Contenuto sponsorizzato

Trecento racconti da sei Paesi: si chiude un'edizione da record per Frontiere Grenzen, il premio letterario internazionale delle Alpi

Nella sezione racconti editi vince Catalin Dorian Florescu, scrittore rumeno che dal 1982 vive a Zurigo. Tra gli inediti si impone il friulano Renzo Brollo. Il riconoscimento in memoria di Peter Oberdörfer al bolzanino Jörg Zemmler

Pubblicato il - 10 novembre 2019 - 19:21

TRENTO. Quasi trecento i racconti e sei i Paesi rappresentati. Un'edizione da record, quella appena andata in archivio, per Frontiere Grenzen, il premio letterario internazionale delle Alpi. La premiazione si è tenuta nella cornice del Palazzo delle Miniere a Fiera di Primiero

 

Il riconoscimento per la sezione racconti editi è andato allo scrittore  Catalin Dorian Florescu, nato in Romania e che dal 1982 vive a Zurigo, in Svizzera. Il suo racconto “Ich muss Deutschland” è stato scelto dalla giuria come esempio di un “concentrato romanzo neorealistico, nel quale vien fuori l'Europa di ieri e di oggi, con i suoi drammi, le sue chiusure e i suoi muri, e però anche gli atti di ribellione, individuali o collettivi, al pensiero che si vuole dominante e alla paura dell'altro” oltre che per le “notevoli qualità stilistiche”.

 

Nella sezione racconti inediti il primo premio è andato a Renzo Brollo,  nato a Gemona del Friuli nel 1971, dove vive e lavora. Il suo “La mano di Dio” è piaciuto per la capacità di “evocare atmosfere di provincia e spaccati di natura (la campagna che circonda il fiume Tagliamento), così che le sue poche pagine riescono nella difficile sfida di sorprendere il lettore e incantarlo”.  

 

Nella stessa sezione inediti segnalati tre racconti: “Piccoli amici” di Feliciano Casanova de  Marco, San Pietro di Cadore (Belluno); “Nach dem Gluck” di Loredana Monte, Aaran (Svizzera) e “Dispersioni” di Anna Marinella Siccardi, Milano. 

Il Premio Cassa Rurale è andato a Mario Rumor,  Santa Giustina (Belluno) per il racconto “Bambola di pezza”. 

 

Assegnato anche per la prima volta il premio dedicato alla memoria di Peter Oberdörfer, per anni nella giuria, prematuramente scomparso. Il doveroso omaggio ad un poeta, artista, sconfinatore sperimentale e costruttore di ponti senza il quale Frontiere Grenzen non sarebbe quello che è oggi. La prima edizione del premio che porta il suo nome va a  Jörg Zemmler, autore, poeta, musicista, artista, pubblicista e radiogiornalista, nato a Bolzano nel 1975. Scelto dalla giuria per  la sua capacità di aggregare e fare rete tra mondi,  quello italiano e tedesco in particolare.

 

I membri della giuria - con Carlo Martinelli, Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando presente anche, per la prima volta, Helena Janeczeck - hanno poi sottolineato con soddisfazione la qualità dei racconti, la sempre più crescente capacità di Frontiere Grenzen di tenere fede alle ragioni per cui è nato il Premio e dunque la capacità di coinvolgere, lungo tutto l’arco alpino e attraverso lingue diverse,  chi crede nel significato profondo che il racconto e la scrittura possono avere in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

 

In questo senso la cerimonia si è aperta con un messaggio di vicinanza a Liliana Segre e a “La Pecora Elettrica”, la libreria di Roma data alle fiamme due volte nel giro di pochi mesi. Ricordiamo che erano 102 i racconti in lizza per la sezione editi, che ha assegnato 4 mila euro al vincitore. 190 invece i racconti inediti, al vincitore 2 mila euro. 19 i racconti “locali” che hanno partecipato al Premio Cassa Rurale Dolomiti di Fassa Primiero e Belluno.

 

Frontiere Grenzen è organizzato dall’Associazione culturale "La Bottega dell'Arte" in collaborazione con le biblioteche trentine di Primiero e Canal San Bovo e Saav, Unione Autrici Autori Sudtirolo.  Partecipano: Convenzione delle Alpi, Provincia di Trento, Regione Trentino - Alto Adige, Comunità di Primiero, Comuni di Primiero San Martino di Castrozza e Canal San Bovo, Cassa Rurale Dolomiti di Fassa Primiero e Belluno, Cassa Centrale Gruppo Bancario, Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano,  Azienda per il Turismo San Martino di Castrozza - Passo Rolle Primiero e Vanoi, Primiero Energia e Bim Brenta.

 

Le motivazioni dei premi e gli autori.

