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''Con disegni e parole vi racconto cosa vuol dire soffrire di Asperger e come si può essere d'aiuto'', il sogno di Alice è diventato realtà: ecco "Io mi chiamo Giordi"

Alice Maurina ama scrivere e disegnare, e per questo ha deciso mettersi in gioco per realizzare uno dei suoi grandi sogni: creare un libro per aiutare tutte quelle persone che, proprio come lei, soffrono della sindrome di Asperger

Di Lucia Brunello - 08 luglio 2020 - 10:58

TRENTO. "Chi sono io?" è la consegna del tema che viene assegnata al piccolo Giordi come compito per casa. Non è facile aprirsi sulle proprie insicurezze e mostrarsi per quello che si è, lui lo sa bene, ma sceglie comunque di farlo: "Io mi chiamo Giordi e ho 10 anni. Ma sono diverso dagli altri bambini di 10 anni". Con queste parole inizia una bellissima storia che, con la sua semplicità e profondità, racconta quelle che sono le difficoltà che un bambino con l'Asperger è costretto ad affrontare ogni giorno.

 

Il racconto in questione, dal titolo "Io mi chiamo Giordi", si apre entrando nella mente di un bambino alle prese con la propria interiorità e con l'accettazione dei propri "limiti". Dopo alcune peripezie, poi, il tema scritto da Giordi finisce nelle mani di una "dottore speciale", che sarà in grado di aiutarlo ad affrontare le proprie difficoltà donandogli un prezioso decalogo.

 

Tutto questo è opera di Alice Maurina, 38 enne di Mezzolombardo anch'essa affetta dalla sindrome di Asperger: "Il libro che ho scritto è un viaggio nella mente di un bambino di 10 anni affetto da Asperger", racconta l'autrice a ilDolomiti.it. L'idea di scriverlo è nata circa 4 anni fa quando ho deciso di creare un decalogo di consigli per me stessa, così da aiutarmi a vivere la vita di tutti i giorni con più serenità. La mia immensa passione per la scrittura e il disegno, mi hanno poi portata a realizzare questo libro che ho scritto per aiutare bambini, ragazzi e adulti che convivono con le mie stesse difficoltà". 

 

L'Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo che si colloca nello spettro autistico. "Una persona con la sindrome da Asperger - ci spiega Alice - è autistica in maniera "lieve", ma nonostante questo si tratta di una malattia molto invalidante dal punto di vista sociale. Una persona autistica è ricettiva in maniera eccessiva a un numero spropositato di stimoli, sensazioni ed emozioni, rischiando così di sviluppare nevrosi e psicosi. La persona che soffre di questo disturbo conduce relazioni sociali in maniera un po' sua, ma sono molti i casi in cui è capace di lavorare e crearsi una famiglia, proprio come tutti". 

 

"Non mi piace che gli altri mi tocchino, anche se lo fanno per dimostrarmi che mi vogliono bene", "Spesso mi copro gli occhi con le mani per evitare che nella mia testa si accumulino troppe cose", "Non credo che agli altri piaccia stare con me". Nella prima parte del libro Alice, attraverso le parole di Giordi, riesce con uno stile sincero e delicato, a descrivere quelle che sono le difficoltà vissute quotidianamente da una persona affetta da Asperger. A rendere ancora più efficace la loro comprensione, sono i curatissimi disegni presenti: "Ho scelto di inserire un disegno per ogni "ostacolo", perché le persone con questo disturbo, tendono a percepire e comprendere più facilmente attraverso le immagini, piuttosto che con le parole", continua.

"Una delle caratteristiche principali di una persona affetta da Asperger, anche se questo non vale per tutti, è che spesso questa sviluppa un interesse così speciale - che può spaziare dall'astronomia, alla pittura o alla musica - che lo porta a voler sapere tutto il possibile a riguardo". Alla "goffaggine" di un asperger spesso si affianca quindi la sua incredibile capacità e bravura in un determinato campo. Esempi di persone realmente esistite ed esistenti con questa sindrome sono Einstein, Alan Turing (che costruì il primo computer di sempre), Mozart, e scrittori come Susanna Tamaro o il famosissimo Steven Spielgerg; prova di quanto le persone con l'Asperger siano capaci di realizzare l'immenso.

 

L'intensità del libro si accumula poi tutta nella seconda parte, in cui l'autrice dà voce ai suoi anni di esperienza e di lavoro di accettazione e superamento dei suoi "ostacoli" quotidiani: "Il decalogo con 10 regole che ho messo a punto negli anni, servono ad affrontare meglio le giornate, vivendole con più scioltezza e calma".

 

Per la pubblicazione della storia, l'autrice si è rivolta alla casa editrice veronese "delmiglio" che collabora con la Onlus Fantastici 15. Il sogno di scrivere un libro è quindi diventato realtà, concretizzandosi in pagine dove i colori risaltano su tutto. A contribuire al processo di distribuzione, si sta occupando anche il Gruppo Asperger Veneto, di cui è presidente Giovanni Marcolini, fin da subito grande sostenitore del progetto. "Uno degli obiettivi sarà quello di portare il libro anche nelle scuole, perché come testo didattico potrebbe aiutare i bambini a capire quel compagno un po' "strano" che hanno in classe".

"Io mi chiamo Giordi" è già disponibile online e in questi giorni sta trovando il suo meritatissimo posto anche tra gli scaffali delle librerie. "Questo libro è parte di me, e spero di cuore che quante più persone lo vorranno leggere, specialmente quelle affette da Asperger perché, indipendentemente dalle età, le difficoltà che ci accomunano sono le stesse".

 

"E quando ebbe finito di leggere, Giordi capì perché quel curioso dottore aveva tanto l'aria di un avventuriero senza paura. Era perché aveva imparato come essere un eroe nella guerra di tutti i giorni".

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