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Troppo traffico in Val di Fassa la rabbia di Transdolomites: “Turisti e residenti prigionieri delle code”

Turisti intrappolati per ore in colonna e residenti che non possono muoversi in libertà è questo lo scenario dipinto da Massimo Girardi che denuncia: “Sul sito dell’associazione arrivano decine di lamentele, è questa l’immagine che vogliamo dare del nostro territorio?”

Di Tiziano Grottolo - 18 agosto 2019 - 14:22

SAN GIOVANNI DI FASSA. “Una giornata di normale follia sulle strade della valle di Fassa e delle Dolomiti", è perentorio Massimo Girardi, presidente dell’associazione Transdolomites, nel descrivere la situazione che attanaglia le strade alpine della provincia.

 

Condizione che secondo il presidente di Transdolomites va ripetendosi da molto tempo: “I turisti sono arrabbiati e rasseganti e vengono a sfogarsi sui nostri social”.

 

A conferma di ciò ci sarebbero i bollettini del traffico che parlano di code e rallentamenti sulle strade regionali e sull’autostrada del Brennero. Ma per Girardi l’incremento del traffico non sarebbe da ascrivere ai mezzi pesanti adibiti al trasporto merci, quanto piuttosto all’aumento delle vetture private, legate agli spostamenti della stagione turistica.

 

“Rispetto al passato le cose vanno sempre peggio – afferma Girardi – oggi i turisti pernottano meno giorni nella stessa località”. Insomma si ci ferma meno ma ci si sposta di più andando a congestionare le varie arterie.

 

Eppure la politica in questo senso non farebbe abbastanza, concentrandosi troppo sui disagi creati dal trasporto merci, senza risolvere “la vera emergenza” delle auto private.

 

“Un po’ come la questione dei lupi e degli orsi – accusa Girardi – si punta il dito in cerca di un maggiore effetto mediatico ma in realtà vi sono problemi molto più impellenti che ricadono indistintamente sulle spalle di tutti e vanno a tutti i costi affrontati con determinazione”.

 

Stando a quanto riferiscono i testimoni, nei giorni di punta, sulle strade della Val di Fassa si snodano lunghi serpentoni di auto, una situazione alla quale ormai ci si è rassegnati. Ma sui social montano le polemiche e la rabbia di chi, vuoi perché in vacanza oppure ci si costretto per lavoro, rimane intrappolato nelle lunghe code.

 

“Due giorni fa, per percorrere il tratto di strada che divide Soraga e Pozza di Fassa ci volevano 35 minuti”, normalmente ne basterebbero appena sei.

 

A pagare il prezzo maggiore sono proprio i residenti “Prigionieri in casa propria”, tutto ciò avrebbe delle ricadute negative anche sull'immagine turistica della valle e delle Dolomiti.

 

“Questo è il peggiore biglietto da visita che la valle può offrire ai turisti, il modo peggiore per vendere momenti che dovrebbero essere di distacco dalle realtà cittadine – spiega il presidente di Transdolomites – in assenza di interventi risolutivi, cresce la consapevolezza di essere sempre più fuori mercato proprio per la qualità dell'offerta di mobilità”.  

 

Il tema della mobilità è da sempre uno dei più dibattuti, tanto dalla politica dall’opinione pubblica, ma non potrebbe essere altrimenti, quasi tutti riconoscono di trovarsi di fronte a un bivio: l'incremento demografico e la pressione del traffico stradale mettono a dura prova le varie comunità.

 

“Il futuro non dipende dalla costruzione di nuove strade ma dalla realizzazione di infrastrutture per la mobilità pubblica – continua il suo ragionamento Girardi – così anche il turismo avrà un futuro se saprà leggere in questi cambiamenti.

 

Secondo il presidente di Transdolomites i rilevamenti dei flussi di traffico non serviranno a risolvere la situazione: “Aspettiamo piuttosto risposte dalla politica, che deve impegnarsi per la realizzazione di infrastrutture e servizi, siano esse su rotaia o su fune, il tempo a nostra disposizione si sta esaurendo. Non ci sono più scuse ora servono delle azioni concrete per dare seguito alle promesse fatte”, questa la conclusione di Girardi.

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