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Università di Trento e Fondazione Caritro alleati per la ricerca scientifica e la formazione

Un circolo virtuoso per sostenere la produzione di conoscenza originale e innovativa e offrire maggiori opportunità di sviluppo per il territorio

Pubblicato il - 25 febbraio 2019 - 21:28

TRENTO. Un'alleanza tra istituzioni per puntare alla ricerca e alla formazione. Questo l'obiettivo dell'accordo che è stato firmato tra la Fondazione Caritro e l'Università di Trento.

 

Un accordo importante per sviluppare l’azione di supporto alla ricerca scientifica e tecnologica, per sostenere interventi nel campo dell’educazione, istruzione e formazione e per contribuire all’acquisto di attrezzature scientifiche ad alta precisione. La nuova convenzione quadro 2019 – 2021, rinnova le intese assunte in precedenza, ma con un obiettivo in più, un occhio di riguardo alle ricadute sul territorio della ricerca finanziata. La novità riguarda quei progetti finanziati nell’ambito dell’accordo, che riusciranno ad avviare l’iter di brevettazione.

 

Alla Fondazione sarà garantito un ritorno minimo del 5% del valore complessivo del brevetto: risorse che saranno reimmesse nelle azioni di finanziamento alla ricerca, sia verso la stessa Università, sia verso la Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina, costituita lo scorso dicembre da Fondazione Caritro.

 

L’Ateneo comunicherà annualmente alla Fondazione le iniziative che vorrebbe fossero sostenute e la Fondazione le valuterà e corrisponderà un finanziamento a inizio e a fine di ciascun progetto sulla base di una rendicontazione. Le risorse serviranno per sviluppare progetti di ricerca, assumere personale docente e di ricerca con particolare attenzione ai giovani.

 

Previsto inoltre un sostegno alle attività di terza missione e ai servizi per studenti e laureati. Il finanziamento potrà essere anche utilizzato per l’acquisto di attrezzature scientifiche fino ad un importo massimo del 20% della disponibilità annuale.

 

Tra le aree disciplinari ritenute prioritarie nella convenzione le scienze della vita in campo biomedico, biomolecolare, biotecnologico, anche con riferimento alle applicazioni nell’oncologia e nelle neuroscienze. Confermato l’interesse anche per le scienze di base e le scienze umane e l’intenzione di favorire progetti interdisciplinari e convergenti.

 

La convenzione negli ultimi cinque anni, dal 2016 al 2018 ha portato a mettere sul tavolo quasi cinque milioni di euro. La parte più consistente dei finanziamenti (4.730mila euro su 5 milioni) ha riguardato l’area della ricerca scientifico tecnologica con l’acquisto attrezzature per il CIMeC (uno scanner a 3 tesla per risonanza magnetica da 1.400 mila euro) e alcuni progetti di ricerca specifici. Nell’area delle scienze della vita sono stati finanziati (complessivamente per 1.530mila euro) i progetti: Verso la biopsia liquida di tumori, un programma di medicina di precisione (Dipartimento CIBIO); Riposizionamento di farmaci per malattie rare del sistema nervoso, dove le grandi pharma non arrivano (Dipartimento CIBIO); Progetto per la rilevazione precoce dei disordini dello spettro autistico (CIMeC). Nell’area scientifico-tecnologica i progetti: Meccatronica, Laboratorio di Deep Iearning (Dipartimento di Ingegneria industriale); Centro trentino per le scienze e tecnologie quantistiche ‘Laboratorio Q@TN’ (Dipartimento di Fisica).

 

Per quanto riguarda i progetti di divulgazione scientifica e collaborazione territoriale (complessivamente 140 mila euro) il finanziamento è andato al Progetto comunicare la ricerca nell’epoca dei media digitali, al Progetto La GrandeGuerra+100; al Festival Meteorologia e al progetto UNI.Team Aquila basket. La convenzione ha finanziato in questo capitolo anche borse di dottorato di ricerca in Cognitive e Brain Sciences, in Scienze Psicologiche e della Formazione e in Studi internazionali per 900mila euro. Nel 2018 sono state finanziate: una borsa di dottorato quadriennale a Luigi Balasco (Cognitive e Brain Sciences), una borsa di dottorato triennale a Giuseppe Di Dona per (Scienze cognitive) e due borse di dottorato triennali a Maria Elena Castellini e Iva Georgieva Dzhilyanova (Scienze biomolecolari).

 

Un’altra parte del finanziamento previsto nella convenzione (410mila euro in totale) ha permesso di sostenere le attività del Collegio Bernardo Clesio e i percorsi di eccellenza realizzati con la Scuola Internazionale Superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

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