 

RACCONTI EDITI.  Tra i numerosi e pregevoli testi editi che hanno concorso a questa decima edizione di Frontiere  Grenzen, la giuria ha deciso di premiare “Ich muss Deutschland” di Catalin Dorian Florescu, racconto compreso nella raccolta “Der Nabel der Welt” (L'ombelico del mondo), del 2017. Il narratore-protagonista del racconto di Florescu è una giovane guardia di confine in servizio in una zona della Romania alla frontiera con la Serbia. Nel momento culminante della vicenda, il poliziotto si slaccia le scarpe, le regala al profugo siriano che aveva arrestato mentre, a piedi nudi e sanguinanti, voleva attraversare clandestinamente la frontiera per andare in Germania, e lo lascia scappare. La scena clou, preparata da pagine in cui si incontra tutta una umanità dolente ma resiliente (memorabili tra le altre le figure della nonna del protagonista e dell'autista del bus), può far pensare a quella che conclude l'episodio napoletano di “Paisà” di Rossellini. Il lungo racconto di Florescu è in effetti una specie di concentrato romanzo "neorealistico", nel quale vien fuori l'Europa di ieri e di oggi, con i suoi drammi, le sue chiusure e i suoi muri, e però anche gli atti di ribellione, individuali o collettivi, al pensiero che si vuole dominante e alla paura dell'altro. Il racconto di Florescu è notevole anche stilisticamente, per il sapiente scarto che caratterizza il tedesco letterario della narrazione e la lingua dei dialoghi, oltre che per la riuscita alternanza tra il registro tragico e quello umoristico.

 

Catalin Dorian Florescu è nato nel 1967 a Timisoara in Romania. Un primo viaggio, intrapreso nel 1976 per motivi medici, condusse suo padre e lui a Roma e da lì a fino a New York, ma il padre decise di tornare in Romania. Risale al 1982 il secondo viaggio in Occidente, quella volta con la madre al seguito. Da allora lo scrittore vive a Zurigo, dove ha studiato psicologia e psicopatologia all'Università di Zurigo. Florescu ha lavorato per diversi anni in qualità di psicologo nell'ambito delle dipendenze da sostanze stupefacenti. Si è inoltre formato in terapia Gestalt – una delle correnti della psicoterapia umanistica. Da dicembre 2001 è scrittore in libera professione. Da aprile 2019 viaggia a bordo di battelli sul Danubio in qualità di "marinaio letterario". Ha scritto sei romanzi, una raccolta di racconti e un volume di saggistica sul tema della libertà.

 

RACCONTI INEDITI. La Giuria del Premio Frontiere Grenzen ha deciso di assegnare il primo riconoscimento agli inediti per il racconto "La mano di Dio" di Renzo Brollo.  Con scrittura asciutta ma vivida, l'autore sa evocare atmosfere di provincia e spaccati di natura (la campagna che circonda il fiume Tagliamento), così che le sue poche pagine riescono nella difficile sfida di sorprendere il lettore e incantarlo conducendolo con mano sicura attraverso le nervature di un racconto compatto, nitido e non banale quanto a stile e punto di vista narrativo. Ammirevoli sono in particolar modo la maturità e la freschezza di una composizione capace nonostante la misura breve di tratteggiare un'allegoria del lutto (il lutto acerbo di un bambino che ha perduto troppo presto la madre). Il dolore si stempera in mite allegria, la commozione e lo smarrimento si sovvertono in onirico stupore. Grazie alla forza di un'invenzione figurale (una mano di Dio), il testo suggerisce così una meditazione sul potere anche curativo della fantasia. Con esiti deliziosi, come accade quando in virtù della propria originalità, nitidezza di immagini, veridicità dei dialoghi, la forma breve arriva a miscelare diversi toni della gamma di possibilità dello scrivere tratteggiando un affresco senza sbavature e che brilla di luce propria, quella speciale luce che è di un vero buon racconto.

 

Renzo Brollo è nato a Gemona del Friuli (UD) nel 1971, dove vive e lavora. Si definisce un lettore compulsivo. Dal 2009 fa parte della redazione di Mangialibri per la quale legge e recensisce libri. Finalista al premio Teramo del 2007, ha ottenuto il secondo posto nei premi Leggimontagna del 2016 e Moak del 2018 e ha vinto il concorso La Quara edizione 2017. Ha pubblicato per Cicorivolta Edizioni (Racconti Bigami, Se ti perdi tuo danno, Mio fratello muore meglio e Metalmeccanicomio), per Edizioni della Sera (La fuga selvaggia) e per Bottega Errante (La montagna storta). A luglio 2019 per Diastema Editrice è uscito il suo ultimo romanzo Il guaritore, ispirato alla figura del cantore evirato Carlo Broschi detto Farinelli

 

PREMIO CASSA RURALE. ll Premio Cassa Rurale va al racconto “La bambola di pezza” di Mario Rumor, cui si riconoscono originalità e spessore. Particolarmente riuscita nella resa stilistica l’indistinzione tra realtà e sogno, per una donna già matura nel momento in cui, in un ridotto di ospedale dove si trova senza sapere di esserci arrivata, con sorpresa e smarrimento constata che qualcosa nel suo cervello si è spostato, smottando verso altrove. “Quand’è che sono diventata vecchia?”: dalla cruda domanda ecco dischiudersi un mondo interiore descritto con efficacia. Nostalgie, decisioni, paure e dubbi sulla propria identità – la vita coniugale, il suo lavoro di domestica in casa di un’abbiente signora – tutto per la donna si mescola convergendo in percezioni della realtà alterate, eppure sempre aderenti al suo flusso di coscienza. Un testo che sa ribadire le infinite possibilità della parola scritta, capace di addentrarsi in quel territorio altrimenti inesprimibile che è la coscienza quando vacilla, esita tra allucinazione e reale esistere del mondo.

