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Funivia Trento-Bondone, si va verso l'inserimento del tracciato in prg, ma rispunta anche l'ascensore

Quanto emerge nel corso della seduta è la necessità di attuare tutti i punti nell'agenda di rilancio per non perdere la visione complessiva, ma intanto ci si concentra alla realizzazione di dieci punti ritenuti prioritari. Ascensore: restano da valutare accordi con la Thyssenkrupp al centro del terribile incidente a Torino del 2007 e di un braccio di ferro tra Italia e Germania per due manager ancora "latitanti"

Foto di Paolo Curcu
Di Luca Andreazza - 14 marzo 2019 - 19:00

TRENTO. La funivia Trento-Bondone prova a prendere forza, compiere un passo in avanti. Il mandato della seduta monotematica del Comune ha espresso un concetto chiaro: tutti vogliono il grande impianto. Restano da capire le modalità, ma la richiesta della maggioranza di inserire un tracciato in prg è stato approvato a larga maggioranza. 

 

L'opposizione non ha votato l'ordine del giorno a forte trazione Patt e firmato dai capigruppo Alberto Pattini, Marco Ianes, Paolo Serra, Vanni Scalfi, Renato Tomasi e Dario Maestranzi, consigliere delegato al Bondone, ma si sono mostrati favorevoli a trovare una soluzione. Ora il prossimo passaggio è quello di redigere un business plan pubblico-privato

 

Una tematica, quella del Bondone e della realizzazione della funivia di collegamento città-montagna, rivitalizzata da Dario Maestranzi. Un lungo percorso capace di portare un primo tassello nel masterplan, la base di partenza è, infatti, l'Agenda Monte Bondone 2035 presentata il 6 giugno scorso dall'architetto Alessandro Olivieri e il suo pool di esperti. Tra i più titubanti, praticamente solo gli esponenti Andrea Robol e Paolo Basioli del neonato gruppo #Inmovimento.

 

"Il consiglio comunale - commenta Alberto Pattini del Patt - condivide i contenuti dello studio e apprezza l'impostazione volta alla massima partecipazione e alla visione mirata alla salvaguardia del patrimonio eco-ambientale. Non solo anche la destagionalizzazione e la valorizzazione delle eccellenze del Bondone rappresentano concetti chiave".

 

Quanto emerge nel corso della seduta è la necessità di attuare tutti i punti nell'agenda di rilancio per non perdere la visione complessiva, ma intanto ci si concentra sulla realizzazione di dieci punti, ritenuti prioritari, anche perché in fase avanzata di valutazione. Si va anche, decisi, verso un dibattito pubblico e aperto, tema caro al Movimento 5 stelle.

 

"L'approvazione quasi unanime - dice Maestranzi - del documento generale e principale dell'ordine del giorno è un messaggio importante nei confronti dei privati che intendono investire in questa opera. La visione è quella di sviluppare e ammodernare la città e la sua montagna. La larghissima maggioranza è fondamentale: questa decisione non deve essere un patrimonio politico di un'unica forza. In questo modo ci siamo portati in pari da un ritardo di 10 anni, ora si va avanti".

 

Si va dall'istituzione della cabina di regia del sistema Monte Bondone, che comprenda anche un esperto del Muse, al concorso di idee per la qualificazione degli epicentri e riqualificazione degli elementi detrattori del paesaggio, dall'istituzione di una commissione per il paesaggio all'integrazione campi da sci/slittovia con la riattivazione del “campetto Tomasi”.

 

E ancora la realizzazione di un parco avventura a Candriai, lo studio di un circuito delle malghe per la valorizzazione del patrimonio storico esistente, l'estensione e la tematizzazione degli itinerari del bosco, ma anche l'istituzione del parco naturale locale del Bondone come previsto dall’accordo di programma della Rete di riserve.

 

Un altro punto è il riconoscimento dei servizi ecosistemici e la definizione dei criteri compensativi degli interventi di infrastrutturazione, mentre sul tavolo c'è anche la realizzazione di uno studio finanziato dalla Provincia per il recupero delle caserme austroungariche, luoghi simbolo della grande guerra da trasformare in spazi per un turismo giovanile, culturale e sportivo per coinvolgere le famiglie.

 

Ma la priorità vera, inutile nasconderlo, è l'inserimento tramite ideogramma nel piano regolatore generale di un riferimento a un collegamento strutturale veloce tra Trento e il Bondone. Un ideogramma per non vincolarsi. Si valuta, molto sullo sfondo, l'ascensore a levitazione magnetica messo a punto da Thyssenkrupp, la multinazionale tedesca leader della siderurgia.

 

Un progetto certo rivoluzionario quello dell'ascensore, probabilmente più impattante a livello ambientale. Resta anche l'opportunità di stringere accordi con questo gruppo industriale, lo stesso al centro di un ormai decennale braccio di ferro tra la giustizia italiana e quella tedesca dopo l'incidente a Torino del 2007, nel quale morirono 7 persone investite da un getto di olio bollente per la mancanza di sistemi di sicurezza adeguati. Sei i manager della Thyssenkrupp condannati, due dei quali però rientrati in Germania che non hanno scontato nemmeno un giorno di pena in carcere.

 

Capitolo prg. Non è semplicemente fondamentale tracciare una linea, ma l'unica cosa che conta davvero. Il vero via libera per avviare un domino per portare a realizzare questa grande opera. Ormai la consiliatura è agli sgoccioli, il 2020 è più vicino di quel che sembra e forse un'accelerazione in questo senso è dovuta anche a questo. Sembra inutile pensare a voli pindarici e il sindaco è ormai prossimo all'uscita, fine mandati e fine corsa. E' d'obbligo inserire una linea nel prg, quello è evidente, poi ci penserà il prossimo Consiglio comunale a dettare i ritmi e fugare i dubbi se è sempre e solo campagna elettorale.

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