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Esagera con i commenti sotto l'articolo de il Dolomiti. Chieste le dimissioni del vicepresidente del Museo della Guerra

Il sindaco di Calliano ha segnalato la cosa al presidente dell'ente. Il consiglio d'amministrazione ha deliberato all'unanimità le sue dimissioni sia dalla vicepresidenza che dal cda. Carretta si era scatenato con i commenti sotto un articolo sul Museo degli Alpini

Di Luca Pianesi - 17 ottobre 2019 - 13:14

TRENTO. ''In seguito alle dichiarazioni riportate dagli organi di stampa, relative alle posizioni espresse da Luigi Carretta in calce ad un articolo apparso sul quotidiano online Il Dolomiti, il Consiglio del Museo Storico Italiano della Guerra, ha esaminato la situazione e ha deliberato all'unanimità di chiedere al Consigliere Carretta di rassegnare le dimissioni dall'incarico di Vicepresidente e da membro del Consiglio di Amministrazione. Viene ribadito che le opinioni espresse dal Sig. Carretta  contrastano con la posizione del Museo Storico Italiano della Guerra, che prende nella maniera più decisa e assoluta le distanze da quanto da Lui espresso''.

 

Questa la dichiarazione ufficiale del presidente del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Alberto Miorandi, dopo che il vicepresidente si era scatenato sulla nostra pagina Facebook sotto l'articolo ''Il Museo degli Alpini riapre i battenti, ampliato e rinnovato. L'Ana di Trento: "Su questo dosso si respira la storia della città". Un articolo postato sul social de il Dolomiti che, come spesso accade, ha generato un'accesa discussione. In questo caso c'erano i detrattori del mausoleo e di Cesare Battisti, i filo austriaci e gli anti-italiani e quelli che, invece, difendevano lo ''spirito'' nazionale di una terra di confine come la nostra. Niente di nuovo, insomma.

 

Luigi Carretta, però, si è inserito nella discussione finendo per farsi trascinare. Tra il ''blastare'' e l'esagerare il passo è breve e per una figura istituzionale lo è ancora di più. Uno dei post più discussi è questo ''Carlo I mentre scriveva al Papa di voler porre fine alla "immane tragedia" firmava di suo pugno gli ordini di attacco con i gas sul San Michele. Si è consegnato da solo alla storia come un assassino di massa, che al giorno d'oggi sarebbe giudicato al Tribunale dell'Aia per crimini di guerra, non idolatrato da qualche beota con ridicoli cappelli e braghe de coram in chiesa come a Nomi. Ma del resto che la sua beatificazione sia stata proposta da un gruppo di religiosi pedofili, talmente schifosi che il loro capo manco è stato invitato alla cerimonia perché pure il Vaticano si vergognava la dice lunga sul personaggio''. Altri li troverete in coda all'articolo.

 

Ad accorgersene il sindaco di Calliano Lorenzo Conci che ha segnalato la cosa al presidente del Museo Storico della Guerra di Rovereto. Questo il messaggio scritto dal primo cittadino cui è seguito il comunicato ufficiale di richiesta di dimissioni.

 

Gentile Presidente,

Mi hanno segnalato che sotto un post apparso sulla pagina Facebook del giornale on line “Il Dolomiti” inerente la riapertura del Museo degli alpini presso il Doss Trento tra i tanti commenti apparsi ce ne sono alcuni di un tale Luigi Carretta che mi dicono sia addirittura Vice Presidente del Museo Storico della Guerra di Rovereto.

 

Mi auguro di cuore che si tratti di un caso di omonimia perché alcune sue affermazioni scritte sotto quel post (che allego alla presente mail) le trovo quantomeno imbarazzanti e comunque non consoni ad un ruolo importante all’interno di una istituzione quale è il Museo Storico di Rovereto.

 

Mi riferisco in particolare ai passaggi dove parla del Beato Carlo I° d’Asburgo, personaggio importante della storia di questa terra e che come forse Lei sa ha un legame con il paese di Calliano, perché fu proprio a Calliano che il 16 gennaio 1917 cambio la denominazione dell’esercito da Landesschützen a Kaiserschützen.

A seguito di questo importante fatto storico presso il piazzale della ex Stazione dei treni del nostro paese è stato eretto ed inaugurato un monumento e dall’ottobre del 2017 la nostra Chiesa di San Lorenzo ospita una reliquia del Beato Imperatore Carlo I° d’Asburgo.

Vedere apostrofato il Beato Carlo con frasi del tipo “criminale di guerra e assassino di massa”, leggere frasi del tipo “non idolatrato da qualche beota con ridicoli cappelli e braghe de coram in chiesa come a Nomi” (che poi sarebbe Calliano…), e per concludere leggere addirittura che “la sua beatificazione sia stata proposta da un gruppo di religiosi pedofili” non è assolutamente ammissibile e tollerabile.

 

Pertanto spero veramente con tutto il cuore che si tratti di un caso di omonima, se invece questo tale Luigi Carretta che scrive queste frasi (ma se si fa una breve ricerca su Facebook si può notare come i suoi interventi sono spesso di questo spessore) è realmente il Vice Presidente dell’istituzione Museo Storico della Guerra di Rovereto Le chiedo di prendere le distanze da queste affermazioni non rispettose della storia della nostra terra e di figure importanti come il Beato Carlo I° d’Asburgo.

Per di più in questi giorni in cui si celebra la giornata del ricordo dei caduti trentini con la divisa dell’impero Austro Ungarico durante la grande guerra, un momento di memoria storica e riconciliazione.

 

La ringrazio per la cortese attenzione, resto a Sua disposizione per eventuali chiarimenti e La saluto Cordialmente

 

 

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