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Coronavirus, il Trentino guarda al vaccino russo Sputnik. Ruscitti: ''Se passa i test e funziona, perchè no?''. Consegne a rilento da Pfizer

Oggi la conferenza Stato - Regioni, Fugatti: ''I programmi dell'arrivo dei vaccini sono saltati. Ci dobbiamo arrangiare con gli strumenti che abbiamo. Con i vaccini, purtroppo, ci vorrà molto tempo per avere un numero alto di somministrazioni nella popolazione”

 

Di Giuseppe Fin - 23 gennaio 2021 - 19:50

TRENTO. “Altre vie di fornitura rispetto a quelle dei canali ufficiali? Perché no?” davanti ai problemi sulle consegne delle dosi di vaccino il Trentino non è contrario a scegliere altre strade ed è pronto ad accogliere, nel caso, anche il vaccino russo Sputnik.

 

Noi siamo laici – spiega il dirigente del Servizio Salute della Provincia di Trento Giancarlo Ruscitti - e ricordo che comunque ci deve essere l'ok da parte dell'Ema e dell'Aifa e ci devono essere dei test. Se lo Sputnik funziona perché no?

 

Il problema che il Trentino, come le altre regioni italiane, dovrà affrontare nei prossimi giorni, è quello del calo delle consegne di dosi da parte delle società farmaceutiche. Già la scorsa settimana il nostro territorio era stato penalizzato con un calo del 60% nelle forniture e la situazione nelle prossime settimane sarà simile (QUI L'APPROFONDIMENTO).

 

Proprio in queste ore si sta svolgendo la conferenza Stato – Regioni sul tema vaccini.  “I programmi dell'arrivo dei vaccini sono saltati” sono le parole del presidente Maurizio Fugatti che nel corso di una conferenza stampa ha confermato con il programma di campagna vaccinale per il Trentino subirà dei ritardi.

 

“Nei giorni scorsi mi ero fatto prendere dall'entusiasmo – spiega - a seguito delle comunicazioni del Governo su determinati arrivi di dosi. Avevo parlato di un'ipotesi realista che con l'autunno ci fosse la possibilità di vaccinare il 70% dei trentini puntando quindi all'immunità di gregge. Questa è una previsione errata, i dati che ci sono stati comunicati oggi sono completamente diversi da quelli di 10 giorni fa e il piano è completamente saltato”.

 

I ritardi e le incertezze che riguardano le consegne di Pfizer ma anche Moderna e AstraZeneca, ha spiegato Fugatti “dimostrano che è ancora lunga e che in qualche modo ci dobbiamo arrangiare con gli strumenti che abbiamo. Con i vaccini, purtroppo, ci vorrà molto tempo per avere un numero alto di somministrazioni nella popolazione”.

 

Il Trentino la scorsa settimana ha subito un taglio del 60% nelle consegne da parte di Pfizer. E' stata la realtà più penalizzata perché invece di 5850 dosi ne sono state consegnate 2340. Da domani, ha spiegato il governatore, Pfizer consegnerà 450 mila dosi di vaccini (-20% del numero previsto) e al Trentino arriveranno 7 mila dosi secondo una redistribuzione che terrà conto anche dei deficit precedenti.

 

Per quanto riguarda il vaccino di Moderna, in Italia dal 25 gennaio sono previste 66 mila dosi e di queste il numero destinato al Trentino è di appena 600. AstraZeneca, invece, doveva fornire 8 milioni di dosi nel primo trimestre ma sono diventate 3 milioni e 400 mila di dosi.

 

“Il commissario straordinario per l'emergenza Arcuri – ha spiegato Fugatti – ci ha informati che dal primo di febbraio la Pfizer avrebbe dichiarato che tornerà a consegnare le dosi previste. Arcuri, dal canto suo ha però detto di non crederci”. 

 

Nessun dato certo, quindi sulle consegne dei vaccini. “Ciò di cui sembra esserci garanzia – ha chiarito Fugatti - è che sommando AstraZeneca, Moderna e Pfizer nel primo trimestre le dosi che arriveranno sul territorio nazionale sono pari a 15 milioni. E' chiaro che sono dosi che dovranno garantire il secondo richiamo”.

 

Il nessun rispetto nella programmazione nelle prossime settimane inevitabilmente si ripercuoterà su tutto il Paese e quindi anche sul Trentino.

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