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Messner d'accordo sulla funivia Trento-Bondone: ''Soluzione eco-sostenibile. Anche il tunnel del Brennero va fatto''

L'intervista al re degli ottomila tra grandi carnivori, infrastrutture, maltempo, agricoltura e pastorizia: "Serve una pace sociale. I portatori di interesse devono trovare un punto di accordo. Lupi e orsi sono una ricchezza, ma servono buone politiche e il contadino può accettare compromessi"

Di Luca Andreazza - 13 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. "Legare la città di Trento al Monte Bondone tramite una funivia è una buona idea", queste le parole del re degli ottomila, Reinhold Messner, che aggiunge: "Il collegamento fondovalle-montagna può essere una soluzione eco-sostenibile per rivedere il concetto ambientale, cioè togliere traffico e inquinamento lungo la strada".

 

Nel frattempo la petizione lanciata mercoledì 6 febbraio sulla piattaforma change.org (Qui articolo), una sottoscrizione del "Manifesto funivia Trento-Monte Bondone" per dire "Sì" al grande impianto, è riuscita a sfondare il muro delle 3.500 firme (Qui info e petizione).

 

Intanto per venerdì 15 febbraio è in calendario una commissione consiliare urbanistica in materia Bondone tra studio di fattibilità sulla funivia, audizione di Fulvio Rigotti (presidente di Trento Funivie e vice presidente di Trentino sviluppo), Gianni Baldessari (direttore area impianti turistici di Trentino sviluppo), Umberto Martini dell'Università di Trento e il dottore commercialista Massimiliano Andreatta. Un prologo dell'incontro del 12 marzo (se non slitta) per un tavolo a tutto tondo tra matserplan, funivia, ascensore a lievitazione magnetica, sviluppo, ambiente, economia e turismo. L'intento è quello di arrivare a tracciare una linea, fondamentale e strategica, nel prossimo Prg, altrimenti tutto diventa nuovamente inutile e i privati potrebbero restare lontani.

 

Messner, si parla ormai da un secolo del collegamento Trento-Monte Bondone. Un dibattito che si è riacceso in tempi più recenti. Un'altra opportunità potrebbe essere la funivia Rovereto-Folgaria (Qui articolo). In Alto Adige ci avete creduto fin da subito in queste infrastrutture, mentre il riferimento è soprattutto Innsbruck.

La funivia Trento-Bondone può essere un'ottima idea. In questo modo si può ridurre il traffico, sono ormai tantissime le ipotesi. E' chiaro che ci vuole equilibrio tra flussi turistici e la montagna, non si deve snaturare l'ambiente perché tranquillità e silenzio sono imprescindibili, ma il collegamento sarebbe certamente importante anche per evitare il rischio spopolamento. Il turismo può aiutare a restare in quota.

 

L'Alto Adige e il Trentino reggono ancora rispetto a Lombardia, Veneto e alle aree a sud delle Alpi, ma non si può restare a guardare. Pastorizia e coltivazioni sono fondamentali per tutela e valorizzazione di territorio e paesaggio. Si deve poi considerare il cambiamento climatico a causa degli effetti nel mondo. Qui siamo stati attenti e, anche se non siamo perfetti, si è lavorato bene per limitare nel nostro piccolo i danni.

 

Un'altra opera necessaria è il tunnel del Brennero: il futuro è togliere il traffico pesante da gomma e puntare sulla rotaia. Si deve incentivare l'economia, altrimenti restiamo tagliati fuori e rischiamo di crollare. 

 

Un equilibrio tra turismo, montagna e agricoltura per il futuro dei nostri territori. Un'altra questione è il rapporto grandi carnivori e antropizzazione.

La politica ha la responsabilità di proporre le giuste soluzioni, ma si deve ritrovare prima di tutto una pace sociale e un percorso culturale: agricoltori, ambientalisti e le altre realtà portatori di interesse devono aprire un confronto per cercare punti in comune.

 

Oggi si possono monitorare i branchi e gestire meglio questa problematica tra leggi e controlli. Gli animali seguono l'istinto, mentre gli agricoltori l'emozione di vedere una pecora sbranata, comunque si affezionano e vogliono bene ai loro animali. Guardate che i contadini sono disposti ad accettare lupi e orsi, ma in presenza di visioni politiche serie e lungimiranti. I grandi carnivori sono una ricchezza, ma se diventano troppo aggressivi non ci si deve scandalizzare della possibilità di abbatterli. 

 

Una partita aperta è quella legata all'ondata del maltempo e agli alberi schiantati. Tra le proposte, il consigliere provinciale Michele Dallapiccola dice di riconvertire alcune zone a pastorizia e agricoltura (Qui articolo). Dagli anni '80 siamo passati a un modello di allevamento con grandi stalle e fieno importato. Adesso in Trentino abbiamo 50.000 mucche per 1.200 proprietari mentre in Alto Adige 100.000 mucche e 12.000 proprietari.

In Alto Adige ormai non abbiamo più spazi e ogni tanto sconfiniamo nel bellunese. Una politica lungimirante dell'ex presidente Luis Durnwalder. I settori di agricoltura e pastorizia sono importanti per tutelare il territorio.

 

Indubbiamente anche il bosco è fondamentale perché conferisce stabilità e se ha attecchito bisogna lasciare perdere. In Trentino però avete ancora tante aree da valorizzare prima che sia troppo tardi e che le zone boschive avanzino. Certo, la politica può fare ancora molto per incentivare l'agricoltura di montagna e salvaguardare l'ambiente montano. 

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