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A scuola si forma un "gruppo di confronto Lgbt" e scoppia la polemica. L'assessora Donazzan: "Inopportuno e forzato"

E' polemica attorno alla scelta di un liceo di Thiene di dar vita a un "gruppo di confronto e scambio Lgbt". Dopo le richieste di una madre e blogger di bilanciare con "uno spazio su eterosessualità e famiglia tradizionale" è intervenuta anche l'assessora regionale all'Istruzione Elena Donazzan: "Inopportuno e forzato trattare un tema così delicato"

Di Davide Leveghi - 26 febbraio 2021 - 10:41

THIENE. E' polemica attorno all'iniziativa lanciata in un liceo di Thiene, nel Vicentino. Alla notizia della formazione di un gruppo di confronto sul tema dei movimenti Lgbt, si è infatti scatenata una reazione a catena che ha portato all'entrata in campo anche dell'assessora all'Istruzione Elena Donazzan. La battaglia portata avanti da alcuni genitori, ed in particolare da una blogger thienese, per scongiurare il ciclo di incontri ha ricevuto l'appoggio del vertice politico dell'istruzione veneta.

 

Ma andiamo con ordine. A inizio febbraio la dirigente del Liceo Corradini dirama una circolare a studenti, genitori e docenti, per informare della creazione “su iniziativa delle Rappresentanti di Istituto degli studenti” di un “gruppo di confronto e scambio Lgbt”. 4 gli incontri in cartello – rigorosamente via meet – per conoscersi, parlare della rappresentazione della comunità gay, lesbica, transgender e bisessuale e parlare con le associazioni che operano sul territorio.

 

“Gli incontri del nascente gruppo, che al primo appuntamento deciderà anche un proprio nome, sono aperti a chiunque sia iscritto al nostro liceo, abbia piacere di confrontarsi sulle tematiche inerenti il mondo Lgbt: la cultura, i diritti, la rappresentazione – si legge nella circolare – costituirà ovviamente anche un importante luogo, per ora virtuale, di scambio e condivisione delle esperienze e dei punti di vista, anche in prospettiva della costruzione di un'assemblea di istituto che possa tenere conto di tutte le sensibilità presenti nella scuola. Sono escluse dagli orizzonti del gruppo considerazioni di tipo politico”.

 

Alla presenza sempre di un insegnante, “il gruppo si costituisce come luogo sicuro, privo di pregiudizi, aperto al dialogo e al confronto costruttivo”, si legge ancora. Ma cosa ha fatto scattare questa reazione tanto accesa?

 

A guidare la “rivolta” contro l'iniziativa è una madre, Giulia Scanavin, autrice di un blog su Thiene. “In questi giorni ho avuto modo di raccogliere il disagio di moltissimi genitori di studenti iscritti al Liceo Corradini di fronte all'iniziativa esposta dalla circolare numero 239 in cui si propongono incontri di confronto per il Gruppo Lbgt gestiti a turno da tre docenti del liceo – si legge in un post del 15 febbraio, quando al primo incontro manca una settimana giusta – questi incontri hanno lo scopo di definire un'assemblea su questo tema a cui parteciperà l'intero istituto”.

 

“Con tutto il rispetto per la serietà di chi organizza gli incontri, penso che la tematica affrontata sia molto delicata e non possa essere ridotta alla conoscenza delle associazioni presenti sul territorio né tanto meno al dibattito sulle serie Tv che la appiattiscono, monetizzano e commercializzano in modo deleterio facendola apparire semplicemente alla moda – prosegue Scanavin – le scelte che portano a questa identità sessuale poggiano su un percorso personale e intimo che richiedono attenzione, responsabilità e preparazione adeguata”.

 

Ma quali sono le soluzioni proposte dalla madre e blogger thienese? Innanzitutto i temi di genere dovrebbero essere “guidati da professionisti quali uno psicologico od un sessuologo” e, di riflesso, un'assemblea d'istituto sarebbe “auspicabile” venisse “dedicata a temi di interesse ben più generale come gli effetti destabilizzanti e a volte tragici della pandemia (i tentati suicidi tra i ragazzi in età scolastica sono aumentati del 30%), l'isolamento, la depressione, l'abuso di social media che i nostri ragazzi hanno affrontato e affrontano”.

 

Questo perché, sostiene Scanavin, “una generazione già abbastanza provata avrebbe bisogno di sostegno professionale e non di ulteriori dubbi, alimentati da incontri che stimolano la sola curiosità e non li supportano nell'introspezione per una scelta così intima e delicata”. Come se non bastasse, per bilanciare gli incontri sugli Lgbt, “chiediamo che venga concesso uguale spazio ad un progetto che discuta dell'eterosessualità, della diversità sessuale, avallata dalla scienza tra uomo e donna, e della famiglia tradizionale quale caposaldo della nostra società e della nostra cultura cattolica”.

 

Passata una settimana, a dar man forte a queste richieste, interviene appunto l'assessora Elena Donazzan. “Gentilissima signora Giulia – si legge nel post sul blog di Scanavin – ho ricevuto una segnalazione in merito da uno studente a cui ho risposto sostanzialmente con le medesime argomentazioni. Trovo alquanto inopportuno e forzato trattate un tema così delicato e conflittuale soprattutto per la sfera della più intima della persona, in siffatto modo, ossia con la creazione di un 'gruppo' quasi a voler schierare le persone per abitudini sessuali. Peraltro sono persuasa che l'identità di sé vada accompagnata non con una sorta di training di gruppo, ma con l'accompagnamento degli affetti più cari, della famiglia in primis e di esperti psicologi sulla base di un rapporto personale non di gruppo. Scriverò alla scuola”.

 

“L'assessora regionale Donazzan, già nota per aver cantato 'Faccetta nera' in radio e per la sua vicinanza politica al fascismo (QUI articolo) – ha risposto in un piccato post su facebook il Coordinamento studentesco Altovicentino – si è espressa contraria e perplessa riguardo la creazione, da parte del Liceo Corradini, di un gruppo per il confronto e la crescita personale riguardo il mondo Lgbtq+ aperto a tutti a prescindere dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. Elena Donazzan non ritiene sia opportuno che in luogo di crescita, qual è la scuola, si possano affrontare questi temi in gruppo, e che conviene piuttosto vengano relegati alla sfera familiare e intima”.

 

“Ignara del fatto che in molti casi l'ambiente familiare non è adatto o non ha gli strumenti per accettare e vivere questa realtà, e che proprio per questo la nascita di tale gruppo in seno alla scuola costituisce un evento unico e meraviglioso, si sente legittimata, senza nessuna competenza per farlo, a dare indicazioni su come i diretti interessati dovrebbero gestire la loro voglia di conoscenza e condivisione, onde evitare la creazione di schieramenti divisivi che altrimenti, sempre secondo la sua personale opinione, potrebbero nascere”, proseguono.

 

Questo dimostra, oltre alla già comprovata inadeguatezza di Donazzan a ricoprire il suo ruolo, quanto un certo mondo politico sia assolutamente disinteressato alla visione di una scuola il cui ruolo vada anche oltre l'insegnamento, e abbia come obbiettivo finale, la crescita personale e civile di giovani cittadini. Invitiamo gli studenti del liceo Corradini di Thiene ad iscriversi al gruppo nelle circolare del proprio istituto. Invitiamo l'assessora all'istruzione Donazzan a dimettersi”, concludono.

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