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"Senza sostegno non ce la faremo", il mondo del volontariato scrive a Fugatti: "Siamo un punto di riferimento per le nostre comunità"

Il nuovo Dpcm  sta mettendo a dura prova gli enti del Terzo settore. Per questo le forze sociali hanno inviato un'accorata lettera a Fugatti perché intervenga: "Questo tempo di incertezza ed emergenza espone le nostre comunità a nuovi rischi di crescita delle disuguaglianze e delle fragilità: un’ulteriore stretta nei confronti delle attività di socializzazione e volontariato rischia di indebolire la presenza delle nostre realtà nei territori"

Di Arianna Viesi - 28 ottobre 2020 - 16:31

TRENTO. L'ultimo Decreto ministeriale, firmato dal Presidente del Consiglio pochi giorni fa, ha sancito la chiusura (parziale o totale) di ristoranti, bar, palestre, piscine, teatri, cinema, palestre (QUI ARTICOLO). Queste misure dovrebbero, secondo le intenzioni del Governo, rallentare l'avanzata dell'epidemia (allentando la pressione sugli ospedali) e scongiurare un nuovo lockdown nazionale.

 

"Per evitare che la situazione ci sfugga di mano dobbiamo ridurre e diradare le occasioni di contatto non necessarie e in questo modo alleggerire anche il sistema di tracciamento. Non possiamo illuderci che, con una curva epidemiologica in continua salita, le persone possano andare al ristorante o in palestra senza paura. Se rispettiamo queste misure, invece, abbiamo buone possibilità di avere un dicembre quasi normale, altrimenti ci troveremo davanti un nuovo lockdown generalizzato", così il presidente Conte ha spiegato in conferenza stampa le ragioni del suo ultimo Dpcm che tanto sta facendo discutere le categorie più duramente colpite dai provvedimenti (QUI ARTICOLO). 

 

Su tutti, ristoratori e baristi e poi palestre, piscine, mondo dello sport e dello spettacolo e ancora una volta il mondo del turismo e di molte attività che si basano sul contatto con il pubblico. ''Piccole limitazioni per ottenere un risultato maggiore'', così è stato definito il nuovo Dpcm, che però viene associato a ristori immediati. Ristori superiori al 200% rispetto a quanto esborsato con il decreto rilancio di questa primavera per i ristoratori e del 150% per bar e pasticcerie.

 

C'è anche un altro mondo, però, spesso silenzioso ma vitale per le nostre comunità, che ha pagato e sta pagando un prezzo davvero alto: quello fatto da associazioni di volontariato, onlus, enti sociali, centri culturali. Il cosiddetto Terzo settore, insomma. Così, come già è stato fatto da oltre 600 professionisti e aziende dello spettacolo trentino (QUI ARTICOLO), anche i rappresentanti delle associazioni culturali, di volontariato e sociali hanno scritto al presidente della Pat, Maurizio Fugatti, per chiedere attenzione e sostegno ad un settore che rischia di uscire gravemente compromesso da questi mesi.

 

Gentili,

ben consapevoli della necessità di promuovere e adottare misure che contengano il rischio di diffusione dei contagi, rinnoviamo, come forze sociali, la nostra disponibilità a collaborare perché l’obiettivo di tutela della salute venga perseguito in modo unitario e su tutti i fronti possibili.

 

Con altrettanta consapevolezza riteniamo che questo tempo di incertezza ed emergenza esponga le nostre comunità a nuovi rischi di crescita delle disuguaglianze e delle fragilità: un’ulteriore stretta nei confronti delle attività di socializzazione e volontariato rischia di indebolire la presenza delle nostre realtà nei territori, realtà capaci, come dimostrato già negli scorsi mesi, di rispondere ai bisogni della popolazione in modo efficace, capillare e tempestivo. Le ultime disposizioni che impongono la sospensione delle attività dei “centri culturali, dei centri sociali e dei centri ricreativi”, nonché quelle che restringono la possibilità di organizzare attività sportiva e motoria (Dpcm del 24 Ottobre 2020 - art 1 comma 9 lett. e – f), producono un impatto grave e profondo nel tessuto delle nostre associazioni, già molto provate da mesi di difficoltà: senza un intervento chiaro e immediato, il rischio è quello azzerare l’impegno del mondo associativo nei confronti della collettività, facendo venir meno un contributo prezioso e importante per la tenuta del tessuto sociale.

 

Per tali ragioni scriviamo per chiedere alla Provincia Autonoma di Trento di attivarsi per garantire la tenuta del mondo associativo, tramite una serie di misure di sostegno e agevolazione che, come per il mondo della produzione e dei servizi, ci consentano di continuare a svolgere il nostro ruolo senza generare ulteriori e gravi impatti per la cittadinanza. In particolare, riteniamo importante poter contare sul vostro supporto, chiedendovi di farvi portatori di tali istanze anche nei confronti della Conferenza Stato-Regioni e del Governo, garantendo alle associazioni di poter contare su un mix di interventi, quali:

 

- procedure semplificate di accesso a specifici bonus / sostegni nei confronti dei circoli Aps (soprattutto per le realtà con attività di somministrazione), delle Odv e per le associazioni culturali;

- esonero per le associazioni dal pagamento dei canoni delle concessioni e delle locazioni da corrispondere agli enti pubblici e di Itea, relativi ai periodi di sospensione o limitazione delle attività;

- contributi per il pagamento dei canoni di affitto da corrispondere ai privati;

- l’annullamento dei versamenti Tari per il periodo di sospensione delle attività;

- contributi a fondo perduto a sostegno delle associazioni le cui attività sono sospese o limitate nell’orario, incluse espressamente le attività di somministrazione dei circoli culturali e ricreativi;

- il coinvolgimento dei Comuni per garantire in piena sicurezza la possibilità di organizzare attività sportiva e ludico/motoria all'aperto, attivando strumenti di coinvolgimento e corresponsabilizzazione quali ad esempio i Patti di Collaborazione, al fine di valorizzare gli spazi pubblici e di condividere con le associazioni strategie e interventi per la promozione della salute attraverso il movimento.

 

In riferimento alla ordinanza n°49 del 26/10/2020 cogliamo l’occasione per chiedervi, al pari di quanto fatto dalla Provincia Autonoma di Bolzano, la riapertura dei teatri, spesso gestiti da associazioni, e dei cinema. Questi luoghi hanno dimostrato in questa riapertura di essere sicuri, come rilevato da Agis che ha monitorato come su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) ad inizio ottobre, si sia registrato un solo caso di contagio da Covid 19 sulla base delle segnalazioni pervenute dalle ASL territoriali. Una percentuale, questa, pari allo zero e assolutamente irrilevante, che testimonia quanto i luoghi che continuano ad ospitare lo spettacolo siano assolutamente sicuri.

 

Non da ultimo, chiediamo in uno spirito collaborativo la possibilità di confrontarci a un tavolo per condividere misure di compensazione dei danni legati ai provvedimenti di sospensione delle attività, sostenendo tutte quelle preziose iniziative degli Enti di Terzo settore per rispondere ai bisogni della popolazione a fronte delle limitazioni imposte dalle disposizioni nazionali, regionali e locali. Confidiamo nella vostra sensibilità e comprensione e attendiamo vostro riscontro rinnovando la disponibilità a lavorare assieme, in questo tempo difficile, per sostenere le nostre comunità.

 

Coordinamento Forum del Terzo Settore Trentino

 

 

 

 

 

 

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