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Un mondo sotterraneo immutato da mille anni tra colori, falde acquifere e corsi d'acqua. Sono le miniere medievali dell'Argentario

L'Ecomuseo Argentario è un territorio ideale per lunghe passeggiate alla scoperta di luoghi nascosti. È attraversato da una fitta rete di sentieri adatti a tutti. Un viaggio alla scoperta dell'estrazione dell'argento in quell'area, dove sono oltre 200 le miniere, tutte intensamente sfruttate fino al 1500 circa. Ivan Pintarelli: "Non abbiamo musealizzato il sito, un'emozione unica"

Di Luca Andreazza - 14 aprile 2019 - 19:48

TRENTO. Cresce l'attesa all'Ecomuseo Argentario per la prima visita alla Canopa delle acque al lago di Santa Colomba, una miniera medievale perfettamente conservata e scavata a mano. Armati di caschetti e torce, tuta e accompagnatore di territorio o guida alpina, ecco una vera visita speleologica alla scoperta di un mondo sotterraneo immutato da mille anni tra colori, laghettipiccoli corsi d'acqua e messaggi. La data da cerchiare in rosso sul calendario per giovedì 25 aprile

 

"E' un salto nel tempo - commenta Ivan Pintarelli, presidente dell'Ecomuseo - un percorso avviato circa 20 anni fa, quando abbiamo iniziato a studiare e indagare come valorizzare un patrimonio enorme, senza snaturare l'ambiente e le sue caratteristiche. La scelta è stata quella di non musealizzare il sito. Forti del fatto che non è mai stato usato esplosivo per scoprire i filoni, gli interventi sono minimi e poco impattanti per garantire la massima sicurezza dei visitatori: abbiamo verificato geologicamente e sismologicamente le cavità e quindi abbiamo redatto piani e assicurazioni del caso e ci siamo accordati con Asuc S. Agnese per i terreni".

 

L'Ecomuseo Argentario è un territorio ideale per lunghe passeggiate alla scoperta di luoghi nascosti. È attraversato da una fitta rete di sentieri adatti a tutti: dai piccoli esploratori agli amanti della storia, dagli appassionati di natura agli sportivi. Un viaggio alla scoperta dell'estrazione dell'argento in quell'area, dove sono oltre 200 le miniere, tutte intensamente sfruttate fino al 1500 circa.

 

"Tutto è stato abbandonato e quindi queste miniere sono perfettamente integre - dice il numero uno dell'Ecomuseo - si ritrovano antiche opere per far defluire le falde e evitare allagamenti, ma anche le tracce dell'ingegno umano. In alcuni casi intorno agli anni del 1950 alcuni avventurieri sono riusciti a entrare per verificare la possibilità di sfruttare questi canali per l'estrazione di altri materiali, come la barite. L'esito si è rivelato negativo e così sono state nuovamente abbandonate, fino ai giorni nostri".

 

Un sistema molto complesso e articolato, ci sono miniere di tutti i tipi, quelle più semplici e lineari, ma altre che sono veri e propri pozzi verticali. "L'apertura della Canopa delle acque - prosegue Pintarelli - è solo l'inizio di un progetto più ambizioso. L'idea è quella di allargare l'offerta e prevedere diversi percorsi in base alla difficoltà: l'azzurro a portata di tutti, rosso per un livello intermedio e poi nero che rappresentano delle escursioni speleologiche".

Alla scoperta delle miniere medievali dell'Ecomuseo dell'Argentario

 

Una storia che ricomincia dopo il declino di oltre 500 anni fa. "Queste miniere - racconta il presidente - sono state sfruttate in modo molto intensivo, tanto che il Principe Vescovo aveva firmato il primo codice europeo per regolamentare la coltivazione mineraria. I filoni si sono esauriti e così l'attività si è spostata in Alta Valsugana, in particolare nelle zone di Pergine, valle dei Mocheni e Panarotta". 

 

Poi il colpo finale per quel settore arriva a seguito della scoperta dell'America. "I mercati oltreoceano - conclude Pintarelli - erano più ricchi, arriva tanto oro e le lavorazioni erano più semplici. Il comparto va definitivamente in crisi e le miniere trentine vengono abbandonate. Ora le riscopriamo". 

 

La Canopa delle acque propone un itinerario azzurro tra passeggiata nel bosco e percorso facile in miniera. La durata è di un'ora circa al costo di 10 euro per gli adulti, 5 euro per i bimbi (minimo 6 anni) e gratuito con Trentino Guest Card. Ma anche una tratta rossa, un percorso più avventuroso con passaggi e cunicoli, adatti comunque anche a quelle persone che possono soffrire di claustrofobia. Il costo per una visita di 2 ore e mezza è di 30 euro e si può partecipare dai 12 anni

 

Insomma, non resta che indossare la tuta e casco, prendere la torcia, tutto messo a disposizione dall'Ecomuseo, e affidarsi alla guida per un'avventura emozionante e unica

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