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Cresce l'odio online contro l'Islam L'Imam di Trento: ''Preoccupante e pericoloso, da alcuni partiti continui messaggi sbagliati''. Università e Fbk lanciano 'Hatemeter'

Per prevenire e contrastare l’islamofobia e i discorsi d’odio online, grazie alla collaborazione tra l'Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler arriva la piattaforma Hatemeter. Un progetto importante guidato dal professore Andrea Di Nicola capace di mettere in campo una contro-narrazione, di analizzare i messaggi di odio in rete e di rispondere

foto tratta da internet
Di G.Fin - 24 gennaio 2020 - 17:58

TRENTO. Il termometro dell'odio online è in aumento e lo è soprattutto per l'islamofobia. Uno scontro che diventa sempre più forte e pericoloso che mette in contrapposizione due mondi.

 

Fake news e dichiarazioni contro musulmani viaggiano nelle piattaforme social a velocità della luce. Un recente studio sull'islamofobia in Italia ha mostrato un aumento dei messaggi contro l'Islam da parte di gruppi fondamentalisti neofascisti e cattolici tanto da far diventare i musulmani il quarto gruppo maggiormente preso di mira su twitter lo scorso anno.

 

 

In rete #stopislam, #banIslam, #NoMoschee, #IslamHorsDEurope sono solo alcuni degli hashtag attraverso i quali sono partite vere e proprie campagne di odio.

 

Grazie al progetto Hatemeter, letteralmente barometro dell’odio, coordinato dall’Università di Trento con il supporto tecnologico di Fbk e con l’aiuto di numerosi partner stranieri e diverse ONG, sono stati monitorati per due anni tweet e post in rete scritti in tre lingue italiano, francese ed inglese contro islam e musulmani. Uno studio che ha permesso di costruire, un passo alla volta, una vera piattaforma capace di mettere in campo una contro-narrazione, di analizzare i messaggi di odio in rete e di rispondere.

 

Lo studio del gruppo eCrime

 

 

“I discorsi d'odio sono sempre più presenti online e stanno amplificando uno scontro grazie alle caratteristiche proprie della rete come la permanenza, il ritorno imprevedibile, l'anonimato e la transnazionalità” ha spiegato Andrea Di Nicola Professore associato di criminologia all’Università di Trento, coordinatore scientifico di eCrime e del progetto Hatemeter.

 

La costruzione della piattaforma è iniziata dalla conoscenza e sistematizzazione dei messaggi per poi creare un sistema che possa lanciare dei segnali di allarme capace di una comprensione dinamica di questi messaggi e pianificarne delle risposte. “Una piattaforma di intelligenza artificiale – ha spiegato Di Nicola – capace di produrre risposte automatiche apprese dagli operatori delle Ong che ogni giorno si trovano ad avere a che fare con tutto questo odio in rete”. Nel gruppo di lavoro la funzione di Project Management Group è stata svolta da Serena Bressan che ha avuto il ruolo di coordinare l'impegno tra l'Fbk e le altre componenti del progetto.

 

La piattaforma Hatemater, pensata per le Ong ma non solo, è stata realizzata in italiano, inglese e francese e risponde, come già detto, all'esigenza di monitorare la situazione in tempo reale, analizzare e procedere con una contro-narrazione. “Abbiamo addestrato un sistema – ha spiegato Sara Tonelli Capo unità “Digital Humanities” della Fondazione Bruno Kessler – capace di rispondere in automatico ai messaggi di odio”.

Attraverso questo sistema sono stati analizzati oltre 3 mila tweet di odio verso l'islam e i musulmani e questo ha permesso anche di capire che questo genere di messaggi sono in aumento e sono strettamente legati alla percezione che hanno gli italiani delle migrazioni e del terrorismo. Uno dei picchi di maggior odio nei confronti dell'Islam lo si è avuto nel 2018 quando si è verificato l'attentato che ha portato alla morte del giovane trentino Antonio Megalizzi.

 

“L'odio verso Islam e i musulmani è in aumento e questo lo si vede anche nella vita reale” ha spiegato l'Imam di Trento Aboulkheir Breigheche presente all'illustrazione di Hatemeter. “Questo sta avvenendo da noi ma anche in altri Paesi europei – afferma – creando un fenomeno che preoccupa e allo stesso tempo molto pericoloso”. Un fenomeno, spiega l'Imam trentino, sfruttato dal mondo della politica. “Ci sono certi ambienti dei partiti politici che non hanno perso l'occasione di diffondere messaggi d'odio a fini spesso elettorali. Questo purtroppo destabilizza i rapporti che invece devono essere normali tra le varie appartenenze culturali, di provenienza e di religione per il bene di tutti. Invece, purtroppo, si continua a notare questa insistenza ad etichettare il pericolo sempre da provenienza islamica”.

 

L'unico vero pericolo oggi, spiega Breigheche, è la strumentalizzazione che viene fatta “continuando ad insistere a parlare di una componente, una categoria generalizzando". “Oggi – ha concluso l'Imam di Trento – qualcuno è in campagna elettorale permanente e questo purtroppo sta creando effetti devastanti”.

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