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"Trentino-Quelimane", il gruppo Facebook che lega Italia e Mozambico. Un posto dove incontrarsi (virtualmente) e "cambiare il mondo"

Il progetto, promosso dall'Associazione "Progetto Mozambico Onlus", è un ponte che lega il Trentino alla città di Quelimane, in Mozambico. Curiosità, ricette, fotografie, video e tanto altro. Sapevate, ad esempio, che in Mozambico chi va a votare torna a casa con l'indice colorato?

Di Arianna Viesi - 16 ottobre 2019 - 20:51

TRENTO"Trentino-Quelimane" è un gruppo Facebook in cui Trentini e Mozambicani s'incontrano (virualmente) e discutono, si scambiano immagini, idee, suggestioni. Partito con poche persone, ora, quel gruppo, si sta allargando. Sempre più (QUI GRUPPO).

 

Il progetto è promosso dall'Associazione "Progetto Mozambico Onlus" (QUI SITO) che, da 15 anni, opera in Mozambico e, in particolare, a Quelimane, un importante capoluogo di provincia che conta circa 250.000 abitanti. "A forza di fare avanti e indietro - racconta Valentina Sega, volontaria dell'associazione e ideatrice del gruppo - abbiamo notato questo: gli abitanti di Quelimane continuavano a farci domande sul Trentino. Domande semplici: com'è da voi l'inverno? Come sono fatte le vostre case? Cosa mangiate di solito? Di ritorno dall'Africa, quelle stesse domande, ci venivano poste dai nostri compaesani. A noi piaceva, e piace, essere dei punti di riferimento in tal senso. Ma ci siamo chiesti: perché dobbiamo essere noi se i mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione permettono di collegare, facilmente, due mondi così lontani eppure così contigui?".

 

Nasce così il gruppo "Trentino-Quelimane", progetto sostenuto anche dalla Provincia. Una finestra sul mondo: il loro, e il nostro. "L'idea - continua Valentina Sega - è quella di legare le persone, creare relazioni partendo da ciò che le accompagna, che ci accompagna, nella vita di tutti i giorni. Si parla di cibo, giochi per bambini, di paesaggio e del tempo. Insomma, di vita".

 

"Il nostro sogno era quello di far arrivare alle persone, dell'una e dell'altra parte, la vita in modo molto sincero, trasparente. Un modo, come un altro, per superare stereotipi e pregiudizi: banalmente anche in Mozambico la gente usa gli smartphone e Facebook. Insomma, anche quel pezzo di mondo ha accesso alla tecnologia".

 

Entrare nel gruppo è un po' come guardarsi allo specchio e scoprire aspetti, di quello che siamo e abbiamo, che (forse) mai avremmo visto altrimenti. "Una cosa che ho notato è la differenza di contesto. Mi spiego: quando gli abitanti di Quelimane postano una foto, solitamente lo scatto immortala la loro città. Una città brulicante di vita, persone, bancarelle e bambini che giocano.  Noi Trentini, invece, postiamo molti paesaggi: è difficile trovare, nelle nostre immagini, la stessa intensità di vita".

 

"Una cosa particolare che è stata postata nel gruppo: martedì 15 ottobre in Mozambico si sono svolte le elezioni. Tanti abitanti di Quelimane hanno caricato la foto del proprio dito colorato. Sostanzialmente, quando ci si reca ai seggi, l'indice viene letteralmente colorato con un inchiostro molto resistente (rimane circa un mese): si evita così che qualcuno voti per due volte".

 

 

Il gruppo è aperto: chiunque voglia, può iscriversi. Un ponte immaginario tra il Trentino e la città di Quelimane, in Mozambico dove scambiare momenti, fotografie, disegni, video, canzoni, aneddoti e pensieri legati alla propria quotidianità, vita e cultura: la ricetta del piatto cucinato per pranzo, l’immagine di un luogo caro, una canzone significativa, il tempo che fa oggi.

 

Non solo virtuale. L'obiettivo, ora, è quello di creare anche attività concrete. "Allo studio d'arte Andromeda di Trento, durante un laboratorio, verranno creati dei fumetti che poi verranno postati sul gruppo; a Quelimane sono già attivi laboratori in cui i bambini realizzano simpatiche cartoline; a breve verranno raccolte delle ricette nelle case di riposo, sia qui sia in Mozambico. Vogliamo affiancare al gruppo delle attività che possano coinvolgere anche persone che non sono su Facebook o che, più semplicemente, vogliono essere coinvolte anche nel mondo reale".

 

L'associazione spera anche di raccogliere i frutti di questi primi mesi in una pubblicazione che renda giustizia al lavoro (e alla bellezza) che sta dietro questo progetto.

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"Sarebbe bello che il gruppo continuasse da solo e che, questa piccola porta, rimanesse aperta. Aperta a tutti. È bello pensare che si possa sbirciare, in qualsiasi momento, un pezzo di mondo lontano".

 

Non tutta la tecnologia vien per nuocere, insomma. Abbiamo tra le mani strumenti potentissimi che cambiano radicalmente a seconda dell'uso che si decide di farne. "Facebook vive grazie ai contenuti che ognuno di noi decide di metterci, e di seguire. Riempire spazi virtuali con qualcosa di bello e costruttivo, questo è il nostro obiettivo. Pensare che posso passare una mezz'ora della mia giornata in contatto con Quelimane è arricchente".

 

"Per me è stato sorprendente scoprire, ad esempio, quanto e come viene usato il cellulare in Mozambico. A Quelimane esiste un sistema attraverso il quale si può effettuare qualsiasi tipo di pagamento con il cellulare. Non è un'applicazione e funziona senza internet: è un'alternativa al contocorrente e ai contanti. Il cellulare, a Quelimane, risolve un sacco di problemi concreti".

 

Sul gruppo si comunica, ovviamente, nella propria lingua. E gli abitanti di Quelimane usano il portoghese, com'è normale. "La lingua, però, non è un ostacolo: ci si arrabatta in qualche modo. Qualcuno consulta Google traduttore, qualcuno mastica un po' di portoghese. Insomma, anche la lingua diventa un ponte".

 

. "Crediamo  - conclude Valentina - che dalla costruzione di relazioni, anche virtuali, tra vite diverse possano nascere amicizie, stimoli e pensieri. Una somma di piccole cose capaci, alla fine, di cambiare il mondo".

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