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Coronavirus, 38 infermieri neolaureati pronti a schierarsi in prima linea. Intervista all'esaminatrice: "Dovranno imparare in trincea ma il loro contributo sarà fondamentale"

Sono anche tanti i professionisti ormai in pensione che hanno deciso di tornare tra le corsie d'ospedale per far fronte all'emergenza. Tra questi c'è Marina Cologna, in pensione da due anni ma che lunedì tornerà al Santa Chaira ed era nella commissione di laurea dei nuovi infermieri: "Trovo sia il minimo quello di mettermi a disposizione per alleggerire il carico ai colleghi che lavorano 13 ore al giorno. Mi impegnerò per dare tutto il mio contributo come faranno i neolaureati e come fanno gli infermieri che ogni giorno sono in trincea"

Di Lucia Brunello - 03 aprile 2020 - 06:51

TRENTO. Sono 38 gli studenti che negli scorsi giorni si sono laureati in remoto e che presto saranno chiamati tra le corsie degli ospedali trentini come infermieri per dare il loro prezioso e fondamentale contributo in questo momento di emergenza. "L'impressione che ho ricevuto durante questi giorni d'esame è l'enorme impegno degli studenti, determinati a prendere la laurea per poter al più presto indossare i camici ed essere di supporto ai loro colleghi", racconta a ilDolomiti Marina Cologna, esaminatrice nella commissione di laurea come rappresentante dell'Ordine degli Infermieri ed infermiera ora in pensione con esperienza quarantennale. "Prima hanno sostenuto l'esame di stato, poi discusso la tesi e a breve giro di posta saranno chiamati per andare ad operare in primissima linea".

 

"Oltre al loro impegno - continua - c'è da sottolineare il grandissimo lavoro fatto da tutor e docenti per accompagnarli alla conclusione dei loro studi, cosa da non dare per scontata visto il momento di crisi: molti relatori sono impegnati in campo e per questo c'era il rischio che i giovani venissero trascurati. Così non è stato, e ora abbiamo 38 nuovi infermieri promettenti e qualificati, che senz'altro saranno di fondamentale aiuto a medici ed infermieri più esperti nella battaglia che la nostra sanità sta affrontando".

 

I nuovi professionisti entreranno in azione già nei prossimi giorni, e potranno operare in tutti i reparti con maggiore necessità, specialmente quelli in area critica. "L'inizio è sempre una sfida per qualunque giovane si trovi ad entrare attivamente nel mondo del lavoro, specialmente dal punto di vista delle responsabilità che tutto d'un tratto ci si deve assumere. In ambito sanitario a questo si aggiungono le difficoltà dal punto di vista emotivo, perché quando sei in reparto ogni piccola o grande decisione che viene presa ha diretta ripercussione sul paziente", spiega Cologna.

 

Insomma, il salto tra studente e infermiere è enorme già di suo, ma vista l'emergenza sanitaria, per i 38 neolaureati lo sarà ancora di più. "Questi ragazzi dovranno farsi le scarpe in maniera più rapida rispetto ad un momento di completa tranquillità. E' come se dovessero imparare a nuotare in mare aperto, ma come si dice: "necessità fa virtù"".

 

Gli infermieri rappresentano una categoria molto responsabile che in questo momento sta dimostrando grandissima solidità, parole queste confermate dai fatti, basti considerare i tantissimi professionisti in pensione che hanno deciso di tornare nei reparti per offrire il loro servizio a fronte dell'emergenza. Tra questi c'è anche Marina Cologna, che da lunedì tornerà ad operare nel reparto di rianimazione del Santa Chiara di Trento: "Visto il momento di crisi, ben felicemente metterò a disposizione quello che so fare e l'esperienza e che ho appreso nel corso della mia vita professionale. Conosco colleghe che lavorano 13 ore al giorno, rischiando quotidianamente la loro vita. Trovo sia doveroso e il minimo quello di mettermi a disposizione per alleggerire il carico a queste persone, che lottano insieme ai pazienti mentre tutti noi ci lamentiamo di stare sul nostro divano di casa. Da lunedì andrò a offrire tutto il mio supporto, cercando di essere un beneficio e non un peso".

 

Oggi più che mai la categoria degli infermieri riceve il riconoscimento che gli è dovuto e negato negli tempi passati. "Fino a qualche anno fa - continua - se ci fosse stata un'emergenza simile, difficilmente si sarebbe sentito parlare di infermieri. Ora invece il nostro profilo è nominato come indispensabile per gestire l'emergenza e nella cura dei pazienti. Rispetto ad un tempo, anche la formazione scelta per la figura di infermiere è cambiata drasticamente".

 

Un ritorno quindi desiderato e deciso ma che, rispetto alla normalità, sarà come andare a lavorare in trincea: "Entrare in ospedale in questo momento espone molto al rischio, ma professionalmente ci hanno educati per prevenirlo. Provo una certa emozione all'idea di tornare in corsia perché sono convinta che nella vita non si finisca mai di apprendere, e questa sarà una nuova esperienza che aggiungerò al mio bagaglio personale. Ora quindi si rincomincia, anche se facendo un nuovo tipo di attività".

 

 

E conclude: "Io sono pronta e mi impegnerò per cercare di dare tutto il mio contributo, come fanno anche le colleghe e colleghi che sono rientrati, come faranno i neolaureati e come fanno ogni giorno gli infermieri che sono lì a lottare per tutti noi".

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