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Dopo il via libera della Provincia, nasce il Centro per l'autonomia di Eurac. Il referente Röggla: "Punto di riferimento per le minoranze che cercano autonomia"

La Provincia di Bolzano ha deciso di sostenere la trasformazione degli Istituti del federalismo e dei diritti delle minoranze, già presenti in Eurac Research, in un Centro permanente per l'autonomia, punto di riferimento per tutte quelle minoranze che vogliono informarsi sul modello altoatesino e sulle sue soluzioni per risolvere il conflitto tra gruppi etnici

Di Davide Leveghi - 04 febbraio 2020 - 16:59

BOLZANO. La Giunta provinciale di Bolzano ha dato ufficialmente il via libera: presso Eurac Research sorgerà il Centro per l'autonomia, ente creato per occuparsi della comunicazione e dello studio della tutela delle minoranze, del sistema dell'autonomia e del modello altoatesino. La struttura potrà contare su un finanziamento annuo di 150mila euro e sarà diretta dal ricercatore Marc Röggla, esperto di Eurac in merito alle tematiche delle minoranze.

 

“La nostra autonomia è un modello di riferimento – ha dichiarato il governatore dell'Svp Arno Kompatscher – e questo centro s'aggiungerà alle tante strutture pubbliche e private che si confrontano con i temi dell'autonomia e della tutela delle minoranze”. Il Centro per l'autonomia, dunque, svilupperà le competenze in materia già presenti sul tema, vista la creazione già 25 anni fa degli Istituti per la ricerca comparata sul federalismo e per il diritto delle minoranze.

 

“Questi istituti – spiega il referente Röggla – si sono occupati principalmente dell'Alto Adige e della sua autonomia, ma da anni ormai giungono da noi delegazioni e visite provenienti da tutto il mondo. Il nostro lavoro è visto con interesse dalle minoranze che vivono in territori caratterizzati da diversità e conflitto, che si presentano con delegazioni di ricercatori, politici, amministratori”.

 

“Il nostro scopo – continua – è quindi quello di professionalizzare queste competenze, di documentare le visite, di mantenere i contatti. Il nostro punto forte è la ricerca, ma il Centro servirà anche per promuovere e informare sull'autonomia e la tutela delle minoranze. Un'informazione neutrale che vuole mostrare i punti di forza e di debolezza del sistema autonomistico altoatesino”.

 

“Il modello altoatesino non può essere riproposto ugualmente in altre realtà, ma può sicuramente dare indicazioni utili. Attraverso l'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ad esempio, negli ultimi due anni sono arrivate delegazioni interessate al modello scolastico ladino, promosso così a livello internazionale. Anche patentino di bilinguismo, proporzionale e uso della lingua nella scuola, in amministrazione e nella giustizia sono aspetti d'interesse”.

 

L'Alto Adige come modello, pertanto. Un modello imperfetto ma efficace, migliorabile ma esemplare per tutti quei luoghi in cui le minoranze faticano a trovare il proprio spazio, a definire il proprio raggio d'azione autonomo dal potere centrale. E così, negli anni, all'Eurac di Bolzano si sono presentate delegazioni provenienti da tutti gli angoli del mondo, facendo dell'autonomia altoatesina e di chi se ne occupa un punto di riferimento internazionale.

 

“Da anni cooperiamo con i tibetani in esilio e con il Dalai Lama – spiega Röggla – abbiamo avuto poi delegazioni di ungheresi della Romania, di danesi della Germania, dalla Catalogna e dall'Ucraina. Da una serie di realtà varie, grazie anche alla collaborazione con l'Osce e il Consiglio d'Europa”.

 

Il Centro per l'autonomia, dopo il via libera di Kompatscher, è già avviato. “Internamente abbiamo cominciato oggi – conclude – ma nei prossimi mesi comincerà il dialogo attivo con tutte le altre istituzioni con cui collaboriamo. Da parte della Provincia di Bolzano abbiamo ottenuto un riconoscimento importante, come dimostrato dal fatto che alcune delegazioni arrivino da noi proprio attraverso la Provincia. Abbiamo collaborato bene finora, la nostra e la loro è una necessità condivisa. Speriamo sia utile anche per le altre minoranze”.

 

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