo, mantenendo il rapporto tra costi istituzionali e costi totali almeno pari al 65%. Per costi istituzionali si intendono quelli per personale docente e ricercatore, gli interventi a favore di studenti, le borse di studio, gli assegni di ricerca, i servizi e gli acquisti a favore della ricerca e della didattica. 

 

Un altro punto d’interesse riguardala condivisione dei servizi con le società di sistema provinciale: se sussistono condizioni di efficacia, economicità e standard compatibili, l’Ateneo dovrà avvalersi dei servizi offerti dalle agenzie e dagli enti strumentali della Provincia. Inoltre, per acquisti di beni e forniture d’importo pari o superiore alla soglia comunitaria finanziati da risorse provinciali, l’Ateneo dovrà avvalersi delle convenzioni sottoscritte dall’Apac (l’Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti) e degli strumenti del mercato elettronico provinciale. Fuori da questi casi e per i contratti connessi all'attività di ricerca scientifica non standardizzati e non aggregabili, l’Università è autorizzata ad effettuare autonome procedure di gara anche per importi pari o superiori alle soglie comunitarie.

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