 

Mario Rumor è nato nel 1973 e dunque, dice, ha la  stessa età di American Graffiti. Divorato dalla passione per il cinema ha studiato al DAMS di Bologna e ha scritto  scrivere per riviste specializzate di cinema, fumetti, libri. Per quasi dieci anni è stato uno dei critici cinematografici del mensile Il Mucchio Selvaggio e ha scritto per Empire Italia, TelefilmMagazine e Lettera43. Attualmente collabora con Artribune e Fumo di china. Autore di una monografia sul "papà di Heidi" dal titolo “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata”. Nel 2015 ha vinto il premio letterario Trichiana paese del libro e il Premio Speciale Casse Rurali nell’ottava edizione di Frontiere Grenzen.

 

PREMIO ALLA MEMORIA DI PETER OBERDORFER. Conferito alla memoria di Peter Oberdörfer, per anni giurato del Premio, prematuramente scomparso. Il riconoscimento a suo nome, del valore di 1.000 euro, viene assegnato ad una persona o ad una associazione che a giudizio di Frontiere Grenzen abbia saputo interpretare al meglio i valori che animavano lo spirito libero e poliedrico di Peter. Uno spirito capace di esprimersi nella parola scritta, nel gesto teatrale, nella ricerca musicale, nel rispetto degli altri, in una passione sempre rinnovata. E’ nato per omaggiare la memoria di un poeta, artista, sconfinatore sperimentale e costruttore di ponti senza il quale lo stesso Frontiere Grenzen non sarebbe quello che è oggi – non solo per la partnership con la Saav, ma anche per la sua natura translinguistica, transculturale e transregionale. Di Oberdörfer l'amico e compagno di strada Haimo Perkmann scrisse poco dopo la morte, nel febbraio 2017: "Peter Oberdörfer ha percorso fino alla fine e con coerenza la strada dell'inattuale adatto ai tempi", e che a contraddistinguerlo erano "apertura e discrezione, due qualità che in pochi dominano contemporaneamente".

Ebbene, la prima edizione del premio Oberdörfer va dunque a Jörg Zemmler, autore, poeta, musicista, artista, pubblicista e radiogiornalista. Nato a Bolzano nel 1975, ha vissuto a Innsbruck e Vienna e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, soprattutto in Austria. Il carattere interdisciplinare della sua opera, la sua verve performativa, la sua intraprendenza nel campo della promozione culturale nel suo territorio e non solo, la sua capacità di aggregare e fare rete tra mondi – tra il mondo italiano e tedesco in particolare – e soprattutto la sua umanità mite, discreta e sempre cordiale, che rende ogni incontro e collaborazione con lui un'esperienza condivisa gratificante e autentica – tutto questo fa di lui un erede perfetto dello spirito e dell'opera di Peter. Per questo la giuria del Frontiere-Grenzen è felice di assegnargli questo riconoscimento. JÖRG 

 

Jörg Zemmler, nato nel 1975 a Bolzano, vive a Siusi e Vienna. Il suo lavoro è interdisciplinare e sperimentale. Nel 2006 ha vinto il "Protestsongcontest" a Vienna, nel 2009 campione austriaco di poetry slam con il premio "Hautnah" della radio Ö1 nel 2013. Ha pubblicato "Papierflieger luft", poesie, da Klever, Vienna, 2018 e il cd "Airplay. Nell' autunno 2019 è uscito "Seiltänzer und Zaungäste", Klever. Brevi racconti.

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 11 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

12 novembre - 05:01

“Bene, è arrivata una nuova pollastrella” , sono queste le parole che Hope (nome di fantasia per motivi di sicurezza) ha sentito la mattina che ha capito di essere stata venduta alla mafia nigeriana. Aveva appena 18 anni quando è successo. E' stata costretta a spogliarsi, a farsi valutare come un oggetto all'asta da Madame, colei che si occupa del business nigeriano. Poi è finita sulla strada

12 novembre - 08:02

Nelle prossime ore il limite nelle nevicate scenderà a 900 metri. Temperature in ulteriore calo a partire da questa sera e giovedì mattina sono probabili diffuse gelate  

12 novembre - 08:36

E' successo nelle prime prime ore di questa mattina nella zona di Roncone. Sul posto vigili del fuoco e polizia locale 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato