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Murgia: ''La teoria gender non esiste, ma è la prova che il virtuale diventa reale a parlarne''

Michela Murgia a ''Educa'' domenica: dialogo con Sciortino sul romanzo di Alderman, ''Ragazze elettriche''. Sui corsi di educazione di genere sospesi: ''Significa fermare la lotta alle discriminazioni''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 13 aprile 2019 - 06:01

ROVERETO. Dal ruolo delle donne nella società, alla declinazione attuale della democrazia. Dal razzismo, alle teorie gender, al potere del "virtuale che diviene reale". La scrittrice Michela Murgia (conosciuta per i suoi saggi e i suoi romanzi, come vincitrice di diversi premi, tra cui il Campiello, Dessì e SuperMondello) sarà una degli ospiti di punta dell'edizione 2019 di Educa, il festival dell'educazione la cui decima edizione, dedicata a "Scuola Famiglia", è in corso a Rovereto.

 

Arriverà in città domenica 14 aprile e sarà protagonista, con Giuseppe Sciortino, dell'incontro "Ragazze elettriche" in programma dalle 14.30 alle 16 nell'aula magna del Palazzo Istruzione, un ragionamento sul "senso del femminile oggi" condotto a partire dal romanzo di Naomi Alderman ("Ragazze elettriche", appunto). Ma l'autrice di "Accabadora" (Einaudi, 2009), "Noi siamo tempesta" (Salani, 2019) non si tira indietro e risponde anche a chi le chiede di esprimere la sua opinione su notizie e fatti di cronaca. A partire da quello che nelle ultime ore l'ha vista protagonista con un affondo, sul blog del conduttore di "Quarta Repubblica", di Nicola Porro (qui). "Il suo attacco mi dimostra che ho fatto benissimo a rifiutare l'intervista" dice Murgia.

 

Michela Murgia, a Educa parlerà del ruolo delle donne in relazione a un romanzo che costruisce un mutamento delle gerarchie del potere attribuendo alle ragazze e alle donne la "capacità di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche emanate dalle loro mani". In questi giorni Porro ha scritto di lei che sarebbe "la nuova Boldrini". Sono tempi duri per le donne?

Dividiamo le questioni. Quello di Porro è un attacco strumentale: io ho tutto il diritto di rifiutare un'intervista se non mi sento rassicurata dal modo di fare del mio interlocutore. Non parlo di visioni differenti, ma del metodo. Il suo attacco mi dimostra che ho fatto benissimo rifiutare l'intervista.

 

E per quanto riguarda la questione femminile?

Il testo di Alderman ha a che fare con il modello di potere. Si chiede: "Se non cambiasse, assisteremo a un cambiamento o no?". Il libro dice di no e io sono d'accordo. Dobbiamo decidere che qualità di potere e quindi che tipo di democrazia vogliamo".

 

Un cambiamento di potere?

Riguarda tutti. È un po' come quello che è successo vent'anni fa con il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica: è stato un primo passaggio, un aggiustamento dei parametri del potere. Oggi è in atto un altro cambiamento dalla portata analoga.

 

Cosa intende?

Parlo della declinazione del potere tra consenso e dissenso, due cose diverse. La maggioranza è anche punto di partenza del consenso. Ma la democrazia non è la quantità del consenso, ma la qualità del dissenso. "È peggiorata?", dobbiamo chiederci. Io credo di sì, che lo sia".

 

Impossibile non pensare, trattando di questi temi, al suo saggio "Istruzioni per diventare fascisti" (Einaudi, 2018). Anche in relazione a questo testo è stata duramente attaccata, pure dal vice presidente del Consiglio Matteo Salvini (qui).

Salvini è in assoluto la persona che ha il peggior rapporto con il dissenso.

 

A proposito di dissenso, in Trentino sono stati sospesi dalla nuova giunta i corsi di educazione di genere (qui articolo). Due assessori hanno poi proposto una conferenza con tre relatori vicini al mondo del Family Day e sostenitori dell'esistenza della "teoria del gender" (qui). Una serata "aperta alla cittadinanza", finita a porte chiuse, con proteste delle persone escluse e l'intervento delle forze dell'ordine (qui, qui, qui, qui e qui alcuni articoli).

Quello sul "gender" è un dibattito che non esiste ed è la prova del fatto che realtà virtuali sono reali. Diventano come reali se se ne parla e riparla: se la nomini abbastanza è reale anche la "teoria del gender". Fermare i progetti scolastici significa fermare i progetti di lotta alla discriminazione. Ci dobbiamo domandare ora chi discrimina le donne, gli omosessuali. Non capisco poi perché debba per forza essere la famiglia il luogo di educazione e formazione su questi temi. Io credo invece che debba essere la scuola a farlo: cosa accade se una famiglia è maschilista, omofoba o crede che la Terra sia piatta? Deve essere la scuola a portare a un'altra visione. Credo che sia la scuola laica la garanzia per le nuove generazioni".

 

E il razzismo? Anche in Trentino ci sono stati degli episodi a sfondo razzista di recente (qui e qui alcuni articoli).

In Italia ci sono delle leggi contro il razzismo. Certo è molto difficile farle rispettare se chi ricopre posizioni apicali o cariche istituzionali fa dichiarazioni omofobe e razziste.

 

Un problema per la giustizia?

La giustizia fa il suo lavoro, ma le leggi le fa la politica.

 

Sta indicando la necessità di una nuova qualità della politica?

Sì.

 

Come si può intervenire?

Io cerco di influenzare le persone agendo con la narrazione sull'immaginario, faccio questo nella vita. Ognuno deve fare la sua parte.

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