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Stop al corso di laurea Agrifood? Segrè: ''Nessun blocco, stupito dalle polemiche ma pronti a farne capire l'importanza. Così valorizziamo i ricercatori''

Dopo le critiche arrivate da alcuni componenti del Centro agricoltura alimenti ambiente la Provincia ha chiesto un incontro chiarificatore con la convocazione del Consiglio di amministrazione della Fondazione Edmund Mach. Il presidente Segrè: "Nessuno svuotamento progressivo del Centro di Ricerca e Innovazione ma anzi una valorizzazione dei ricercatori che proseguiranno la loro attività"

Di Giuseppe Fin - 28 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. “Sono un po' stupito dalle polemiche ma allo stesso tempo disponibile come sempre a spiegare il percorso che è stato fatto in maniera trasparente”. Il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segré risponde in questo modo ad alcune polemiche comparse sulla stampa e che riguardano la nascita del nuovo corso di laurea Agrifood innovation management.

 

Un corso importante non solamente perché va a rispondere ad alcune esigenze raccolte direttamente dal territorio ma anche perché il percorso che ha portato a questo nuovo progetto ha permesso un risparmio economico e la possibilità di valorizzare in Trentino dei ricercatori che hanno l'abilitazione all'insegnamento.

 

“Questa iniziativa – ha spiegato Segrè – è partita nel 2016 con il mettere assieme la Fondazione e l'Università con lo scopo di valorizzare le ricerche e la didattica del e per il territorio. Nella programmazione che è stata adottata nel 2016 avevamo l'attivazione del corso di laura in viticoltura ed enologia che già c'era ma veniva erogato dall'università di Udine con una convenzione costosa e con l'obbligo degli studenti di spostarsi continuamente. Poi avevamo un dottorato di ricerca finanziato con la fondazione in collaborazione con atenei esterni”.

 

Corsi che quindi portavano ad un impegno anche finanziario non di poco conto ma anche la non valorizzazione di diversi ricercatori.

 

“Quando sono arrivato nel 2015 – continua Segrè - avevamo 44 ricercatori abilitati all'insegnamento universitario e per questo assieme al rettore abbiamo pensato di valorizzare queste competenze con l'università locale che non le aveva”.

In poco tempo l'accordo tra la Fem e l'Università ha permesso di portare a casa il corso tradizionale di viticoltura ed enologia che veniva svolto ad Udine. Si è riusciti anche ad attivare la magistrale in Meteorologia ambientale che è un tema di rilevanza per il mondo agricolo.

 

“Siamo riusciti a creare – ha spiegato Segrè - una filiera unica che va dall'Istituto fino al dottorato e sempre nel 2016, nel documento di programmazione del C3A (il Centro agricoltura alimenti ambiente) era ben specificato che avremmo poi attivato una laurea magistrale che avesse la A di alimenti. Un percorso originale nuovo che non esiste, in inglese e che però viene dopo una attenta analisi della domanda del territorio in particolare delle imprese agricole e alimentari”.

 

Ed è proprio questa nuova laurea che sembra ora aver fatto nascere delle polemiche da parte di alcuni componenti del C3A. Polemiche, spiega il presidente della Fem, che però non trovano giustificazioni.

 

“Sono stati fatti tutti i passaggi interni – spiega Segrè – a partire dal Comitato scientifico Fem al consiglio di amministrazione e il progetto è stato sempre approvato. Il percorso parallelo lo ha fatto l'Università. Abbiamo fatto un percorso trasparente e ne abbiamo discusso. Se c'è qualche critica siamo ben disponibili a spiegare anche perché l'ossatura del corso deve essere ancora costruita”.

 

Segrè risponde anche a chi critica il progetto temendo uno “svuotamento” progressivo del Centro di Ricerca e Innovazione . “Chi ha questi timori – afferma – non ha capito come funziona il meccanismo. Il ricercatore della Fondazione, se ha l'abilitazione, partecipa ad un concorso e se vince viene assunto all'Università ma rimane alla Fem e proseguirà la sua attività di ricerca. Non si sposterà di un centimetro”.

 

A chiedere un incontro chiarificatore è stata anche la Provincia che attraverso gli assessori Giulia Zanotelli e Mirko Bisesti, ha richiesto la convocazione del Consiglio di amministrazione della Fondazione Edmund Mach, per comprendere ulteriormente la portata, le dinamiche e l’assetto del nuovo corso di laurea. “Trovo particolarmente importante – ha precisato Segré – che sia arrivata questa richiesta ma eravamo già su questa linea. Lo avevamo già previsto perché riteniamo fondamentale un incontro di approfondimento nei tempi che ci indicheranno. Questo permetterà alla Giunta di comprendere meglio il percorso che abbiamo fatto in questi anni”.

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